
Ancora una volta, la straordinaria Luisa Spagnoli torna a far parlare di sé per aver creato, nel 1926, la notissima “Caramella Rossana” dalla tipica forma rettangolare, avvolta nel suo inconfondibile incarto rosso e prodotta dalla propria industria dolciaria “Perugina”, la cui ricetta è rimasta invariata nel tempo, rimasta farcita con il ripieno cremoso a base di latte, nocciole e mandorle.
Basta nominarla per avvertirne subito il profumo: eterna ospite nelle ciotole dei salottini in casa delle nonne, ancora oggi è diffusissima e irresistibile alla tentazione di sentire il rumore secco della carta che si apre tra le dita con la prima, per poi continuare a mangiarne come se fossero ciliegie, nonostante il loro guscio duro di caramello al gusto di confetto che però nasconde quel cuore così tenero e delicato.
Anche la scelta del suo nome ha una storia romantica perché si ispira a Roxane, che ha origini antiche persiane e un significato ricco di contenuto perché evoca “bellezza” o “splendore” reale, appartenuto infatti a “Rossane” che fu moglie del sovrano macedone Alessandro III, universalmente conosciuto come Alessandro Magno, condottiero antico e re di Macedonia della dinastia degli Argeadi dal 336 a.C., succeduto al padre Filippo II.
Ma anche la protagonista femminile della famosa opera teatrale “Cyrano de Bergerac” era Roxane, la donna da lui inutilmente amata. Nel dramma scritto da Edmond Rostand e presentato nel 1897, Cyrano – che ha quel singolare buffo ed enorme naso – è un coraggioso spadaccino e poeta segretamente innamorato della cugina Rossana, che però si innamora di Cristiano, bello ma incapace di parlar d’amore, che però a sua volta beneficia dell’aiuto volontario del povero triste e bruttino Cyrano che lo aiuta a corteggiarla, scrivendo per lui a lei le giuste lettere di passione; ma soltanto dopo la morte di Cristiano in guerra, Rossana – che si era ritirata in convento – scoprirà la verità quindici anni dopo, in punto di morte del buon Cyrano.
Va anche detto che l’idea di questa deliziosa caramella fu anche pratica perché si trattò di un primo mini-dolce tascabile “da passeggio”, capace di resistere senza sciogliersi ai primi caldi, ma non solo; non di poco conto è il fatto che la Rossana beneficiò, a livello pubblicitario, di un’immagine di altissimo livello, alla quale contribuì uno dei grandi pubblicitari italiani del Novecento che era Federico Seneca, disegnatore, grafico e cartellonista riconoscibile, certamente un indiscusso comunicatore d’avanguardia.
Insomma, la Rossana è stata, come lo è tuttora, la “signora in rosso” delle caramelle, nonostante le nuove tipologie dei sapori della farcia al cioccolato, al pistacchio al cocco e al caramello salato con incarti dai colori dedicati.
Infine, un po’ di storia sulla sua produzione: attualmente è fabbricata dall’azienda piemontese Fida, in Castagnole delle Lanze, in provincia di Asti; il marchio è stato infatti acquistato dalla Fida nel 2016 da Nestlé-Perugina, laddove nel 1988, la multinazionale svizzera la acquisì dal gruppo Perugina Buitoni a seguito di complesse traversie finanziarie e commerciali legate alla CIR di Carlo De Benedetti.
Per il suo centesimo compleanno, la Rossana è stata “omaggiata” dal pastry chef Angelo Guarino che l’ha trasformata in una mousse arricchita addirittura con il Passion Fruit!Fine modulo
Che dire? Nonostante le cento candeline, non solo la Rossana è la caramella più giovane di tutte ma non ha nessuna intenzione di invecchiare.

