Orgia: dalla funzione rituale alla moderna gang bang

orgia

L’orgia del passato ha perso ogni suo significato rituale. Al suo posto è subentrata la gang bang

Orgia: oggi questo termine con il suo carico di riferimenti storici e culturali, viene solitamente sostituito con il più moderno “gang bang”, una pratica che parte del desiderio di una trasgressione sessuale e si conclude con l’atto stesso.

Questa fantasia sessuale è considerata “normale” dalla scienza moderna. 

Ad affermarlo diversi studi, tra cui uno del 2014 condotto da ricercatori dell’Università di Montreal e pubblicato sul Journal of Sexual Medicine

Con questo articolo scopriremo come si è arrivati alla moderna e “genitalegang bang, partendo dalla cara e vecchia orgia dei tempi antichi.

Orgia del passato 

Dal mito preispanico di Xochiquetzal, la dea della fertilità azteca, a Ishtar dell’antica Babilonia, gli umani hanno da sempre praticato orge.

Nell’antica Grecia e a Roma il termine “orgia” si applicava a qualsiasi cerimonia celebrata in onore di una divinità e non aveva alcuna valenza dispregiativa.

Assunse questa connotazione quando venne associata ai culti misterici e ai riti legati a Dioniso.

Durante queste celebrazioni, i presenti si abbandonavano all’estasi, a rapporti sessuali promiscui e tutto era lecito: dalla violazione dell’ordine alle danze frenetiche e dissolute in totale stato d’ebbrezza.

Origini del termine 

La parola greca orgia è attestata per la prima volta in un’iscrizione Milesiana del V secolo a.C. in cui si legge la dedica di una confraternita di danzatori. 

Nella lingua e nella letteratura latina, la parola orgia ha condiviso le stesse caratteristiche di quella greca (culti misterici, riti dionisiaci).

In età moderna, la parola è stata invece collegata al verbo erdō (offrire un sacrificio”), la cui forma perfetta è eorga.

Il significato nel corso dei secoli 

Gli scrittori classici, tra cui Platone e i tragici, impiegarono il termine per designare riti sacri .

In particolare, i lessicografi bizantini indicavano l’orgia in riferimento ai “misteri”, di Dioniso e dell’orfismo.

Erodoto e Aristofane invece mettevano in relazione il termine con i misteri eleusini (detti anche”orge sacre”) e con i riti dei Cabeiri (divinità frigie dell’oltretomba onorate con diversi riti fallici).

Aristofane e Virgilio parlavano di danze frenetiche e orgiastiche, praticate in oriente in onore dell’Artemide laconiana. Qui le danzatrici erano spesso associate alle menadi (le baccanti seguaci del culto di Dioniso).

Orgia e riti legati alla fertilità 

Secondo lo storico delle religioni Mircea Eliade, in passato vi era una stretta relazione tra le feste stagionali (ad esempio, le cerimonie di Capodanno) e l’esecuzione di rituali orgiastici.  

Eliade sosteneva che l’orgia, “facendo fluire l’energia sacra della vita”, fosse necessaria durante i momenti di crisi o di abbondanza nella natura. 

E in effetti, abbiamo numerose testimonianze di riti orgiastici celebrati dai vari gruppi etnici a scopo propiziatorio. 

Anche diverse reliquie orgiastiche attestano che durante le cerimonie agricole, dopo le danze falliche ci si lanciava in questa pratica, per propiziare una sorta di rinascita.  

Per quanto riguarda l’antichità classica, alcune feste della vegetazione abbondano di elementi orgiastici e di esaltazione collettiva, come i Floralia (celebrati a Roma alla fine di aprile), i Lupercalia, o le feste in onore di Caeres o Tellus.

In questo contesto, la frenesia sessuale era paragonabile ad una divina “ierogamia”, una sorta di matrimonio mistico di tutte le forze della comunità, volto a innalzare l’energia collettiva.

Orgia e cerimonie iniziatiche 

Oltre ad essere legate ai riti di rigenerazione e fertilità, le orge venivano praticate durante le cerimonie di iniziazione. Qui assumevano un significato metafisico più profondo, simbolico: gli esseri umani perdevano la loro individualità nell’orgia, unendosi in un’unica unità vivente.

A livello cosmologico l’orgia rappresenta infatti il caos, da cui ciclicamente scaturisce la creazione.

