C’è un mondo dentro il mondo? Le teorie della terra cava

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Gli abissi, che siano del mare, del cielo o della terra, hanno sempre affascinato l’uomo. Una strana forza di attrazione ci spinge a scoprire cosa si nasconda oltre il limite consentito, là dove non si può guardare. E fin dall’antichità il sottosuolo è stato dipinto come un luogo misterioso, in cui si celavano realtà inaccessibili. Lì si nascondeva l’Ade greco-latino, l’inferno cristiano di Dante, i sette inferni che Maometto attraversa nel Libro della Scala. Prima che la scienza spiegasse come è costruito l’interno del nostro mondo, religioni, credenze folcloriche e teorie del complotto hanno riempito il sottosuolo di creature e città sotterranee. E alcuni ancora credono che ci sia un altro mondo, dentro il nostro.

La terra cava

Se la terra fosse soltanto costituita di nuda roccia fu una domanda che tormentò gli scienziati per secoli. L’influenza della mitologia prima, e della religione poi, era d’altronde difficile da sradicare. Per cercare di conciliare i racconti biblici con l’evidenza scientifica, Thomas Burnet, nel 1681, teorizzò che la terra avesse al suo interno delle caverne e delle gallerie sotterranee. Solo così si poteva spiegare da dove fosse venuta – e dove fosse defluita – tutta l’acqua che durante il diluvio universale aveva ricoperto l’intero pianeta. Simile era la teoria di Athanasius Kircher, colui che venne definito “l’uomo che sapeva tutto”, poiché nelle sue opere aveva condensato tutto il sapere scientifico dei suoi tempi. Kircher, in Mundus subterraneus (1665),descrive una terra attraversata da condotti sotterranei, in cui scorrono fiumi di lava. In queste gallerie infuocate abitavano nientemeno che creature come i draghi.

Ma fu Edmund Halley, lo scienziato della cometa, a dare maggior impulso alle fantasie sulla terra cava. Halley, infatti, mentre conduceva degli studi sul magnetismo, arrivò alla conclusione che il globo fosse costituito da tre sfere concentriche, non comunicanti. Ogni sfera si muoveva con una velocità diversa, e questo movimento spiegava lo spostamento dei poli magnetici. Secondo Halley, gli esseri umani abitavano sulla superficie superiore, ma anche le altre erano abitabili, e, forse, abitate. Non l’avesse mai detto.

La letteratura

“E vi porta con lui? Ma dove?”
Indicai col dito il centro della terra.
“In cantina?”
Per un momento non seppi cosa dire.
“No, più in basso” dissi alla fine.

È così che comincia la storia fantastica di Jules Verne, Viaggio al centro della terra. Verne, da bravo romanziere, sa come usare le teorie scientifiche in voga al suo tempo per costruire un racconto avventuroso e accattivante, in cui i protagonisti si ritrovano davanti a un mondo preistorico, nascosto dentro il nostro pianeta. Ma non è il primo autore di viaggi nel sottosuolo: nel 1741 Ludvig Holberg aveva scritto il meno conosciuto Viaggio sotterraneo di Niels Klim, in cui un professore norvegese finisce in un paese immaginario, all’interno della terra. Il romanzo di Holberg era manifestamente ironico, e con la rappresentazione di un luogo abitato da uomini-albero, in cui i maschi erano costretti ai lavori domestici, intendeva prendere in giro e criticare la società del suo tempo. 

Nel corso del 1800 prosperano le storie di viaggi simili, in cui le immaginazioni dei vari scrittori si sommano tra loro, creando uno scenario sempre più ricco e stravagante. Fra questi, un romanzo che ebbe un successo inaspettato – tra le alte schiere di uno specifico regime politico – fu Vril, conosciuto anche come La razza ventura (1871) di Edward Bulwer-Lytton. In questo romanzo si raccontava di una stirpe superiore, discendente dai sopravvissuti alla distruzione di Atlantide. Questi esseri, di aspetto nordico, vivevano nelle viscere del mondo e erano dotati di poteri straordinari, concessi dal Vril, un’energia cosmica presente nel sottosuolo. C’erano tutti gli ingredienti per un mix letale, e non furono pochi i folli che presero sul serio delle storie di avventura.

