Chi ha paura dei vaccini?

“Oggi un bambino è sopravvissuto a una pericolosa malattia grazie alla vaccinazione obbligatoria’’. Questa è la notizia che non verrà mai pubblicata, ma è quello che succede ogni giorno, più volte al giorno. 

“Questa settimana i bambini non vaccinati sono rimasti fuori dalle scuole materne ed asili nido a causa della legge sull’obbligo delle vaccinazioni”. Questa è invece la notizia che in questi giorni abbiamo letto su giornali ed ascoltato alle televisioni. L’anno scolastico 19/20 è il primo che vede applicata la legge Lorenzin 119/17, la quale prevede esclusioni e sanzioni per chi non è in regola con le vaccinazioni.  

La paura dei vaccini

Quest’anno l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha inserito la disinformazione sui vaccini nella lista delle 10 principali minacce per la salute pubblica. La Commissione europea in una dichiarazione datata il 26 Aprile 2019 ha successivamente svelato la propria preoccupazione per un calo di fiducia nei confronti della scienza da parte dei cittadini europei. Tra i dati pubblicati compaiono percentuali allarmanti: il48% degli europei ritiene che i vaccini possano causare gravi effetti collaterali, ed il 38% crede nella possibilità che questi provochino le stesse malattie che dovrebbero invece debellare. 

Cosa sono i vaccini?

I vaccini sono preparati biologici che contengono una piccolissima quantità di agente infettivo, chiamata antigene. L’antigene utilizzato può essere un microrganismo reso innocuo, una parte di esso o ancora una sostanza prodotta da questo. Il sistema immunitario riconosce l’antigene come sostanza estranea e pericolosa. Le preparazioni vaccinali normalmente somministrate contengono anche acqua sterile, un adiuvante che ha lo scopo di aiutare la risposta immunitaria ed un antibiotico per mantenere la sterilità della soluzione. 

Come funzionano

La somministrazione del vaccino simula nel soggetto la presenza di un agente infettivo (virus/batterio) come avverrebbe nel caso di un’infezione realmente contratta. La quantità di antigene presente nel vaccino è minima, pertanto non in grado di causare la malattia. La principale reazione del sistema immunitario al contatto con il vaccino è la produzione di anticorpi, sostanze in grado di riconoscere l’antigene stesso. Grazie alla presenza di questi, il sistema immunitario è in grado di ricordare anche dopo anni gli antigeni con i quali è venuto precedentemente a contatto. Questo meccanismo, chiamato ‘’memoria immunologica’’ permette di rispondere in pochi minuti alla presenza dello stesso antigene. Senza vaccini il nostro corpo potrebbe impiegare molti giorni per produrre una quantità di anticorpi sufficiente a contrastare l’agente infettivo. 

Perché vaccinarsi

In Europa, l’obbligo vaccinale è nato con la diffusione del vaccino contro il vaiolo agli inizi del 1800. In seguito a questo, negli anni ’80, l’OMS ha dichiarato ufficiale la completa eradicazione del vaiolo a livello mondiale. Caso simile, ma più recente, per la poliomielite: nel 2018 sono stati registrati soltanto 29 casi al mondo, al contrario di trenta anni fa quando i casi erano 350000. Nessun vaccino ha un’efficacia del 100%, se però la percentuale di persone vaccinate supera il 95%, allora i batteri fanno molta più difficoltà a diffondersi, fino alla permanente scomparsa.

Proteggere anche gli altri

Le vaccinazioni non proteggono soltanto i soggetti ai quali vengono somministrati, ma anche le persone che non possono essere vaccinate (neonati che ancora non hanno raggiunto l’età raccomandata, chi non risponde alla vaccinazione o chi soffre di gravi patologie che compromettono il sistema immunitario). Quando la maggior parte delle persone è coperta da vaccinazione, si riduce di conseguenza la probabilità che i soggetti non vaccinati entrino in contatto con l’agente infettivo. 

Effetti collaterali e rischi

Per obbligo di legge, prima di poter essere approvati, i vaccini devono superare rigorosi test. I controlli vengono eseguiti durante le fasi di preparazione e sviluppo, nonché attraverso un monitoraggio continuo quando entrano in uso. Ciò nonostante, come ogni farmaco, i vaccini possono provocare effetti collaterali ovvero manifestazioni indesiderate che seguono la vaccinazione. Nella maggior parte dei casi questi sono segni di normale risposta da parte dell’organismo alla reazione immunitaria scatenata dal vaccino (es. febbre), in altri casi si possono verificare eventi più intensi come crisi convulsive. 

Ed ora che lo sai, che fai?

I vaccini obbligatori sono soltanto quelli i cui i benefici superano nettamente i rischi. Prendiamo per esempio il caso della pertosse. Uno dei vaccini che rientra nell’obbligo vaccinale della legge Lorenzin è il DTP (difterite, tetano, pertosse). Questo vaccino può causare convulsioni in 1 bambino ogni 14000, febbre alta in uno ogni 16000, mentre i casi di grave shock anafilattico in media sono 1-2 ogni milione di vaccinazioni. La pertosse tuttavia provoca una media di una morte ogni 100 infetti. 

È proprio alla luce di quanto detto che medici, ricercatori ed istituzioni si battono ogni giorno per sensibilizzare i cittadini e combattere la disinformazione. 

Fonti: 

Eurobarometer: Europeans’ attitudes towards vaccination – Aprile 2019

epicentro.iss.it

vaccines.gov

cdc.gov

foto: open.online

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