Agroalimentare a Roma. Dai vecchi mercati generali di Via Ostiense al moderno centro di Guidonia

Fonte foto: Corriere Ortofrutticolo

Agroalimentare. C’erano una volta i “Mercati generali” di Via Ostiense. Un’enorme struttura di 2500 metri quadri che, alla fine del XX secolo, erano diventati un vero problema per il quartiere piuttosto che una grande risorsa per la città. Posti ormai al limitare del centro storico cittadino, costituivano una delle maggiori cause di intasamento del traffico per una buona fetta di Roma Sud, già a partire delle prime ore dell’alba.

Eppure, la loro realizzazione, tra il 1913 e il 1922, era stata una vera rivoluzione per l’approvvigionamento e il commercio cittadino. Si trattò veramente di uno dei gangli economici nell’ambito della struttura urbanistica ideata per la nuova Capitale d’Italia. Fu l’amministrazione laica e democratica del sindaco Ernesto Nathan a porne la prima pietra.

L’area era stata scelta per la facile movimentazione delle merci grazie al vicino porto fluviale e alla ferrovia Roma-Civitavecchia. Per gli stessi motivi, nelle vicinanze, erano sorti altri stabilimenti industriali quali il mattatoio delle carni e le sue concerie delle pelli; i magazzini generali, la centrale elettrica Montemartini, il gazometro e la Mira Lanza. Tutte opere che oggi fanno parte dell’archeologia industriale.

All’interno dei mercati generali, oltre all’agroalimentare, c’era anche il mercato ittico. Questo, il giorno dell’antivigilia di Natale, apriva i suoi cancelli al pubblico, al quale i grossisti offrivano cartocci di pesce fritto. Era l’antica usanza del “cottìo”.

2002, il mercato agroalimentare e l’ittico sono trasferiti a Guidonia

Poi, tra il 2002 e il 2004, l’amministrazione Veltroni dispose il trasferimento dei due mercati all’ingrosso, quello agroalimentare e quello ittico. Il progetto e la realizzazione, però, si dovettero al suo predecessore Rutelli e all’assessore al commercio Claudio Minelli. Per la gestione si costituì un’apposita società pubblica, il CAR-Centro agroalimentare Roma e il servizio fu formalmente esternalizzato. Azionista di riferimento: la Camera di commercio di Roma, oltre al comune, la regione, l’Unicredit, la BNL e la Monte Paschi di Siena.

Per la scelta della nuova area si dette ancora centralità agli approvvigionamenti ma nell’ottica dei produttori agricoli. I mercati furono quindi trasferiti nella ex Tenuta del Cavaliere, di proprietà comunale anche se compresa nel territorio di Guidonia. Per tale motivo, il CAR si assunse la realizzazione della bretella di collegamento A24 – Tiburtina, opera strumentale alla sua agibilità e di indubbia utilità per la collettività.

Nel nuovo Centro agroalimentare sono presenti numerose aziende di grossisti e di produttori dei comparti ittico ed ortofrutticolo, per la commercializzazione del prodotto ai dettaglianti. Le aziende garantiscono approvvigionamenti giornalieri di merce fresca ai mercati rionali, alla grande e piccola distribuzione organizzata, a segmenti della ristorazione, agli hotel, ai catering e alle mense di Roma, del Lazio e di ampie porzioni dell’Umbria, dell’Abruzzo e della Toscana.

Altre attività del CAR-Centro agroalimentare Roma

Tra le altre funzioni di primaria importanza ricoperte dal Centro agroalimentare Roma abbiamo la formazione del prezzo, in base alla contrattazione di grandi quantità di prodotti freschi in regime di concorrenza; la tutela igienico sanitaria e la vigilanza della qualità e della freschezza dei prodotti, mediante i presidi sanitari interni altamente professionali; l’attività di stoccaggio, grazie alle celle frigorifere delle sue centrali di refrigerazione.

La struttura del CAR è aperta al consumatore, per gli acquisti di pesce, il sabato mattina dalle ore sette a mezzogiorno e, per l’ortofrutta, la domenica mattina dalle 9.30 alle 11.30. Il centro cura la valorizzazione dell’agricoltura locale, dando la possibilità alle aziende ed ai produttori di ampliare il loro bacino di utenti. Alcuni operatori effettuano lavorazioni e preparazioni di tipo industriale per la confezione di verdure, insalate, frutta pronta, prelavate, sbucciate, condite e cellophanate.

Il CAR cura anche progetti di educazione alimentare per migliorare la sensibilità di consumatori e cittadini. L’iniziativa più lodevole è il recupero e la redistribuzione di frutta e verdura fresca rimasta invenduta alle onlus di Roma e del Lazio accreditate al progetto “Il cibo che serve”. Si tratta di oltre 1090 tonnellate di frutta e verdura recuperate nel 2018 e altrimenti destinata al macero, per un valore di 2,180 mil.ni di euro. Ciò corrisponde a 2.207 cassonetti di rifiuti evitati; 354 piscine olimpiche di acqua non sprecate ed alcune tonnellate di anidride carbonica non prodotta per la mancata incenerazione dei rifiuti.

Lavoro, valorizzazione della produzione locale, calmierizzazione dei prezzi, tutela dell’ambiente e iniziative sociali. Sono queste le azioni intraprese dal Centro agroalimentare di Roma. Scusate se è poco.

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