Orgia dell’Antico Egitto

I primi rituali sessuali (orgiastici) pubblici conosciuti avrebbero avuto luogo nell’antico Egitto. Essi si praticavano in primavera.

Una leggenda narra che il dio del sole, Ra, adirato per la malvagità dell’umanità uccise quasi tutti lungo il Nilo. 

Mosso a compassione, ricompensò i pochi sopravvissuti inondando i campi di birra. 

Gli uomini allora si ubriacarono e supplicarono Ra di ottenere raccolti abbondanti. Poi si dedicarono al sesso pubblico e orgiastico e così l’Egitto si ripopolò.

Per commemorare Ra, ogni primavera, quando il Nilo inondava i campi, gli egiziani organizzavano feste della fertilità in cui era lecito ubriacarsi, danzare e praticare sesso di gruppo.

Anche nella città egiziana di Bubastis si praticavano riti simili durante la festa annuale di Bastet (o Bast dea della fertilità dal volto di gatto). 

Erodoto, parlando della festa di Bastet, descrisse scene di consumo sfrenato di vino e dissolutezza generale “centinaia di persone bevevano e suonando i tamburi ad alto volume, con totale euforia e si lasciavano trasportare dalla frenesia sessuale”. 

Culto dionisiaco in Grecia 

l festival della fertilità egiziani influenzarono l’antica Grecia. Qui, Dioniso, il dio del vino, del piacere, della fertilità e dell’estasi religiosa divenne il simbolo del fervore orgiastico.

Gli accoliti del dio non erano particolarmente numerosi, ma lo celebravano durante feste chiamate “orgia”. I partecipanti dovevano astenersi dal sesso per nove giorni prima, quindi erano ansiosi di festeggiare.

Come si praticava il rito orgiastico 

Durante il rito orgiastico legato a Dioniso bisognava innanzitutto bere vino. Cosa che permetteva ai celebrati di dissolvere ogni inibizione e diventare entheoi (piene di dio).  

Oltre al vino, per raggiungere uno stato di coscienza alterata si ricorreva alla oreibasia (danza montana descritta nel parodos delle Baccanti): un rituale praticato dalle società femminili a Delfi (e anche in altri luoghi) fino al tempo di Plutarco.  

Questa danza compulsiva e ossessiva era caratterizzata da un particolare portamento della testa e scuotimento all’indietro dei capelli, che portava a sperimentare la sensazione di essere posseduti qualche entità soprannaturale.  

L’atto culminante della danza dionisiaca era lo sbranare (sparagmos) e il mangiare crudo (ōmophagia) di un corpo animale.

Sebbene descritto come un misto di suprema esaltazione e suprema repulsione, l’atto rituale era necessario al fine di compiere il ciclo morte e rinascita.

Orgia dell’Antica Roma 

Intorno al 200 a.C. i romani adottarono il Dioniso greco, cambiandogli il nome in Bacco. 

Lo storico romano Livio riporta che le prime celebrazioni in onore del dio, le si tenevano tre volte l’anno. Esse erano riservate alle donne che si astenevano dal sesso per 10 giorni prima (successivamente furono ammessi anche gli uomini) e terminavano con ubriachezza pubblica e lascivia comunitaria.

Questi “stupri di massa” erano ammessi dal Senato romano.

Una curiosità: nel 1929 vennero recuperate le navi del Lago di Nemi , costruite dall’imperatore Caligola. Rivestite di oro e marmo, divenne subito chiaro che non si trattava di navi normali: Caligola avrebbe usato queste navi per enormi orge fluttuanti.

Martedì grasso e Carnevale

Con l’avvento del cristianesimo, il martedì grasso e il carnevale, celebrati con abbondante alcol e il rilassamento delle costrizioni sessuali, avevano molti aspetti in comune con le antiche orge.

Orge in India

Nella città indiana di Khajuraho, nello stato del Madhya Pradesh, si trova una delle esposizioni più intatte dell’arte erotica dei templi indiani.

Nelle pareti, si possono trovare tantissime raffigurazioni relative a scene di sesso di tutti i tipi, molte delle quali di sesso di gruppo. 

Questo tempio del sesso è incredibilmente ben conservato e funge da finestra sul mondo antico dell’India, dove le orge erano a dir poco abbondanti.

