Ciclo e Turismo: Piemonte e Valle d’Aosta, panorami montani

copertina travelfar.itIl nostro piacevole viaggio cicloturistico attraverso l’Italia ci porta a pedalare oggi, dopo aver visitato Emilia Romagna e Liguria, nel cuore del nord Italia nelle regioni di Piemonte e Valle d’Aosta. 

Abbandonato definitivamente il centro dello stivale iniziamo ad inoltrarci nelle regioni del nord e, abbandonata la Liguria, la prima in cui potremmo metaforicamente iniziare a pedalare è il Piemonte. Il territorio piemontese è votato alla montagna, con la presenza di vette alpine tra le più alte in Italia e nel mondo. La particolarità di queste catene montuose è creata dall’assenza delle cosiddette pre-alpi, cioè quella zona montuosa di altezza intermedia tra i territori collinari e le i territori montani, in Val di Susa ad esempio si passa da un fondo valle posto a 400 m sul livello marino a vette di oltre 3000 m di altezza.

Le vette più basse si riscontrano a sud, al confine con la Liguria, mentre la parte centrale della regione presenta le uniche zone di pianura in Piemonte, in cui troviamo le rinomate zone delle Langhe, del Monferrato e del Canavese. Il nord soprattutto è caratterizzato da vette che superano i 3000 m come detto ed alcune come il Massiccio del Monte Rosa e del Gran Paradiso vantano cime che superano i 4000 m di altitudine. Il panorama montano piemontese è caratterizzato da boschi di conifere che, quando l’altitudine diminuisce, lasciano spazio a boschi di faggi e castagni. Anche l’idrografia della regione è particolarmente ricca, con il Po che nasce dal Monviso ed una fitta rete di affluenti che ricopre tutto il territorio regionale; altri fiumi di primaria importanza sono ad esempio il Tanaro, che è lungo 280 km e da spazio a sua volta ad altri numerosi affluenti. Anche i laghi non mancano, su tutti il Lago Maggiore, che segna il confine naturale tra Piemonte e Lombardia.

Le prime tracce di insediamento umano in questa regione sono databili al paleolitico, successivamente ad una fase di scioglimento dei ghiacci che rendeva meno ostica la sopravvivenza in gran parte del territorio. Il Piemonte sin dalle sue origini ha visto il suo territorio segnato dal passaggio di popoli nel nord e da i liguri, poi spazzati dall’espansione dell’impero romano, salvo poi vedere il ritorno dei popoli barbari, e non solo, con il decadimento di quest’ultimo: Saraceni, Bizantini, Longobardi, Franchi. Il periodo storico più importante del Piemonte è però quello della metà del 1800, quando la regione è fulcro dell’epoca risorgimentale che porterà Torino, all’unità d’Italia, ad essere anche capitale del Regno d’Italia. La dinastia dei Savoia, piemontese, sarà la famiglia che avrà al suo interno il Re d’Italia fino alla decadenza del regno con la fine del fascismo e della seconda guerra mondiale.

Viaggiare in bicicletta in Piemonte è un esperienza particolarmente rilassante, in quanto la regione ha sviluppato percorsi adatti a tutti i tipi di ciclisti, che si dipanano nelle molteplici attrattive culturali regionali, con la possibilità di visitare le città ma anche di inoltrarsi nelle montagne.

Soprattutto le città offrono la possibilità di viaggiare su percorsi cicloturistici che accompagnano il visitatore fino alle periferie in sentieri che abbinano natura ad eventi storici della regione. Ovviamente più sale l’altimetria più la pedalata necessita di impegno, ma le strutture turistiche hanno saputo costruire percorsi ciclistici, spesso per mountain bike, che permettono di arrivare nelle mete più amene senza essere dei ciclisti professionisti.

