
In queste pagine, dove proponiamo una gita del fine settimana, già visitammo il lago di Bracciano e poi quello di Martignano. Ora vorremmo indirizzarvi ad altro specchio lacustre, a metà strada tra Roma e Viterbo: il lago di Vico, dove la natura è ancora incontaminata e la zona si offre ad interessanti escursioni a piedi o sull’acqua, con barche o pedalò in affitto.
Va subito detto che le acque del Lago di Vico sono molto profonde, fredde e con banchi di alghe e ci sono correnti che possono rendere difficile il nuoto o l’uso di natanti per i non esperti. Non è un caso se negli ultimi 15 anni vi siano stati ben sei morti.
Il lago è situato a circa 500 metri sul livello del mare e si trova incastonato tra i Monti Cimini.
Le rive e le colline circostanti sono un vero paradiso di verde e silenzio, non contaminate dal cemento in quanto Riserva Naturale dal 1982. Attorno ad esse sono sorti alcuni stabilimenti balneari, aree di sosta ombreggiate e zone destinate a pic-nic, attrezzate con tavoli, sedie e barbecue in pietra.
La storia. In età romana, le acque del lago di Vico furono fatte defluire tramite un canale artificiale nel vicino Rio Vicano, onde poter coltivare dei terreni fertilissimi per l’agricoltura. Dal XV secolo l’area fu attraversata da una importante via di comunicazione, la Via Ciminia, della quale approfittarono i Farnese per esigere dazi al passaggio delle merci dirette a Roma o a Viterbo. Nel 1990 venne realizzato un altro canale artificiale di scolo delle acque superflue.
Cosa visitare. Vi sono almeno tre centri molto interessanti vicini al lago di Vico, ognuno con delle caratteristiche godibili come arte, paesaggio, cultura: Ronciglione, Caprarola, San Martino al Cimino. Ma visitare i boschi riserva anche altrettante sorprese per la ricchezza dell’avifauna che gode della biodiversità presente come paludi, boschi, prati, acque ferme e di scorrimento. E’ possibile avvistare barbagianni, allocchi, gufi, civette, sparvieri ed una serie infinite di uccelli da palude.
La leggenda. Secondo la mitologia, Ercole, per dimostrare la propria forza ai villici della zona, infisse nel terreno una verga di ferro, sfidando poi gli astanti a disseppellirla. Nessuno ci riuscì finche non toccò ad Ercole stesso il quale nel rimuoverla generò una sorgente d’acqua che si allargò fino a riempire tutta la valle circostante creando, così, il Lago di Vico. Visto dall’alto lo specchio d’acqua è simile ad un enorme trifoglio azzurro.
Dove mangiare. Invece di segnalare un ristorante o una trattoria, vorremmo raccomandarvi di fare un pic-nic in una delle aree attrezzate, tutte con affaccio sul lago. Alla “Riva degli Svassi” è possibile prenotare, con 5 euro a testa, una piccola struttura con tavolo tondo e sedie, sia all’ombra che al sole, dove si può preparare il barbecue, godendosi le ottobrate che ancora permettono di stare all’aperto.ù
Come arrivarci. Dal Raccordo anulare che cinge la capitale, occorre percorrere la via Cassia fino al km 41 per poi passare sulla Cassia Cimina in direzione Caprarola e poi verso il Lago di Vico. Ci vogliono circa 70 minuti per un totale di 65 chilometri. I parcheggi attorno al lago sono gratuiti ed ogni punto ristoro presente ha i suoi servizi igienici puliti ed efficienti.
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