L’8 marzo è una di quelle giornate in cui si sentono frasi del tipo: La donna va festeggiata ogni giorno, il rispetto per le donne si dimostra nella quotidianità, le donne hanno una marcia in più e varie ipotesi sul modo migliore di festeggiare le donne della propria vita, siano esse madri, mogli o sorelle.
L’invito che mi sento di fare in una giornata come questa è di provare a riflettere su due piani differenti:
- uno vicino e quotidiano, in cui una donna va considerata una persona, un membro della squadra che si chiama famiglia o azienda e che fa e deve fare la sua parte e averne riconoscimenti conseguenti;
- e una dimensione mondiale, in cui la donna appartiene ancora quella parte di umanità non tutelata, violata e abusata.
Se regaliamo alle donne della nostra vita un fiore, ne riceveremo sempre un sorriso, anche in un giorno scontato come l’8 marzo, un fiore non è un simbolo è prima di tutto un bel gesto.
Ma se volete davvero fare un regalo alla donna che avete accanto donatele del tempo da dedicare a sé stessa: un giorno alle terme, un abbonamento in palestra o al teatro o semplicemente un week end tutto per sé in cui voi proverete ad essere lei. Vi prenderete cura della casa e dei bambini come se foste una donna, quindi niente nonna, mac donald’s e play station, ma attenzione e dedizione.
Forse l’esperimento non riuscirà, i panni resteranno nella lavatrice, mancherà il latte in frigo e i bambini non saranno perfetti, ma voi avrete compreso il lavoro che lei fa ogni giorno e in cambio ne avrete una donna bellissima, sorridente e rilassata.
di Patrizia Calamia
foto: ulissedeluxe.com

