Tour de France: Thomas in giallo, squalificato il campione del mondo Sagan

Dopo sole quattro tappe ci sono già i primi colpi di scena, come la discussa esclusione del campione del mondo Peter Sagan per una scorrettezza nella volata della tappa 4.

L’inizio

La prima tappa, cronometro individuale in quel di Dusseldorf, viene vinta dal portacolori della Sky Geraint Thomas, il quale batte anche il suo capitano Froome ed indossa la maglia gialla di leader della classifica. Proprio Froome guadagna sin da subito distacchi importanti nei confronti degli avversari per la classifica generale, lasciando i rivali tra i 35” ed il minuto c.a. di ritardo; il nostro Aru si difende come può in una specialità in cui paga dazio, attestandosi a 52” di ritardo dalla maglia gialla. In questa prima frazione, corsa sotto un diluvio torrenziale, c’è da registrare subito il forfait di uno dei favoriti, lo spagnolo Valverde, che cade in curva ed è costretto al ritiro, per lui rottura della rotula, appuntamento al 2018.

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La seconda frazione termina in quel di Liegi ed una volata imperiosa del teutonico Kittel che si sbarazza con potenza di Demare e Greipel, mai realmente pericolosi. La pioggia influisce anche su questa frazione, caduta generale negli ultimi chilometri, compresa la maglia gialla, anche se nessun ritiro si è registrato in seguito a questi incidenti.

Nella terza tappa sale in cattedra il campione del mondo Sagan, il quale sull’ultimo chilometro in salita, e neanche tanto lieve, sfodera una delle sue proverbiali accelerazioni andando a vincere praticamente per distacco, nonostante un pedale difettoso che gli fa perdere l’aderenza dello scarpino e qualche secondo di tempo: alla prima occasione Sagan risponde presente e lascia una perla da rivedere a tutti gli appassionati.

Il fattaccio

Uno come Sagan è destinato ad essere protagonista anche quando non vince, come nella tappa 4. Il gruppo compatto si avvia a forte velocità verso il traguardo di Vittel, con il francese Demare bravo a rimanere davanti e ancor più bravo a piazzare la zampata vincente, che gli consegna la vittoria di tappa. Alle sue spalle Sagan sopravanza Kristoff, anche se Sagan per prendere la giusta traiettoria alza il gomito destro nel momento in cui sopraggiunge alla sua destra in gran rimonta Cavendish, il quale impatta contro le transenne laterali cadendo rovinosamente a terra. Secondo i giudici di gara il comportamento scorretto di Sagan ha messo in pericolo l’incolumità dell’avversario e viene declassato di 30”, ma successivamente squalificato ed estromesso dalla corsa dopo il reclamo della squadra del britannico.

ciclismo 2L’estromissione di Sagan dal Tour fa discutere tecnici e soprattutto appassionati, in quanto secondo alcuni sarebbe stato un gesto istintivo dovuto al fatto che Cavendish ha tentato di intromettersi in uno spazio stretto influendo sul già precario equilibrio di Sagan a quella velocità, sfiorandolo anche con il capo; per altri invece Sagan ha tenuto un comportamento pericoloso e volutamente ostruttivo, per cui la squalifica è la sentenza più logica e giusta.

La prima salita

Dopo le prime quattro tappe che hanno regalato emozioni soprattutto nel finale, essendo frazioni in cui i velocisti hanno avuto molto spazio, eccezion fatta per la crono iniziale, dalla tappa 5 si inizierà a capire chi è in forma per lottare per la generale e chi sarà costretto ad un Tour di rincorsa. La quinta frazione sale sui Vosgi, paranogabili al nostro appennino, con il primo arrivo in salita a La Planches des Belle Filles.

La tappa misura 160 km e la salita finale inizia quando al traguardo mancano 6 km, per una pendenza media dell’8,5%. Questa è la salita dove nel 2014 Nibali ottenne uno dei successi più importanti nel Tour che poi andò a vincere. La salita ha una pendenza costante e senza molte curve, fattori che la rendono particolarmente insidiosa, vedremo chi saranno i primi ciclisti a conquistare le vette francesi.

di Yuri Casciato

Foto, copertina e foto 1 Team Sky, foto 2 BettiniPhoto,

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