Voto cattolico, ago della bilancia per governare?

religione - politicaIn campagna elettorale spesso si sente dire dai candidati intervistati nelle tribune politiche che il voto di alcune classi sociali sarà l’ago della bilancia che permetterà a quello schieramento piuttosto che all’altro di prevalere e andare a governare.

Sentiamo dire che gli indecisi hanno una percentuale X, che convincere gli astenuti, della tornata elettorale precedente, ne ha un’altra e che i cattolici, percentuale altissima nel nostro Paese, siano indispensabili per conquistare la maggioranza degli elettori votanti.

Noi, ovviamente, non sappiamo chi vincerà e quale di queste categorie citate possa incidere in maniera determinante sulla scelta del futuro governo nazionale. Così come non conosciamo un rappresentante degli indecisi e degli astenuti ma sappiamo che il cosiddetto voto cattolico, sempre al centro dell’attenzione degli schieramenti politici, è rappresentato da veri e propri partiti che hanno come riferimento i valori sostenuti dalla Chiesa Cattolica e dai suoi praticanti.

A tal proposito abbiamo intervistato uno di loro, Giorgio Gibertini, giornalista e scrittore, fervente cattolico, volontario nel Movimento per la Vita italiano, autore di un libro che si pone l’obiettivo di diventare un manuale per le nuove generazioni di politici cattolici.

Giorgio Gibertini

Giorgio Gibertini

Il voto cattolico è sempre tirato da una parte all’altra. Secondo lei è realmente l’ago della bilancia per governare come alcuni opinionisti sostengono?

No, perché non esiste più un voto cattolico “organizzato”. Conosco e frequento tanti amici cattolici: alcuni votano a destra, altri a sinistra, altri ancora al centro. Si potesse scegliere le persone, sarebbe ancora meglio.

Perché presentare questo suo libro in piena campagna elettorale: ci sono chiare indicazioni di voto per i cattolici?

“Il mio libro nasce da una esperienza diretta in politica, come assistente alla Regione Lazio e poi al Parlamento, e vuole essere più che altro un manuale, una «mappa» per chi si appresta a entrare in politica. Ho cercato di attingere ai testi della nostra Dottrina Sociale, alle vite di alcuni santi politici, al Vangelo e infine alla mia esperienza personale.

Quindi un libro solo per cattolici?

Chi è cattolico? Ma soprattutto, chi non è cattolico? Io ho preso spunto dall’invito dei vescovi a impegnarsi in politica: lo ho condiviso e lo caldeggio. Però parlare di princìpi non negoziabili significa indicare la bussola per orientarsi nella questione antropologica, espressione che riassume perfettamente il problema centrale del nostro tempo. Un tempo in cui i fondamenti antropologici della comunità umana, preesistenti al cristianesimo e condivisi da esso, vengono messi in discussione dagli sviluppi della scienza in un mondo oramai secolarizzato. Si aprono infatti scenari impensabili fino a ieri, e l’essere umano ha la possibilità di scegliere in ambiti, come la procreazione, la selezione genetica, la compravendita di parti del corpo, che una volta non erano a disposizione dell’uomo e delle sue decisioni, e su cui non si poteva intervenire. Ecco, nel libro cerco di dare delle indicazioni su questi temi, valide per tutti.

Come mai allora lei per primo non ha raccolto l’invito e non si è candidato?

Dieci anni fa mi candidai con la Lista Aborto No Grazie e racconto di questa bella esperienza anche nel libro. Ho avuto la proposta dagli amici del Popolo Della Famiglia ma io la mia candidatura di testimonianza l’ho già fatta. Gli altri partiti… nessuno mi ha cercato con proposte serie quindi resto dietro le quinte e soprattutto impegnato per la mia famiglia.

… e a scrivere libri

gibertiniDi politica ho scritto questo che racchiude un po’ tutto il mio pensiero. Vi sono gli esempi di Re Baldovino, di Chiara Lubich, di Don Zeno Saltini, di don Giovanni Bosco, di Tommaso Moro. Nel libro si parla del falso mito dell’ingerenza politica della chiesa e della laicità dello Stato e di perchè, per i cattolici, stare in silenzio vuol dire tradire il Vangelo.  Affronto il grande e importante concetto del Bene Comune e parliamo approfonditamente della Evangelium Vitae ma consiglio anche, sommessamente, che sarebbe ora di tornare alle sane e vecchie ma utilissime scuole di formazione politica.

Per chi fosse interessato a confrontarsi direttamente con l’autore, Giorgio Gibertini presenterà il suo libro, “Per una nuova generazione di politici cattolici“, martedì 27 febbraio, alle ore 18:30, a Roma, al Bar Giulia, in via A. Bolognetti, 29.

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