Caldo e alimentazione: come conciliarli

caldo

Le immagini di Jannik Sinner sopraffatto da un colpo di calore al terzo set, che pure stava dominando, del secondo turno del Roland Garros hanno fatto il giro del Mondo.
Al di là dei sentimenti che hanno suscitato soprattutto nei sostenitori del tennista altoatesino una domanda è venuta spontanea.
Se neppure un atleta di prim’ordine, dalla disciplina esemplare, seguito da uno staff di professionisti, riesce a fronteggiare il caldo estremo che, come ormai d’uso in questi ultimi anni, ci ha colto di sorpresa, come possiamo noi comuni mortali, magari un po’ avanti negli anni e sovrappeso, combattere l’afa estiva?
Basta davvero non uscire nelle ore più calde, accendere il condizionatore, bere tanti liquidi come puntualmente raccomandano i messaggi televisivi o occorre modificare soprattutto lo stile alimentare?

Le cause del colpo di calore

Come illustrato dall’Ospedale Niguarda di Milano il colpo di calore è un aumento della temperatura corporea (ipertermia) determinato dall’alta temperatura ambientale (sopra i 35°) e da un tasso di umidità tra il 60 ed il 70%.
In pratica l’organismo non riesce a cedere all’esterno il calore con la sudorazione e subisce uno shock che si manifesta attraverso debolezza, febbre, abbassamento della pressione arteriosa, nausea e vomito sovente accompagnati da crampi, vertigini, perdita di lucidità e disorientamento sino, ai casi più gravi, .da convulsioni e dal coma.
Diversamente dalla cosiddetta insolazione (prolungata esposizione ai raggi solari) il colpo di calore,se le condizioni di ventilazione non sono adeguate, può quindi verificarsi anche dentro casa o in un altro ambiente chiuso.
Va notato peraltro che sintomi analoghi, diversi da persona a persona, possono manifestarsi in ambienti chiusi in cui vi sia un uso scorretto dell’aria condizionata oppure, soprattutto quando si fa shopping, passando rapidamente da un ambiente esterno molto caldo ad uno con una temperatura molto più bassa, mediamente inferiore a 5-7° rispetto all’esterno.
E sotto questo aspetto sono veramente micidiali le lame o barriere d’aria: condizionatori a getto che vengono posizionati negl’ingressi degli esercizi commerciali in sostituzione delle porte e che mirano a ridurre la dispersione all’esterno dell’aria condizionata.

L’importanza dell’alimentazione: i liquidi

Se indubbiamente gli accorgimenti fisici, come la ventilazione degli ambienti, il tipo di vestiario e mancata esposizione alle alte temperature sono di grande importanza, un ruolo niente affatto marginale lo svolge l’alimentazione.

Per prevenire gli effetti del caldo occorre innanzitutto aumentare l’assunzione di liquidi, possibilmente integrati con i sali minerali (magnesio, calcio e potassio) che si disperdono con la sudorazione e per quanto riguarda gl’integratori, o energy-drink, che adesso vanno molto di moda, se non si deve affrontare uno sforzo fisico prolungato sono sufficienti i vecchi rimedi, studiati sin dall’epoca di Galeno e Plinio il Vecchio, con acqua e aceto; con acqua, succo di limone, zenzero fresco e foglie di menta; con acqua, zucchero in quantità limitata, limone e bicarbonato di sodio, sino allo Zammù siciliano, composto di acqua e liquore d’anice, talmente efficace da diffondersi in tutta l’Italia, a Roma con il Mistrà (anice stellata) o con la lussuosa Anisetta Meletti a base di anice verde e citata anche da Gadda.
Allo stesso scopo è indirizzato il consumo di frutta fresca ad alto contenuto di liquidi e di verdure crude o poco cotte per evitare di perdere i sali minerali.

L’importanza dell’alimentazione: i cibi altamente digeribili

Quando si parla di caldo vengono immediatamente alla mente i cosiddetti cibi leggeri: pesce fresco, possibilmente azzurro e ricco di Omega 3, carni magre (su tutte il pollo), cereali semplici o integrali, come il riso, l’orzo e il farro, i latticini ed i formaggi magri: yogurt, ricotta (di pecora, di capra o vaccina), primo sale.
Non è solo istinto perché la digestione rappresenta la principale fonte di produzione del calore interno.
Non vanno peraltro sottovalutate le reazioni individuali così come il bilanciamento dei diversi alimenti nello stesso pasto.
Alimenti virtuosi come la lattuga, il cetriolo o lo stesso melone possono infatti risultare a taluni indigesti vanificando i loro generali benefici.
Viceversa se i formaggi a pasta filata come la mozzarella non si possono definire magri anche se c’ingolosiscono particolarmente durante la stagione estiva, il loro consumo moderato è consentito laddove compensato da altri alimenti maggiormente digeribili.

L’importanza di conoscere il proprio corpo

Bombardati come siamo di consigli dai media spesso tendiamo a dimenticare che, soprattutto in campo alimentare, la conoscenza del proprio corpo e dei suoi cambiamenti con l’età e col mutare delle condizioni esterne è assolutamente determinante sia per prevenire gli effetti indesiderati dell’aumento delle temperature, sia per fronteggiare eventuali crisi.
Personalizzare la dieta, variarla in funzione delle proprie condizioni soggettive, è una piccola fatica che vale la pena di compiere nonostante i contrattempi che, in un Mondo che non rallenta neppure durante la stagione più calda, comporta.Se è vero che siamo ciò che mangiamo è altrettanto vero il reciproco: mangiamo in funzione di ciò che siamo.

Foto di Rosy / Bad Homburg / Germany da Pixabay

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