Orge medievali e rinascimentali 

Per tutto il Medioevo si continuarono a praticare le orge anche se il sesso di gruppo subì un netto calo di popolarità sotto l’occhio attento della Chiesa.  

Con il Rinascimento italiano, il ballo in maschera fu il teatro principale in cui si svolgevano delle “orge mascherate”. 

A praticare questa forma di sesso era l’élite, che dovendo salvare la faccia il giorno successivo (dopo una notte dissoluta di bevute e sesso), si mascherava per non svelare l’identità.

Rivoluzione sessuale

Negli anni ’60, avvenne una rivoluzione sessuale.  L’amore libero degli hippy e l’uso occasionale di droghe divennero la norma e il luogo deputato per eccellenza alle orge divenne il concerto rock

Da quel momento l’orgia ha perso ogni legame con riti e simbolismi ed è diventata l’emblema della modernità.

Si stima che ora ci siano 572 miliardi di pagine Web porno online e, sebbene molte di queste si rivolgano a contenuti di nicchia, molte di esse si concentrano proprio su attività di gruppo “orgiastiche“. 

Le fantasie di gang bang

Oggi, lontano da qualsiasi spiegazione legata a rituali di varia natura, l’orgia viene solitamente chiamata con il termine anglofono gang bang. La pratica è legata prettamente alla sfera sessuale, alla libido puramente “genitale”, che non necessariamente si concretizza con l’atto fisico.

Identikit di un banger 

Solitamente i tratti comuni che compaiono nelle persone che partecipano alle gang bang sono: esibizionismo, voyeurismo e candulismo (quando un soggetto prova soddisfacimento erotico nell’esporre le nudità del partner al voyeurismo altrui). 

C’è da dire che per lanciarsi in queste pratiche sessuali, senza che vi siano motivazioni legate a riti di sorta, occorre disporre di una certa forza mentale. Non è proprio “fisiologico” esporsi a estranei e avere un contatto sessuale con loro, così come se fosse un atto totalmente naturale.

Nella maggior parte dei casi, durante una gang bang la donna è condivisa da più uomini.

Altre volte, le gang bang sono un’opportunità per le coppie di esplorare la propria sessualità.

Per alcuni uomini, guardare la propria donna condivisa da altri uomini è piuttosto eccitante.

Consigli utili 

Programmare una gang bang non è così semplice. 

Se non si fa parte di una community di giochi erotici, o non si frequentano feste sessuali o eventi kink (dove sono ammesse pratiche sessuali di ogni genere) , il social network kink FetLife può essere un ottimo posto per incontrare persone e conoscere gli eventi.  

Prima di lanciarsi in un’esperienza di gang bang, sarebbe utile:

  1. Conoscere scrupolosamente i partner;
  2. Inutile sottolineare l’importanza di adottare precauzioni contro le malattie;
  3. Importante essere preparati anche a livello emotivo ad una trasgressione come questa. La realtà è sempre diversa dalla fantasia. Durante una vera orgia, ci saranno molti momenti di imbarazzo in cui le persone fanno fatica a trovare il loro ruolo;
  4. Odori: bisogna tenere presente che durante il sesso di gruppo tra secrezioni e sudore, vengono rilasciati molti odori combinati fra loro. Non tutti amano certi effluvi;
  5. Usare molti lubrificanti: il sesso dell’orgia richiede molto più tempo del sesso normale, dunque i lubrificanti sono assolutamente necessari. 

I locali delle gang bang

I locali di scambisti sono i luoghi ideali per lanciarsi in questa pratica. 

Qui, tra bevande, finger food, bella musica, si crea un’atmosfera rilassata. Inoltre la gente gira spesso in abiti “adamitici”, giusti per stimolare il fuoco erotico.

Queste condizioni sono indispensabili affinché le persone si rilassino. In un certo senso costituiscono i preliminari per ciò che sta per accadere.

Spesso alle feste scambiste alcune persone indossano maschere veneziane, abitudine che ci riporta al Rinascimento.

Questo perché, sebbene tutti siano disposti a condividere i propri corpi con estranei, potrebbero non volere che la loro identità venga rivelata.

Insomma niente di nuovo sotto il sole.

Nella foto, Il Baccanale degli Andrii, dipinto di TizianoPubblico dominio

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