1 tripadvisorLUOGHI DA VISITARE: Cascate del Toce. Situata a Formazza, nella provincia di Verbania, non è lontana dal confine Svizzero e si trova a 1675 m di altezza. La cascata compie un ‘‘salto” di 150 m e fa affluire le sue acque al lago artificiale di Morasco, fonte delle centrali idroelettriche circostanti. La cascata è considerata tra le più spettacolari dell’arco alpino italiano e sulla sua sommità c’è un albergo costruito nel 1863.

Spingendoci a nord del Piemonte entriamo nella Valle d’Aosta, regione italiana a statuto speciale ( come Sicilia, Sardegna, Friuli e Trentino), che gode cioè di autonomie particolari rispetto alle altre regioni italiane per motivi storici, politici, culturali e geografici. La regione è la più piccola d’Italia ed ha un territorio in cui la montagna è l’elemento fondamentale. Le più alte vette italiane ( e non solo ) si trovano in questa regione con ad esempio il Cervino che segna quota 4400 m di altitudine, il Monte Rosa 4600 m, il Gran Paradiso che segna 4000 m ma soprattutto il Monte Bianco, la vetta più alta d’Europa con i suoi 4810 m di altezza sul livello del mare. I ghiacciai ricoprono la cima delle montagne e le valli sono nate dallo scioglimento di antichi ghiacciai. La Dora Baltea è il fiume più importante, che viene ingrandito da numerosi affluenti, di cui raccoglie le acque prima di riprendere il suo percorso verso il Po. Numerosi sono i laghi, anch’essi di origine glaciale, come Il Verney, La Thuille ed il Les Laures Inferiore. Il Parco Naturale del Gran Paradiso è il più esteso della regione. Ovviamente flora e la fauna della Valle d’Aosta sono quelle tipiche delle zone di alta montagna, in cui boschi di conifere sono le ultime tracce di flora prima dei ghiacciai mentre marmotte, stambecchi e camosci sono gli animali più rappresentativi della fauna. I primi ritrovamenti umani in Valle d’Aosta risalgono a circa 9000 anni fa; la regione è stata territorio di conquista si dell’impero romani e poi dei barbari, ma deve l’edificazione della maggior parte dei suoi monumenti e dei suoi palazzi per via delle dominazioni francesi delle limitrofe zone del Delfinato e della Savoia, che ne fanno tutt’ora una regione francofona per l’accento del suo dialetto.

La Valle d’Aosta ha vissuto in pieno l’età risorgimentale italiana, ma fu anche una delle prime ad abbracciare la politica fascista con l’istituzione dei fasci di combattimento l’avvio di ”processi di italianizzazione”.

Il cicloturismo Valdostano ovviamente è fortemente inflazionato dalla presenza di montagne in tutte le zone della regione, questo non implica però l’abbandono di una vacanza in bicicletta in queste zone: percorsi guidati e sentieri che si inerpicano su per le montagne vi permetteranno di godere di meravigliosi panorami naturali. Ovviamente lo sforzo richiesto è maggiore ma è possibile anche noleggiare moderne bici elettriche per ridurre la fatica, ritrovandosi ad aver affrontato una vacanza che vi ha condotti nella natura incontaminata della montagna. Ovviamente la regione è sviluppata al massimo nel settore escursionistico e non troverete nessun problema organizzativo se vorrete pedalare in Valle d’Aosta e respirare la pura e fresca aria di montagna.

2 valledaosta.itLUOGHI DA VISITARE: Forte di Bard. La rocca fortificata sovrasta il comune di Bard dalla cima di un promontorio roccioso lungo il corso della Dora Baltea. Edificata nel sesto secolo D.C. era un forte per il controllo del passaggio dei viandanti da e per la Francia, utilizzato anche in epoca medievale, come efficace punto di contrasto degli invasori che tentavano di invadere nel territorio; dal diciannovesimo secolo venne usata come carcere militare, ora è un museo storico della regione.

Foto: 1 tripadvisor.it, 2 valledaosta.it, 3 travelfar.it

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