Djokovic e Muguruza vincono il Roland Garros

img.Pechino-950x702Il serbo Novak Djokovic e la spagnola Garbiñe Muguruza si sono aggiudicati il torneo singolare del Roland Garros di Parigi, battendo, rispettivamente, il britannico Andy Murray per 3-6 6-1 6-2 6-4, il primo e nientedimeno che la statunitense Serena Williams, per 7-5 6-4, la seconda.

Con la vittoria in finale, Djokovic ha conseguito una striscia di 28 vittorie consecutive, in partite valide per i tornei Slam, che è la più lunga nella storia del tennis e che è ancora suscettibile di miglioramento. Pur essendo la  dodicesima volta che il serbo alza al cielo una coppa di un torneo Slam, è la prima volta che trionfa sulla terra battuta parigina. Djokovic, però, essendosi aggiudicato consecutivamente tutti e quattro i più importanti tornei del circuito (Wimbledon, Roland Garros, US Open e Australia) avrebbe potuto essere il terzo tennista di sempre a ottenere il Grand Slam se la sua impresa si fosse statisticamente collocata in un unico anno solare.

Per inquadrare più compiutamente il dominio del tennista serbo nel panorama mondiale degli ultimi anni, basti pensare che, tenendo conto anche dei Tornei Master 1000, oltre che quelli dello Slam, dal 2011 a oggi Djokovic ha vinto 24 Master 1000 su 50 e 11 Slam su 22. Il britannico Murray è, forse, l’unico in grado di opporsi allo strapotere dell’ex jugoslavo; non a caso nell’ultimo Master 1000 disputato – il BNL di Roma – è riuscito anche a batterlo. E’ stato, comunque, avversario di Djokovic non solo nel presente torneo, ma anche nell’ultimo Slam di qualche mese fa, in Australia. Sicuramente, però, è ancora un livello al di sotto del suo avversario, soprattutto per quanto riguarda la concentrazione e l’adattabilità al gioco di qualunque altro rivale.

Per quanto riguarda il torneo femminile, i pronostici, che arridevano alla statunitense Serena Williams, sono stati invece sovvertiti dall’astro nascente Garbiñe Muguruza. Appena ventiduenne, un metro e ottantadue di altezza per 73 chili, negli ultimi due anni la Muguruza ha fatto passi da gigante nella classifica WTA, pur in modo sorprendentemente regolare. L’anno scorso aveva raggiunto la finale a Wimbledon, dove fu sconfitta proprio da Serena ma, a sentir lei, è stata proprio quella sconfitta a farle capire come poter battere la grande avversaria.

Dopo questa vittoria al Roland Garros, Garbiñe raggiunge la seconda posizione nella classifica mondiale; al primo c’è sempre lei: Serena Williams. Ma è una Williams decisamente in declino, quella che appare quest’anno sui campi da tennis. Ha vinto a Roma, sì ma negli ultimi tre tornei dello Slam ha perso due volte in finale (Australian Open e Roland Garros) e una volta in semifinale (a New York, contro la nostra Roberta Vinci). Anche per lei, l’età (34 anni) comincia a farsi sentire; altre tenniste più giovani, come la Kerber e la Radwanska, oltre alla Muguruza, si stanno facendo sotto per scalzarla dal gradino più alto del podio. Il prossimo Wimbledon ci potrà dare risposte più precise in proposito.

Gli italiani? Non sono più i tempi di Pietrangeli e Panatta, in campo maschile, e nemmeno quelli di Francesca Schiavone, in quello femminile. Dopo il ritiro di Flavia Pennetta, vincitrice degli US Open su Roberta Vinci, si sperava in quest’ultima, per un piazzamento onorevole. Ma, qui a Parigi, Robertina ha perso subito al primo turno, così come Sara Errani (finalista nel 2012), l’anziana Francesca Schiavone e tutti i nostri maschietti. Al secondo turno è giunta Camila Giorgi e al terzo soltanto Karen Knapp. Su quest’ultime, quindi, si ripongono le speranze future del tennis azzurro. Ma se la Knapp non è più una giovincella, la ventiquattrenne Camila Giorgi appare troppo discontinua e umorale per entrare almeno tra le prime dieci del seeding. Il tennis, però, è “lo sport del diavolo” e qualsiasi logica previsione può essere smentita nel giro di pochi mesi.

di Federico Bardanzellu

 

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