“L’Incontro” di Andrea Mantegna

unnamedOggi esaminiamo un bel quadro, di Andrea Mantegna, dal quale potremmo trarre spunti interessantissimi per le questioni odierne. “L’Incontro” di Andrea Mantegna, un dipinto del 1400, circa.

Non sappiamo molto su quest’opera, molto misteriosa; unica cosa certa, la città ritratta dietro ai personaggi, non esiste. A sinistra del quadro, si nota Ludovico III Gonzaga, alza ed allunga la mano verso il figlio maggiore, Federico, destinato a diventare a sua volta marchese, alla morte del padre. Al centro troviamo un figlio minore, Francesco, potente uomo di Chiesa, un cardinale. Quest’ultimo, tiene in braccio uno dei nipotini, il figlio maggiore di Federico, Ludovico, che porta lo stesso nome del nonno; Ludovico e Sigismondo sono entrambi legati allo zio Francesco, con cui sembrano fermare un blocco unico, anzi, una catena. Lo zio è un ecclesiastico ed anche loro lo saranno, un giorno. Una catena umana, una cosa che ci ricorda che nulla è mai cambiato nei secoli, di padre in figlio, di carriera in carriera, che sia politica, che sia carriera ecclesiastica. E’ stato così per secoli: in tutta Europa si ripartivano i ruoli, ogni famiglia potente garantiva ai propri figli una carriera politica o religiosa , prestigiosissima. Ci ricorda qualcosa? Nulla è cambiato. Si, stiamo pensando ai “Baroni” nelle Università, che hanno ucciso le Facoltà, certamente, raccomandazioni, scambi di favori, meriti negati e titoli ignorati.  “Ah baroni!”, esclamò don Abbondio». I lanzichenecchi che distrussero la Lombardia nel 1630 Alessandro Manzoni li chiama proprio così, “baroni”.

Pensiamo ai raccomandati, pensiamo oggi ai voti di scambio, dove tu porti qualcosa di importante, come il voto e ti vengono “sistemati” figli e familiari. Bene, questo dipinto mostra questo, la ripartizione dei ruoli in ambito familiare, in un contesto parentale importante. Un quadro magnifico, dal punto di vista antropologico, storico, culturale e di costume. Le persone potevano così sperare di regnare in pace: ” Tu, Ludovico, sarai un giorno Vescovo”, ” Tu, Francesco , marchese, tu, Sigismondo, Cardinale”. Tutto resta immutato, tutto cambia per non cambiare niente.

di Alessandra Paparelli

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