
Cortigiane famose. Nella Roma del Rinascimento, frequentare e convivere con una prostituta di bell’aspetto era diventato una questione di status. Le esibivano al loro fianco in pubblico ricchi banchieri e artisti famosi. Ma anche i cardinali e gli alti prelati si presentavano in loro compagnia alle feste della corte papale. Tali fanciulle non potevano essere sposate ai membri del clero. Dovevano invece essere istruite ed educate per poter conversare e partecipare alla vita in società.
Si creò così una nuova classe sociale, che poi si diffuse da Roma in altre parti d’Europa. Formata essenzialmente da componenti femminili, sarebbe riduttivo – date le loro qualità – considerarle delle semplici prostitute. Per questo dal Rinascimento sino ad almeno gli anni della Rivoluzione francese, tali escort sono conosciute con il nome di cortigiane. Passiamo in rassegna le più famose.
La ‘divina’ tra le cortigiane: Imperia Cognati
Imperia era figlia di Diana Cognati e, forse, di tale di Pietro De Paris. Il suo vero nome non si sa con esattezza, forse: Lucrezia. Assunse il nome di Imperia, detta ‘la divina’ tra le cortigiane, una volta avviata alla redditizia professione. Fu chiamata così da uno dei suoi primi amanti, il letterato Niccolò Campani. Cultura e raffinatezza le assicurarono una clientela eccellente. Tra i primi clienti: Tommaso Inghirami, bibliotecario del papa e il cardinale Giacomo Sadoleto. L’ umanista Angelo Colocci, le regalò una statuina d’ oro raffigurante Venere.
Il banchiere romano Angelo del Bufalo la presentò al ricchissimo collega Agostino Chigi (probabilmente dietro lauto compenso). Questi l’assunse come amante principale e, dal 1508, la ospitò nel palazzetto Chigi in via Giulia. Chiaramente, senza che lei abbandonasse i precedenti clienti. Quando il banchiere dette inizio ai lavori della nuova villa Farnesina ingaggiò i maggiori artisti dell‘epoca. Probabilmente anche geni come il Perugino, Baldassarre Peruzzi, Giulio Romano, e lo stesso Raffaello, conobbero direttamente le sue grazie. Così la bellezza di Imperia finì immortalata negli affreschi delle logge (Amore e Psiche, il Trionfo della Galatea, ecc.).
Improvvisamente Agostino Chigi annunciò il suo matrimonio con un‘altra giovanissima amante. Messa in secondo piano, la Divina cadde in depressione e tentò il suicidio con il veleno. Il principe Chigi mandò due medici per tentare di salvarla ma non vi fu nulla da fare. Il 15 agosto 1512 Imperia venne meno con tutti sacramenti e perfino la benedizione di Papa Giulio II. Fu sepolta a San Gregorio al Celio in una tomba fatta costruire dal ricco banchiere.
L’amante di Papa Borgia: Vannozza Cattanei
Vannozza Cattanei nacque probabilmente a Mantova nel 1442 da famiglia di pittori, marmorari, ingegneri e decoratori. Trasferitisi i Cattanei a Roma per lavorare nei palazzi cardinalizi, Vannozza lavorò come albergatrice, gestendo alcune locande. Fra queste la Locanda del Gallo, nell’omonimo vicolo nei pressi di Campo de’ Fiori. Era una donna di opulenta bellezza, dotata di un fascino conturbante, dai capelli biondi, e gli occhi chiari. Nel suo albergo aveva alle dipendenze numerose prostitute. Tra i frequentatori, il cardinale Rodrigo Borgia che Vannozza conobbe intorno al 1469.
Non potrebbe – a rigore – essere annoverata tra le cortigiane. Il cardinale, infatti, la prese come amante ufficiale, pur consentendole di sposare, nel 1474, un 50enne funzionario apostolico. Nel 1475 la donna diede al Borgia il primo figlio, Cesare. L’anno dopo il secondo figlio, Giovanni, e, nel 1480, nella rocca Borgia di Subiaco, Lucrezia. Il resto è storia. Nel 1492, Rodrigo Borgia divenne Papa, assumendo il nome di Alessandro II. Cesare Borgia fu investito del ducato di Valentinois e fu preso a modello del Principe di Nicolò Machiavelli, per la sua mancanza di scrupoli. Giovanni Borgia, dopo esser stato creato Duca di Gandia dal padre, fu ucciso da ignoti nel 1497. Forse, su mandato del fratello maggiore. Lucrezia, dopo tre matrimoni combinati e altrettante vedovanze, resse per circa 15 anni il ducato di Ferrara.
Altre cortigiane famose: Fiammetta e Lena Antognetti
Nata a Firenze, Fiammetta Michaelis (di Michele) alla morte del padre era certamente a Roma con la sola madre intorno al 1479. Quell’anno, infatti, ereditò tutti i beni e le proprietà del cardinale Giacomo Ammannati, forse uno dei suoi primi amanti. Una commissione istituita da Papa Sisto IV, però, le ridusse il lascito soltanto a una vigna presso il belvedere Vaticano e tre case. Una di queste, ad angolo con Via degli Acquasparta, esiste ancora oggi pressoché intatta. La piazza sulla quale si affaccia ha preso il nome dell’antica proprietaria: Piazza Fiammetta.
Qui riceveva i suoi ricchi clienti, tra i quali lo stesso Cesare Borgia. Ciò risulta anche dall’intestazione del suo testamento: Flammettae Ducis Valentini Testamenti Transumptum. In esso Fiammetta asseriva di voler essere sepolta nella Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio. Era la chiesa all’epoca frequentata dalle prostitute. Ivi, dove era sepolto lo stesso cardinale Ammannati, aveva predisposto per sé una cappella. Oggi però non v’è più traccia della sua sepoltura, pur citata nelle pagine de “Il piacevole ragionamento” di Pietro Aretino
Lena Antognetti, conosciuta come Roscina, visse invece esattamente un secolo più tardi delle precedenti. Fu lei la cortigiana e modella prediletta di Michelangelo Merisi da Caravaggio, nel suo periodo romano. Il “pittore maledetto” la ritrasse più di una volta nelle raffigurazioni della Madonna. Ciò suscitò grande scandalo nella corte papale. Le sue sembianze si riconoscono nella Morte della Vergine, nella Madonna dei pellegrini e nella Madonna della serpe o dei palafrenieri. Ma anche nella Maria Maddalena in estasi. Tali capolavori ne tramanderanno in eterno il suo aspetto.
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