Se è il Papa ad evocare la jella…

papa-cornaGrazie a tutti per gli auguri per il mio prossimo compleanno, grazie, ma dirò una cosa che vi farà ridere: nella mia terra fare gli auguri in anticipo porta iella e chi fa gli auguri in anticipo è uno iettatore” Papa Francesco

Francesco, come ama farsi chiamare l’attuale Papa, nel corso dell’udienza generale di ieri, nell’Aula Paolo VI in Vaticano, ha evocato la parola “jella” che, pur se detta in maniera intenzionale per far ridere i fedeli presenti, accorsi numerosi per far sentire al Santo Padre tutto l’affetto possibile in prossimità del suo compleanno, in bocca ad un Pontefice suona se non altro come una nota stonata.

Ai fedeli esultanti, che in coro gli cantavano “Tanti Auguri Santo Padre” Bergoglio ha risposto ringraziando cortesemente ma aggiungendo spontaneamente(?) la frase sopracitata, che ha avuto una eco immediata sui media ancor più del contenuto della sua catechesi, peraltro molto bella.

Il Papa dovrebbe varcare (a questo punto il condizionale è d’obbligo per non passare da iettatori), sabato prossimo, la soglia degli ottant’anni di vita terrena.

papaCertamente il suo pontificato sarà ricordato per il forte impulso a “cambiare mentalità” soprattutto nell’approccio con i “poveri” del pianeta; rivalutando nel magistero, il più grande attributo di Dio, riconosciuto da tutte le religioni monoteiste, la Misericordia.

Ma a far ricordare “Francesco” saranno soprattutto le sue uscite estemporanee, a volte totalmente spontanee, altre meno e per questo, sovente, poco attente a non ferire la sensibilità popolare.

Si potrebbe fare un lungo elenco di battute che egli ha fatto in svariate circostanze che lasciano molte perplessità circa l’opportunità, o meno, che esse escano dalla bocca di un Papa, che rimane pur sempre un uomo e in quanto tale… fallibile.

Ma la jella… la jella no! In bocca ad un Pontefice non si può sentire. Neanche per scherzo. Il Papa come unico riferimento dovrebbe avere solo la Fede, non può lasciarsi condizionare dalla superstizione.

Con buona pace di chi tanto affettuosamente si era rivolto a lui e si è visto in risposta affibbiarsi l’appellativo di “iettatore”. I tempi cambiano.

di Enzo Di Stasio

Fece la fine dell’abbacchio ar forno

Perchè credeva ar libbero pensiero,

Perchè se un prete je diceva: – È vero

Lui risponneva: – Nun è vero un corno!

Co’ quell’idee, s’intenne, l’abbruciorno

Per via ch’er Papa allora era severo:

Mannava le scommuniche davero

E er boja stava all’ordine der giorno.

Adesso… so’ antri tempi! Co’ l’affare

Ch’er libbero pensiero sta a cavallo

Nessuno po’ fa’ più quer che je pare:

In oggi co’ lo spirito moderno

Se a un Papa je criccasse d’abbruciallo

S’accorderebbe prima cor Governo…

Giordano Bruno 

di Trilussa 

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