A tavola nel Lazio tra miti e leggende

Tutte le strade portano a Roma, o forse partono da Roma? La città eterna fagocita il Lazio. A giudicare dalle statistiche sul turismo sembrerebbe così. Però il Lazio si estende sulle antiche vie consolari, lastricate di pietre, che si intersecano con le nuove autostrade asfaltate con il catrame. Quattro punti cardinali ci spingono fuori casello per riscoprire luoghi suggestivi degni di nota per miti, leggende e gastronomia. Non bastano poche righe per descrivere luoghi ed emozioni, per farci sognare. Proviamo in sintesi ad indicare alcune vie. 

Cominciano dal Nord, verso Viterbo ed addentriamoci nel Parco dei Mostri di Bomarzo. Un itinerario iniziatico, colmo di metafore delle nostre inquietudini esistenziali, che assumono fattezze mostruose. Forse paragonabile ad un antico “luna parco” fuori dal tempo dove incontriamo le “Sfingi” e il dantesco “Cerbero”. 

Piatti tipici della Tuscia? Ricordiamo che stiamo viaggiando tra monti laghi e con sorgenti termali, quindi: “l’acquacotta”, il brodo di tinca con i tagliolini, gnocchi di patate, il fieno di “canepina” e la “minestra col battuto”. E se vi fidate del contadino, pollo e coniglio. Se vi avventurate verso i laghi e fiumi potete provare il persico o il coregone.

Per andare a Rieti, ad Est di Roma, senza dirigerci verso l’Umbria e il Gran Sasso d’Italia (zona degna di nota ma che in questo caso non descriviamo), meglio percorrere l’antica via Salaria dopo essere usciti dal casello di Orte sulla A1. Ci spostiamo verso le zone del cammino di San Francesco di Assisi tra conventi e tradizioni rurali. Non sarà difficile trovare piatti tipici con farro al tartufo di Leonessa, “strengozzi alla reatina”, “stracci di Antrodoco”, “fregnacce e fagioli di Borbona”. Buona zona anche per le castagne o meglio i “marroni” colti tra i boschi che circondano l’antica città che fu sede papale.   

E ora andiamo a Sud-est, verso Frosinone. Prima di proseguire vi consiglio una tappa nella zona dei Castelli Romani, dove la “porchetta” è tradizione ed il vino non manca. Potete visitare le meraviglie di Castel Gandolfo e chiedere un appuntamento per visitare i giardini botanici della residenza papale o vedere le stelle dall’osservatorio astronomico della Specola Vaticana.

Ci addentriamo nella Ciociaria per visitare i “castelli perduti”, senza indispettire i fantasmi di antichi templari o disturbare le ninfe che si ristorano nelle acque dolci tra boschi dimenticati. Cosa mangiamo? Cucina contadina con pasta fresca fatta in casa come “fini fini”, “sagne e fagioli” o tonnarelli fatti in casa. Secondi di carne come l’abbacchio e contorni come cicoria e broccoli in padella. Vi può capitare di gustare anche le lumache. Se volete continuare con un dolce tipico provate ciambelle al vino e crostate di visciole.  

Ci spingiamo verso Sud-ovest nel Circeo in provincia di Latina, lasciamo l’interno e andiamo vero il mar Tirreno. Chi non conosce la leggenda della “maga Circe”? Fate attenzione perché potreste non tornare. Un promontorio baciato dal mare con spiagge sabbiose e verdi boschi ristoratori accarezzati dal vento. Una temperatura mite per tutto l’anno. Come non cadere nell’incantesimo tra cibi e bevande afrodisiache? Vi consiglio di arrivare fino a Terracina e Sperlonga per riscoprire i sentieri della antica via Flacca che si snoda sulle alture di un piccolo golfo sotto il castello di Giove. Un piccolo consiglio per i buon gustai: pesce a volontà ma non dimentichiamo le combinazioni “terra e mare” perché ci sono fragole, carciofi e formaggi di grande qualità. 

Ovest di Roma. Per i turisti di passaggio consiglio una tipica gita “fuori porta” verso il mare. Un percorso verso le origini della Città Eterna e la foce del Tevere. Cominciamo dal casello autostradale sulla A12 Roma-Civitavecchia che è vicino all’aeroporto di Fiumicino e ci porta verso l’antica via Aurelia. 

Tra Ostia, Fregene e Maccarese fino al confine con la Toscana, troverete tanti ristoranti che si affacciano sulla spiaggia. A voi la scelta: pesce del Mediterraneo, fritture e “paranza”, ma non capita spesso di assaggiare “spaghetti con cozze e pecorino”, piatto semplice ma gustoso se preparato con ingredienti di qualità. Percorrendo l’antica strada consolare vi troverete a SantaMarinella, dove sorge il Castello di Santa Severa. Situato in riva al mare, venne edificato nel XII secolo e pare che le sue fondamenta poggino su un cimitero. Non mancano le storie di fantasmi come quella di un antico cavaliere che venne sepolto vivo e ancora non trova pace. 

A pochi chilometri c’è il Lago di Bracciano. Tra i piatti tipici con pesce di acqua dolce: coregone arrosto, filetti di luccio alla griglia o luccio al cartoccio. Anguilla e frittura di latterini.

Spingiamoci a Nord-Ovest verso Tarquinia, nella terra degli Etruschi. Ottima conclusione per questo girotondo laziale poiché, se visiterete le necropoli, scoprirete che l’antico popolo serviva cibarie e vino ai cari estinti. Chissà per quale ragione? 

Illustrazione di Maupal

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