
Dopo la proposta di un fine settimana a Tione nel Trentino, ecco una gita “fuori porta”, nei pressi di Roma, non meno interessante, ovvero il Castello di Torrimpietra. Nella nota località sulla via Aurelia, conosciuto anche come Castello Falconieri, un connubio di storia medioevale, avanguardia agricola, cantina di pregiati vini e noto ristorante.
La storia

Il castello venne edificato sopra i resti di un “castrum” romano, di epoca incerta e compare già sin dal 1250 come proprietà di una antica famiglia di origini normanne, quella degli Alberteschi. La famiglia nobiliare di Papa Sisto V, lo acquistò dagli Anguillara ed iniziò dei lussuosi lavori di restauro che lo trasformarono da fortezza in sfarzosa residenza, con ampi saloni e corti interne.
Ceduto poi ad una delle più ricche famiglie capitoline, i Falconieri, fu ulteriormente impreziosito con una chiesa interna, di fattura barocca, un imponente scalone e dei pregevoli affreschi nelle enormi stanze da ballo e ricevimento. Ebbe il suo massimo fulgore nel 1700 per poi entrare in un deprecabile stato di abbandono, anche per le condizioni malariche della zona attorno al castello.
Dopo innumerevoli passaggi di proprietà venne acquisito dalla famiglia Albertini che lo portò a nuovo splendore investendo e trasformando i terreni circostanti in una tenuta agricola all’avanguardia, bonificando l’intera zona ed aprendolo anche ai visitatori. Al suo interno ora è presente una nota cantina di vini e un ristorante tipico con un menù molto ricercato.
Ampi giardini con pini centenari introducono il visitatore all’interno dell’edificio dove è ammirabile una enorme sala con un monumentale camino. Ai piani superiori presenti ammirabili affreschi di Pier Leone Ghezzi in tutti gli ambienti, con panorami alberati, che ne fanno una location ideale per ricevimenti o matrimoni, proposti dagli eredi di Luigi Albertini come una delle migliori dimore storiche laziali.
La leggenda

Il fattore del principe Falconieri, un certo Pagliaccetto, aveva bisogno di abbeverare le numerose mandrie di animali del principe. Occorreva quindi sopperire alla mancanza di acqua e costruire dei fontanili. Pagliaccetto sfidò il diavolo a costruirne 99 in una sola notte in cambio della sua anima. Il diavolo vinse ed ora i resti di buona parte di questi fontanili sono visitabili grazie a un percorso naturalistico di grande pregio.
Come arrivare a Torrimpietra
Utilizzare la via Aurelia fino al chilometro 25 oppure prendere l’autostrada per Civitavecchia uscendo appunto al casello di Torrimpietra. Consigliamo una visita alla cantina dell’omonima cittadina, ricca di circa 3.000 tipi di vino, e di degustare cibi al ristorante interno, previa prenotazione. Ampio parcheggio gratuito ed ombroso a pochi passi dall’entrata del castello.
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