Fantasmi a Roma, non è soltanto il titolo di un famoso film

Fantasmi

Fantasmi a Roma. Insieme a Praga, Torino e Lione, Roma è la capitale europea dei fantasmi. Forse perché dall’uccisione del suo fondatore a oggi, una miriade di personaggi importanti hanno fatto una fine cruenta. Si dice, infatti, che i fantasmi, nostalgici della vita perduta, vaghino dopo morti per i luoghi dove l’hanno trascorsa. A Roma, sembra che siano quasi tutti di genere femminile.

Un conto, però, sono le fantasticherie di un popolo che si è sempre ritenuto straordinario in tutto. Un conto, invece, sono le apparizioni che, secondo taluni, sono avvenute davvero. Tali visioni, comunque presunte, sono meno numerose di quelle sicuramente fantasiose. Eppure, sembra che siano apparse veramente a più di un soggetto. Alle apparizioni di fantasmi di questa ristretta categoria vogliamo dedicare le brevi note che seguono.

La bianca mano su una vetrata di Piazza Navona

Iniziamo partendo dalla Piazza che, più di ogni altra, nelle ore notturne, sembrerebbe l’ambiente ideale per un’opera metafisica di Giorgio De Chirico: Piazza Navona. In una finestra di Palazzo De Cupis, che dà sulla piazza, sembra che da 4 secoli appaia non un fantasma intero ma soltanto la sua mano. Sarebbe quella di Costanza Conti, sposa di uno dei De Cupis. Le sue mani sarebbero state talmente perfette che uno scultore volle farne un calco. Poi lo espose ai clienti del suo studio e sembra che ben presto si formasse una fila solo per ammirarlo.

Costanza, però, ben presto si pentì di aver ceduto alle lusinghe dello scultore. Mentre ricamava, si punse freudianamente la mano con un ago. Ben presto la ferita andò in cancrena e la mano dovette essere amputata. Fu inutile: Costanza morì. Da allora ancor oggi, nelle notti di luna piena, taluni assicurano di aver visto il riflesso di quella mano, bianca e perlacea, dietro la finestra del palazzo.

Fantasmi a Roma, Donna Olimpia Maidalchini

Restando a Piazza Navona, su un altro lato della piazza sorge il bellissimo Palazzo Doria-Pamphilj. Sempre nel XVII secolo fu la “reggia“ non di Papa Innocenzo X (Doria-Pamphilj) ma della sua temutissima cognata Donna Olimpia Maidalchini. Ivi alloggiava la nobildonna. Alla quale, però, davano sommo fastidio le grida dei pescivendoli del preesistente mercato. Ne dispose, perciò, lo spostamento nel ghetto ebraico, a “deliziare“ le orecchie degli “ infedeli“. Il suo potere, però, crollò inesorabilmente quando, il 7 gennaio 1655, Papa Innocenzo passò a miglior vita.

Donna Olimpia si rifugiò con armi, denari e bagagli, nel suo feudo di San Martino al Cimino. Ma, per un epidemia di peste, dopo soli due anni venne meno. Forse anche lei perché “freudianamente“ tormentata per il tramonto della sua fortuna. Da allora prima dell’alba di ogni 7 gennaio, taluni romani assicurano di averla intravista. Percorrerebbe a tutta velocità Ponte Sisto all’interno della sua carrozza. Si dice che provenga dalla grandiosa villa (Pamphilj) che il cognato le aveva appositamente donato. Per poi recarsi a Piazza Navona ad ammirare il suo Palazzo.

Fantasmi a Roma, Beatrice Cenci

Il più famoso dei fantasmi romani, invece, ama passeggiare per un altro storico ponte. Stiamo parlando di Beatrice Cenci, decapitata proprio sulla Piazza al termine di Ponte Sant’Angelo. Beatrice, i suoi fratelli e la sua matrigna era stata condannata a morte per l’uccisione di suo padre, il conte Francesco. Questi era già stato a sua volta condannato per violenza sessuale verso la figlia e sodomia verso i figli maschi. Due suoi figli erano già deceduti per le violenze. Ma il conte Francesco continuava imperturbato nelle sue nefandezze.

Pieno di debiti, aveva proibito alla stessa Beatrice – ormai 22enne – di sposarsi, per non corrisponderle la dote. Sinché i suoi figli e la seconda moglie si accordarono per finirlo. Prima lo stordirono con l’oppio mescolato a una bevanda. Poi i due maschi lo colpirono al cranio con un martello, gli ficcarono un chiodo nella gola e gli spezzarono le gambe con un matterello. I congiurati, però, finirono nelle grinfie dell’Inquisizione e torturati. Così resero piena confessione del loro crimine.

Beatrice Cenci fu giustiziata e decapitata l’11 settembre del 1599. Ma, da allora, molti giurano che riappaia ogni anno, nella notte tra il 10 e l’11 settembre. Passeggerebbe avanti e indietro sul ponte berniniano. Chiaramente, il suo fantasma è decapitato e stringe in mano la propria testa recisa. Diamo appuntamento per quella data sul ponte a coloro che vogliono sincerarsi della veridicità di tale racconto.

Fantasmi a Roma, alcune loro tracce sono visibili in un museo

In tempi più recenti è sorta, anche a Roma, la moda delle sedute spiritiche. Sembra perciò che, in taluni, casi, alcuni spiriti abbiano preso a girare nelle abitazioni dove le sedute erano state allestite. Dalle parti di Vigna Clara pare che ogni tanto appaia il fantasma di un medico del ‘600 (sempre di quell’epoca!). Chi lo ha visto lo descrive come un uomo ancor giovane e dall’aspetto tozzo. Non abbiamo notizie del suo passato e perché la sua anima non abbia ancora trovato riposo.

Un altro fantasma (maschile) pare che appaia in un attico di Via XX settembre. Sarebbe quello di un signore anziano che vi abitava molti anni fa. Pare che sia un fantasma abbastanza dispettoso e asociale. Tira le coperte degli abitatori che si susseguono nell’appartamento. Pare che abbia una particolare predilezione nell’annacquare i loro liquori. Si diletta a far risuonare le sue risa in presenza di ospiti di genere femminile. Sinché, spaventate, costoro tolgono il disturbo.

Per coloro che sono interessati a investigare le tracce lasciate dai fantasmi a Roma, consigliamo il Museo delle Anime del Purgatorio. Si trova in Lungotevere Prati, a pochi passi dal citato Ponte Sant’Angelo. Qui è possibile osservare le bruciature impresse da taluni fantasmi sui supporti più disparati. Le più spaventose sono alcune impronte di mani lasciate su una federa di cuscino e su un supporto di legno.

Foto di BÙI VĂN HỒNG PHÚC da Pixabay

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