Occhio alla spesa!

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L’attuale congiuntura internazionale e l’inizio della stagione estiva, in cui tra chiusure per ferie dei negozi di vicinato e trasferimenti nelle località di villeggiatura moltissime persone perderanno temporaneamente i loro riferimenti commerciali abituali, rendono questo periodo particolarmente rischioso per la sicurezza degli acquisti alimentari.
Una condizione che, unitamente all’approvazione della legge 21 aprile 2026, n. 75, entrata in vigore lo scorso 29 maggio e contenente nuove e più stringenti norme sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani, fa tornare d’attualità il tema delle frodi alimentari di cui ci siamo già occupati in passato.

Le frodi alimentari? Antiche quanto il commercio degli alimenti

Dal punto di vista giuridico le frodi alimentari si distinguono in: adulterazione (sottrazione di elementi nutritivi o aggiunta di sostanze di minor valore), sofisticazione (aggiunta di sostanze chimiche o estranee non consentite per migliorare l’aspetto o coprire i difetti dell’alimento) e contraffazione cioè la sostituzione di un prodotto con un altro di minor pregio (es. olio di semi venduto per olio extravergine d’oliva). A queste si deve aggiungere l’alterazione che consiste nel decadimento di un alimento per la sua errata o eccessivamente prolungata conservazione.
Nell’ambito dei comportamenti fraudolenti, inoltre, occorre porre particolare attenzione a quelli che non incidono solo sull’aspetto economico (frodi commerciali) creando un danno pecuniario al consumatore, ma anche sulla salute (frodi sanitarie) rendendo l’alimento potenzialmente o sicuramente nocivo.
Non dobbiamo pensare, tuttavia, che le frodi alimentari siano un fenomeno recente, in qualche modo indotto dalla lunghezza della filiera e dal commercio globale visto che sono state oggetto di denuncia sia nell’Antica Roma (con Marco Porcio Catone e Plinio il Vecchio), sia durante la dominazione araba (in cui lo studioso al-Chazini mise a punto una «bilancia della sapienza» mediante con la quale, attraverso la misurazione precisa del peso specifico degli alimenti, riusciva a distinguere l’olio di semi da quello d’oliva) sia in piena rivoluzione industriale al punto che lo stesso Karl Marx le denunciò come ulteriore forma di sfruttamento capitalista.
In Italia, dopo le inchieste della fine degli anni ’50 da parte del settimanale L’Espresso, la svolta è avvenuta con il recepimento della normativa europea e non casuale è la scelta di Parma come sede dell’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare.

Come difendersi?

Attualmente il contrasto delle frodi alimentari è affidato all’ICQRF (Ispettorato centrale repressione frodi del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali), ai Carabinieri per la Tutela Agroalimentare (RAC), alla Guardia di Finanza, alla Direzione antifrode dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, al Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera e ai NAS (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità): il Reparto speciale dei Carabinieri che opera sotto il Ministero della Salute.
Una rete di protezione che, tuttavia, sconta sia la vastità del fenomeno (secondo Eurispes il giro d’affari delle agromafie supera i 25 miliardi) sia le croniche carenze del personale operante sul territorio.
A livello individuale, oltre a consultare periodicamente gli avvisi di ritiro degli alimenti presenti sul portale del Ministero della salute, è proprio il caso di dire che occorre utilizzare i propri sensi ed il buonsenso.
Se è vero che la fretta spesso guida i nostri acquisti, o in vacanza la scelta dei luoghi in cui andare a mangiare, alcuni indicatori sensoriali come l’olfatto (che facilmente ci rivela le alterazioni alimentari) o la vista devono essere particolarmente allertati specie se ci muoviamo al di fuori dei percorsi conosciuti, magari per sperimentare «quel localino» che ci ha attratto per i prezzi bassi del menù.
Tenere d’occhio i periodi di fermo pesca, inoltre, può risparmiarci di mangiare pesce surgelato spacciato per fresco.
Per quanto riguarda invece gli acquisti presso le aziende, se non abbiamo una particolare capacità di discernimento dei diversi prodotti le moltissime guide in commercio possono esserci d’aiuto non foss’altro perché chi si sottopone alla valutazione professionale degli autori di una guida difficilmente si rende protagonista di frodi alimentari che i valutatori non avrebbero difficoltà a scoprire.
Infine, anche se sembra banale, è necessario superare la tentazione di concludere «un buon affare» perché se è vero che la filiera assorbe buona parte dei costi, al di sotto di certi prezzi è estremamente raro, anche se non impossibile, acquistare prodotti sicuri, specie se sono dop o igp.

Foto di phantomboy da Pixabay

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