Foggia ultima per qualità della vita eppure con Federico II di Svevia fu capitale imperiale

Un recente sondaggio del quotidiano economico politico Italia Oggi e dell’Università La Sapienza di Roma ha posizionato Foggia e la Capitanata all’ultimo posto, in Italia, quanto a qualità della vita. Eppure questa parte d’Italia ha potenzialità immense, in gran parte ancora da scoprire. Molte legate alla cultura, di cui la Capitanata è ricca. La presenza del Tavoliere, unica grande pianura della parte peninsulare dello Stivale, affacciata peraltro sul mare, ha funzionato per millenni da calamita per popolazioni provenienti dal resto d’Italia, dall’Europa e dall’intero bacino mediterraneo. Una molteplicità di etnie, lingue, culture e confessioni religiose unica al mondo: Dauni, Sanniti, Greci, Romani, Cartaginesi, Goti, Longobardi, Bizantini, Normanni, Svevi, Musulmani, Angioini, Aragonesi, Asburgo, Borboni, Francesi, Savoiardi. E c’è stato un tempo in cui Foggia è stata capitale del mondo, per lo meno del mondo che contava. Lo è stato grazie a uno dei personaggi storici più illuminati e poliedrici del Medioevo, Federico II di Svevia. 

Dopo otto anni trascorsi in Germania, nel 1220 Federico II rientra in Italia e il 22 novembre a Roma viene incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero. Ha solo 25 anni e il mondo ai suoi piedi. Lo studioso foggiano Giuseppe de Troia nel suo volume “Federico II. L’Urbe Foggia sia regale inclita sede imperiale” descrive così l’incoronazione: “Il 22 novembre 1220, festa di Santa Cecilia, tra una gran massa di popolo festante, ali di principi e di nobili giunti da ogni parte del mondo di allora, file interminabili di chierici, vescovi e cardinali, in un’atmosfera di grande solennità, Federico II varcava la soglia d’argento di San Pietro in Roma. All’altare maggiore era ad attenderlo, coronato della tiara d’oro, il pontefice Onorio III. Reso omaggio di devozione ed il giuramento di fedeltà alla Chiesa di Cristo, Federico II riceveva dal Papa la corona imperiale, la spada, lo scettro e il globo crocifero. Ancora, innanzi al cardinale Ugo da Ostia, il novello Imperatore assumeva la croce, quale impegno solenne per la crociata di Terra Santa nel successivo agosto”. 

La data e l’evento stesso dell’Incoronazione rappresentano uno spartiacque nella vita dell’uomo e nel destino dei territori a lui sottoposti. Il 22 novembre 1220 lo Stupor Mundi ha già le idee chiare sulla concezione dell’Impero e su come impostarne il governo. Il 22 novembre 1220 Federico II di Svevia, neo Imperatore del Sacro Romano Impero, sa già che eserciterà la sovranità attraverso la legge e che la legge sarà improntata a criteri di giustizia e di non prevaricazione. Sa già che governerà l’Impero dal Regno di Sicilia. Sa già che non potrà esserne Palermo la capitale. Dopo otto anni di lontananza è consapevole della situazione di caos venutasi a creare in Sicilia con le rivolte dei Saraceni. Ciò dovrebbe indurlo ad affrettare il ritorno. Decide invece di seguire la via Traiana e di dirigersi in Puglia. 

Superati i monti dauni davanti a lui si apre lo spettacolo del Tavoliere, “Piana di Puglia, luce dei miei occhi” come lui stesso l’avrebbe poi chiamata. A metà febbraio 1221 è a Foggia. Due anni dopo da ordine di costruire il suo Palazzo imperiale. Dal 1224 inizia la deportazione dalla Sicilia a Lucera dei Saraceni ribelli. Trasforma la Capitanata in un laboratorio etnico, sociale, politico. Sempre nel 1224 fonda l’Università di Napoli. E’ qui che verranno prodotte le competenze per governare il regno. Conia monete. Costruisce domus, castra, chiese. Apre la sua Corte alle migliori menti del secolo: letterati, filosofi, giuristi, scienziati, architetti. Molti alloggeranno, a Foggia, negli appartamenti della “Hostaria Grande” (visibile nella pianta cinquecentesca della Biblioteca Angelica, ubicata sulla via principale non lontano dal Palazzo imperiale). Tra loro Pier delle Vigne, che sarà uno dei suoi principali collaboratori dal 1220 al 1249. A lui Federico affida la supervisione dell’attività legislativa. 

Il ruolo di legislatore è mal tollerato dai papi che vedono ingerenze con il loro potere temporale. Questo contribuisce ad acuire il conflitto tra i due poteri universali, tra Chiesa e Impero, in un momento in cui quest’ultimo ha raggiunto il suo apogeo: il trentennio dal 1220 al 1250, anno di morte dello Stupor Mundi. La sesta crociata che Federico, nonostante la scomunica di Gregorio IX, conduce da metà 1228 a metà 1229 e grazie alla quale conquista Gerusalemme con la diplomazia e senza spargimento di sangue, è uno dei capitoli più importanti di questo periodo storico. Federicò muore il 13 dicembre 1250 a Fiorentino, esattamenre 770 anni fa, a circa 40 km dal suo Palazzo imperiale di Foggia purtroppo andato perduto. Di esso è rimasto soltanto l’Archivolto che rappresentava il portale d’ingresso e una epigrafe in cui si legge che Federico volle che la città fosse nobile sede regale imperiale. 

Nella primavera 2021 una Stele ottagonale donata dal prof. Johann Heinrich von Stein di Stoccarda verrà collocata in prossimità dell’Archivolto quale memoriale offerto in onore del grande Imperatore. Auspicabilmente la Stele contribuirà a creare consapevolezza, nei foggiani e negli abitanti dell’intera Capitanata, del glorioso passato della loro terra.

Archivolto del Palazzo imperiale con Epigrafe. Foggia – Piazza Nigri (foto Pasquale Episcopo) 

Foto di copertina: Corona Imperiale usata per gli imperatori del Sacro Romano Impero e custodita nella Camera del Tesoro di Hofburg, Residenza degli Asburgo, a Vienna (foto wikipedia) 

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