
Avete ricevuto una chiamata da un venditore di filtri per il trattamento dell’acqua di casa e state pensando di acquistarne uno. Ma siete sicuri di averne bisogno? Come scegliere il sistema giusto? E l’acqua sarà davvero migliore di quella che esce dal rubinetto?
L’acqua “del sindaco”
Se l’acqua nelle nostre case è potabile, dal latino poto che significa bevo, significa che è idonea al consumo alimentare, e le analisi hanno appurato l’assenza di microrganismi nocivi e sostanze pericolose secondo i parametri di legge, mentre sono presenti nella giusta quantità gli elementi essenziali per la salute. Anche il sapore viene controllato.
I controlli delle acque potabili sono effettuati prima della distribuzione dalle Aziende Sanitarie Locali – Servizio Igiene e Sanità Pubblica. Al fine di renderla sicura l’acqua è sottoposta a diverse fasi di filtrazione, trattamento e disinfezione. Per disinfettarla viene aggiunto ipoclorito di sodio o biossido di cloro: sin dalla sua introduzione nei sistemi idrici pubblici nel XX secolo, la clorazione ha rivoluzionato la salute pubblica globale, riducendo drasticamente le malattie trasmesse attraverso l’acqua. Sentirne l’odore o il sapore è del tutto normale in quanto anche se i residui sono mantenuti entro i limiti di legge la soglia olfattiva del cloro è elevata, anzi è garanzia che l’acqua sia microbiologicamente sicura.
Perché quindi purificare l’acqua?
In Italia, l’acqua che arriva nelle case è sana e sicura, e questo è un privilegio di cui non tutti gli abitanti della terra purtroppo possono godere.
Per migliorarne il sapore e l’odore basta farla scorrere un po’ o usare un gasatore per chi ama le bollicine. A questo scopo il mercato offre anche filtri per i rubinetti o caraffe filtranti.
I filtri per rubinetto agiscono sul sapore dell’acqua rimuovendo i composti del cloro tramite una reazione con gli atomi di ossigeno contenuti nel carbone, producendo ioni cloruro innocui (come quelli provenienti dal cloruro di sodio, il sale da cucina). Quindi non hanno alcun effetto sulla composizione generale dell’acqua (durezza, conducibilità, metalli…).
Le caraffe filtranti funzionano con un sistema di filtraggio a sia resine che a carboni attivi. Agiscono abbastanza bene anche sulla durezza e permettono di migliorare qualità e gusto dell’acqua da bere.
In entrambi i casi bisogna fare attenzione agli aspetti microbiologici perché sui carboni attivi si può sviluppare una microflora che potrebbe rendere l’acqua non più sicura da bere. Per questo, in uscita da un apparecchio a carboni attivi di buon livello (e di un certo costo) dovrebbe essere previsto un passaggio di sterilizzazione con una lampada a raggi U.V.
Quindi il rischio di peggiorare la qualità dell’acqua invece di migliorarla è abbastanza alto!
Tecnologie di purificazione più complesse
Alcuni depuratori d’acqua funzionano attraverso il meccanismo di osmosi inversa in cui l’acqua viene fatta passare attraverso una membrana con pori invisibili capaci di trattenere ogni impurità. È una tecnologia molto ben collaudata ed efficace, ampiamente usata anche dalle aziende alimentari.
Per uso domestico presenta diversi svantaggi: la membrana osmotica è piuttosto delicata e costosa, molta acqua potabile viene sprecata perché per ogni litro di acqua prodotta 2 litri sono avviati direttamente allo scarico, e infine l’acqua prodotta è troppo povera di sali minerali e quindi è necessario un passaggio di miscelazione con acqua non trattata per ripristinarli. Insomma, una fatica di Sisifo, con un costo elevato.
Gli addolcitori
Gli addolcitori sono sistemi per ridurre la durezza dell’acqua.
Con il termine durezza si intende la concentrazione di sali di calcio e di magnesio nell’acqua, il più abbondante dei quali è il carbonato di calcio. La durezza si esprime in gradi francesi °F e un grado equivale a 10 mg/l di carbonato di calcio.
<10 °F acqua dolce
10-20 °F acqua moderatamente dura
20-30°F acqua dura
>30°F acqua molto dura
Per la durezza non esiste un limite di legge, ma un intervallo consigliato è compreso fra 15 e 50°F. Le persone sane e di qualunque età possono bere acque con tali valori di durezza.
Calcio e Magnesio in realtà sono indispensabili per l’organismo umano, per la crescita delle ossa e per la formazione dei denti. Con l’acqua si apporta un contributo fondamentale al fabbisogno quotidiano di calcio e un’acqua ricca di tale minerale è consigliata durante la gravidanza, nell’età della crescita, e in età avanzata per combattere l’osteoporosi. Numerosi studi hanno inoltre provato che l’apporto di calcio ha un ruolo importante nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Il magnesio aiuta il buon funzionamento dei sistemi metabolici e interagisce con ormoni e fattori di crescita. La sua carenza può ridurre il tono muscolare e causare crampi.
Per contro, un’acqua molto dura (sopra i 30°F) può far sì che si formino, all’interno delle tubature di casa, dei depositi di calcare che alla lunga possono portare al malfunzionamento degli elettrodomestici.
Gli addolcitori sono impianti costosi, ingombranti e richiedono manutenzione regolare. L’acqua da trattare passa su una resina che trattiene gli ioni calcio e li sostituisce con ioni sodio (e/o potassio). L’acqua addolcita sarà quindi più ricca in questi elementi, in particolare di sodio, in quanto il prodotto più economico per rigenerare le resine è il cloruro di sodio, ma è necessario fare attenzione alle possibili ripercussioni sulla salute per chi deve rispettare una dieta iposodica.
Quindi?
Se l’acqua che esce dal rubinetto ha un buon sapore e non avete particolari problemi di salute, bevetela con fiducia, evitando di spendere denaro in acqua minerale, purificatori, addolcitori ed altro, grati al destino di vivere in un paese che dispone di acqua potabile in quantità sufficiente per tutti i suoi abitanti.
Se invece avete dubbi sulla qualità della vostra acqua (ha un cattivo sapore o temete sia troppo dura perché soffrite di calcoli renali) è opportuno farla analizzare per comprendere quale sia il reale problema e scegliere il sistema di purificazione più adatto, informandosi bene sulla manutenzione necessaria e sulla sua frequenza.
* Biochimico, ex direttrice del dipartimento di medicina epidemiologica e igiene del lavoro ed ambientale dell’INAIL
Immagine realizzata con I.A. (ChatGPT)

