Un salto nel 1986 con il soul di Enzo Avitabile

Enzo Avitabile

Enzo Avitabile è, senza ombra di dubbio, uno degli artisti più versatili, eclettici del cosiddetto filone “Neapolitan Power”, corrente che annovera grandi nomi della scuola napoletana tra cui l’indimenticabile Pino Daniele, James Senese, Teresa De Sio, Enzo Gragnianiello, tanto per citarne alcuni tra i tanti. Nel corso della sua carriera, il sassofonista e polistrumentista partenopeo ha saputo imporsi al pubblico con lavori dall’ottimo standard qualitativo, esplorando il soul-funk negli anni ‘80 e parte degli anni ‘90, per poi tuffarsi, con risultati molto interessanti, in una world-music cantata in napoletano con testi che toccano argomenti sociali dalla parte degli ultimi, degli oppressi, a favore dei vari Sud del mondo e con sonorità che inglobano folk partenopeo, ritmi africani, fino a lambire anche territori jazz-fusion.

Diplomato in flauto, al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, Enzo Avitabile muove i suoi primi passi suonando nei vari locali americani della sua città e con artisti come Pino Daniele, Mario Musella degli Showmen (nel disco del 1975 “Arrivederci”, che venne fatto stampare in tempi più recenti) e nel gruppo jazz-rock Città Frontale, tra le sue esperienze giovanili. Esordisce discograficamente nel 1982 con l’album intitolato “Avitabile”, per poi proseguire con ottimi lavori come “Meglio Soul”(1983) e “Correre In Fretta”(1984). Oggi vogliamo portarvi nel 1986 a riscoprire l’album che sicuramente rappresenta la summa del suo primo periodo, quello soul-funky. Il disco si intitola “S.O.S Brothers” e declina in salsa italiana e napoletana la black-music.

Il lavoro si avvale degli arrangiamenti di Mauro Malavasi, nei primi anni ‘80 facente parte del gruppo soul-disco dei Change, insieme a Davide Romani e Paolo Gianolio, e successivamente uno dei collaboratori fidati di Lucio Dalla. Ad aprire la scaletta ci pensa “Alzati Che È Tardi”, un invito a darsi da fare per affrontare le difficoltà della vita. “Mamma Che Caos” fotografa il caos della situazione mondiale a ritmo uptempo e funky e con un ottimo assolo di flauto, mentre la ballata soul “Se La Musica” esprime i sentimenti dell’artista verso la musica e la vita. L’ironia pervade la title-track, un pezzo sul tema delle droghe leggere, il singolone “Soul Express” è invece un inno all’uguaglianza, Enzo Avitabile ci invita a salire sul treno soul nel quale si riuniscono uomini di tutte le razze, di tutti i ceti sociali, di ogni età e orientamento sessuale, un brano che abbatte ogni forma di discriminazione. Il pezzo viene tuttora proposto nei vari concerti del musicista partenopeo, con un nuovo arrangiamento etno-soul e coinvolgendo il pubblico. Tra gli altri brani degni di nota spiccano anche “You Can Live”, canzone sulle varie riflessioni della vita caratterizzata da pregevoli parti di sax sognante, un pezzo che il rapper Fabri Fibra ha campionato nel suo brano “Cometa”, contenuto nell’ album “Mentre Los Angeles Brucia”(2025), e la uptempo funky-dance “Black Out”, brano contro la guerra.

“S.O.S. Brothers” è un album che ci offre dell’ottima musica soul-funky declinata in salsa partenopea e italiana, tutto condito con sprazzi di ironia, groove a profusione, arrangiamenti di grande incisività, un disco che negli anni eserciterà un’enorme influenza su vari artisti napoletani contemporanei, tra cui anche i Nu Genea. A tutto questo si aggiungono anche le grandi doti compositive di Enzo Avitabile, un artista che, nel corso della sua carriera, ha condiviso i palchi con vari nomi italiani ed internazionali come James Brown, Tina Turner, Richie Havens, il compianto pioniere della cultura hip-hop Afrika Bambaataa (con il quale incide il singolo “Street Happiness”), Randy Crawford, ma anche grandi nomi della musica italiana e della world-music africana e medio-orientale, durante la seconda fase della sua carriera, quella più etnica, ricca anch’essa di opere di gran pregio. Importante anche il suo contributo nei primi periodi discografici di Pino Daniele, con il quale ha collaborato suonando il flauto e il sax nell’album “Terra Mia”(1977) e mettendo i cori nel brano “A Me Me Piace O’ Blues”, dal capolavoro “Nero A Metà”(1980).

La grande versatilità di Enzo Avitabile, artista che ha fatto della contaminazione e della multiculturalità uno dei suoi tratti distintivi, rendono la sua discografia consigliabile a chi ha voglia di musica dal respiro internazionale, sia che si tratti del soul-funk degli inizi, che della world-music che dal 2004 porta avanti con successo grazie a messaggi capaci di scuotere le coscienze ed essere dei veri e propri inni alla fratellanza e ai valori di uguaglianza e umanità.

Fonte foto: profilo ufficiale Instagram dell’artista

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