L’impero della menzogna

Menzogna

Se i miei figli e nipoti mi chiedessero quale sia l’aspetto più inquietante del nostro tempo, non risponderei l’egoismo, l’interesse o la ricerca del successo: direi la menzogna.

Politica

Il governo in carica, fermo da quattro anni allo statu quo (e con esso e per esso stabili tutti i dati dell’economia, della sicurezza, della sanità, della cultura e dei rapporti internazionali) si vanta di vistosi progressi.

L’opposizione, divisa e senza un capo e senza un programma, a sua volta promette all’elettore, di cui sollecita il voto, tutto ciò che l’avversario non ha fatto, con una genericità che ricorda il “pace e bene” dei frati questuanti.

Mercato

Il Mercato sembra impazzito: produce beni in misura squilibrata e in continuo cambiamento,

Quello delle automobili, ad esempio, oscilla continuamente fra il motore a combustione interna, quello elettrico e quello ibrido, tra espansioni e contrazioni e comunque riempie più i depositi che le strade. A questo stato di cose i produttori reagiscono invadendo gli spazi pubblicitari con un diluvio di immagini suggestive cui si accompagna una verbosità retorica ove si parla di libertà, di sogni, di conquista degli spazi. Laddove invece occorrerebbe stabilire un rapporto con consumatori con una strategia di marketing corretta, che tenga conto che il problema principale è oggi come favorire il ricambio del vecchio materiale con proposte accessibili e proporre automobili piccole anziché ingombranti perché lo spazio a disposizione si è terribilmente ristretto.

Nel campo alimentare si assiste ad un eccesso di prodotti industriali che genera enormi sprechi mentre il prezzo elevato ne rende difficile l’acquisto alle classi più povere. Anche qui la pubblicità aggira le esigenze reali raccomandando la loro consistenza preziosa. Ad esaminarne le componenti sembra di leggere il bugiardino di un farmaco: minerali, vitamine, metalli rari (le patate al selenio) e altri composti chimici sulla bocca di tutti ma non realmente compresi come polifenoli, omega 3,ecc. Nel campo delle famigerate merendine si abusa dell’influenzabilità dei minori e della credulità o dell’opportunismo degli adulti, dichiarando che tali bontà procurano quella gioia, felicità e benessere che spesso la famiglia sembra non riuscire a dare.

Per altri beni di consumo si forza la diffusione di quelli che al di fuori della giusta misura producono più danni che vantaggi.

Si pensi ai cellulari che schiavizzano i minori e distraggono gli adulti.Sostituiscono una erudizione posticcia alla cultura metodica, riempiono il mondo dell’informazione di notizie non documentate, di comunicazioni inutili e di discorsi banali. Distruggono la memoria e annullano l’attenzione. E qui l’enfasi sulla bontà del prodotto in realtà è volta non tanto a soddisfare i bisogni dell’utente quanto a creare in lui bisogni marginali o addirittura inesistenti.

La pubblicità mente sui propri scopi perché in realtà se ne infischia del prodotto e alimenta se stessa con un profluvio di spot televisivi, richiami radiofonici, film che sono essi stessi dei prodotti da vendere. Sono così autoreferenti che alle volte capita di apprezzare lo spot e dimenticare il prodotto

Le Statistiche

E le statistiche? Possibile che anche i numeri mentano? No: ma mentono le interpretazioni dei numeri. E qui, ohimè, torna in ballo il governo che afferma essere aumentata l’occupazione, ma dimentica di dire che l’aumento si riferisce ai lavori sottopagati (come ad es. quello dei rider con il contemporaneo effetto di accrescere anche la povertà.

La Salute

L’inganno raggiunge vertici delinquenziali nel settore della salute.

Il web raggiunge coloro che soffrono di malattie o menomazioni proponendo rimedi fantasiosi o addirittura miracolosi in sostituzione delle cure ufficiali, dal che discende un danno enorme per i pazienti che si privano di cure efficaci e per le case farmaceutiche esposte ad un danno economico e ad un linciaggio morale.

L’IA offre una risorsa impensabile, facendo apparire sul video del cellulare l’immagine di un medico o di uno scienziato di chiara fama e, con una sorta di doppiaggio, gli fa fare la pubblicità del rimedio alternativo. È accaduto all’illustre professor Garattini, che, ovviamente, ha denunziato la frode. È pur vero che, sempre sul web, si può trovare la smentita, ma la maggioranza dei destinatari è nel frattempo caduta nella trappola.

Un altro titolo?

Tutta questa situazione è diventata per i singoli una scuola. Chi cerca un impiego ben remunerato si inventa una laurea e ne costruisce il documento. Chi vuole un incontro galante si ritocca la foto e cancella rughe e calvizie. Chi vuole speculare sulla fede organizza, per proprio conto, viaggi della speranza a Lourdes e Czestocowa e chi vi ha partecipato può dire di quali improbabili eventi si sia parlato…

Forse il titolo giusto per questo articolo sarebbe stato: il mondo è dei furbi.

Immagine creata con IA

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