I terracavisti

“A tutto il mondo: io dichiaro che la terra è vuota e abitabile all’interno. […] Mi impegno a dimostrare la realtà di ciò che affermo e sono pronto a esplorare l’interno della Terra se il mondo accetta di aiutarmi nella mia impresa” (1818). La lettera, indirizzata a tutto il mondo, è di John Cleves Symmes Jr, un ufficiale dell’esercito americano, tra i più convinti sostenitori della teoria della terra cava. Secondo Symmes, dato che tutto è vuoto in natura – le ossa, i capelli, gli steli delle piante – anche il nostro pianeta deve essere vuoto. Inoltre, affermava che per entrare all’interno della terra esistevano addirittura due ingressi, uno a nord e uno a sud: i due poli. Nelle moltissime conferenze che Symmes fece in giro per l’America, raccontava che nelle regioni polari esistevano delle aperture circondate dal ghiaccio, dove il clima diventava mite e dove si poteva accedere al mondo interno.

Symmes non riuscì mai a provare la sua teoria, ma non per questo non ebbe seguaci. Fra i più appassionati ricordiamo William Reed, e Marshall Gardner, che scrissero testi sulla terra cava nel ventesimo secolo, incuranti del fatto che ormai i poli fossero stati esplorati, e che non fosse stato trovato nessun portale segreto per gli abissi. Anzi, denunciarono le spedizioni ai poli come false e dissero che la verità era stata occultata. Gardner, in particolare, postulò la presenza di un sole all’interno della terra, e di un paese popolato da creature primitive (come in Verne). Ma ci fu chi ebbe il coraggio di spingersi ancora oltre.

Ufo e nazisti

Il Dr. Raymond W. Bernard nel 1964 scrisse The Hollow Earth, opera in cui esponeva le sue convinzioni circa l’interno della terra. La terra era vuota, i poli non erano mai stati raggiunti, perché non esistevano, e nella terra vivevano gli alieni. Era da lì, ovviamente, che arrivavano gli UFO. Si premurò inoltre di suggerire che, in caso di conflitto atomico, ci si sarebbe potuti nascondere nel mondo sotterraneo, per stare al sicuro. Ma tutto questo è niente, in confronto al pensiero di Cyrus Reed Teed, fautore della teoria della terra concava. Secondo Teed, e secondo la sua setta, la Koreshan Unity, non viviamo sulla superficie della terra, ma dentro di essa. Il cielo è una massa di gas intrappolata all’interno del globo, il sole e le stelle sono degli effetti ottici. Se nessuno sa di vivere su un suolo concavo all’interno del pianeta, è solo perché c’è un complotto mondiale che vuole nascondere la verità.

Queste idee occultistiche su razze superiori, mondi perduti, forze sconosciute, fecero gola a molti, in certi ambienti nazisti. Si diffusero soprattutto nei circoli esoterici, come nella Ahnenerbe, un’associazione che vide tra i propri fondatori Heinrich Himmler, e che aveva come scopo quello di rintracciare le origini storiche e antropologiche della razza ariana. Gli ariani, secondo quando propagandato dal nazismo, erano una popolazione nordica, composta da superuomini: per questo, nella Ahnenerbe, iniziò a diffondersi l’idea che gli ariani potessero discendere dal popolo sotterraneo di cui parlavano i tanti sostenitori della teoria della terra cava. Vennero organizzate anche delle spedizioni per cercare l’ingresso del mondo interno – connesso, per alcuni, al mito della città sotterranea di Agarttha – ma, neanche a dirlo, non si trovò mai nulla.

Anche oggi c’è chi continua a dire che c’è un mondo sotto il nostro. Le loro pretese in qualche modo sono comprensibili: immaginare una realtà nascosta sotto i nostri piedi, in cui vivono animali scomparsi e popoli misteriosi, in cui sopravvivono città antiche o tecnologie sconosciute, è sicuramente affascinante. Ed è per questo che molti scrittori hanno attinto da queste fantasie per permetterci di viaggiare in luoghi altrimenti irraggiungibili, per concedere ai lettori l’occasione di un’avventura impossibile. D’altre parte, sembra assurdo insistere nel credere in qualcosa che le evidenze scientifiche negano in modo categorico. Forse è più appagante comprendere la realtà scientifica, conoscere il perché dei fenomeni naturali; e, quando si vuole fantasticare, afferrare un libro di Jules Verne e andare alla ricerca degli abissi di un mondo immaginario.

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