Michele e Sabrina Misseri: padre e figlia colpevoli del delitto

 

Entrambi colpevoli dell’omicidio di Sarah Scazzi. Questo quanto si apprende dal provvedimento di custodia cautelare. Il Gip di Taranto riguardo Sabrina, ha motivato in tal modo la sua decisione: “Sabrina Misseri, al contrario di quanto ha inteso far credere, aveva più di un motivo di rancore verso la cugina Sarah; che probabilmente le aveva rivelato le molestie subite dallo zio Michele; ovvero che la quindicenne, con la sua presenza le distoglieva l’attenzione di Ivano Russo, verso il quale Sabrina, provava, come riportato dall’amica di Mariangela Spagnoletti, una vera e propria ossessione”. Altro movente ipotizzato, quello che delle molestie lamentate da Sarah alla cugina, da parte dello zio Michele, potessero venirne a conoscenza gli abitanti del paese. La prima supposizione del Gip versa dunque sulla logica esposizione secondo la quale  padre e figlia non avrebbero avuto l’intenzione di uccidere la giovane; quanto piuttosto  di intimorirla per farla tacere. Per questo Sabrina l’avrebbe attirata nella cantina garage, avvisando il padre dell’arrivo imminente della ragazza al fine di intimidirla. “È singolare e, dunque, altamente suggestivo, in proposito,  prosegue il Gip, Martino Rosato,  come nel corso delle sommarie informazioni rese il 30 settembre, Sabrina abbia fermamente negato l’episodio del litigio della sera del 25 agosto, confermato invece sia da Mariangela Spagnoletti, che da Stefania De Luca (un’altra amica), nonché dal diario della stessa vittima, che nell’ultima annotazione sul suo diario, scriveva: «Ieri sera sono uscita con Sabrina e la sua amica Mariangela, siamo andate in birreria, poi siamo tornate a casa e Sabrina come al solito si è arrabbiata perché dice che quando c’è Ivano sto sempre con lui. Ci credo, almeno lui mi coccola a differenza sua”. Oltretutto ci sono quegli sms ritenuti dall’ordinanza “altamente indizianti e non chiariti”, inviati da Sabrina alla sorella Valentina nei minuti successivi al ritrovamento del cellulare di Sarah, avvenuto il 29 di settembre, da parte di Michele Misseri. “Quella è zona di Lecce, scrive Sabrina messaggio, non l’hanno potuta fare. Poi parliamo meglio, non dire niente altrimenti metti nei casini papà”. E nel secondo messaggio: “Poi parliamo,  non deve sapere niente né la zia e né la mamma, è quello della Sarah,  zitta, non lo devono sapere altrimenti parlano. Quando torni ti racconto”. Questi due  sms, non sono mai stati chiariti dall’imputata, ha sostenuto il Gip, così come Sabrina non ha mai chiarito la telefonata inviata al padre alle 14,55 del 26 agosto, quando, probabilmente Michele Misseri era impegnato ad occultare il cadavere della nipote. “L’evento omicidiario, prosegue Martino Rosato,  è scaturito, probabilmente, da un empito improvviso: ma tanto non basta per collocarlo nell’ambito della preterintenzione», scrive ancora il Gip, che ricorda come nei 42 giorni successivi alla scomparsa di Sarah,  la cugina Sabrina abbia cercato di indirizzare gli inquirenti su false piste.

di Redazione

Foto: www.newnotizie.it 

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