In memoria di Mike Francis: “Features Of Love”(1985)

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Francesco Puccioni, in arte Mike Francis, è stato, negli anni ‘80 e ‘90, uno dei principali portabandiera del pop internazionale made in Italy. In quegli anni imperava l’italo-disco, dance elettronica prodotta con sintetizzatori e drum-machine e realizzata da artisti italiani. Spesso i risultati qualitativi non erano eccelsi, in quanto  dovuti a suoni e arrangiamenti elettronici e pronuncia inglese perfettibile.

Lo stile di Mike Francis aveva invece un altro taglio, era sì pop sintetizzato e radiofonico, come gli anni ‘80 comandavano, ma c’era gran gusto per la scelta dei suoni, in quanto influenzato da funk, discomusic, soul e R&B (che altro non è che il background artistico di Mike Francis). Nato a Firenze, classe 1961, spentosi il 30 Gennaio del 2009, si forma artisticamente a Roma, dove grazie a un liceo americano acquisisce una perfetta conoscenza della lingua inglese, oltre che una pronuncia impeccabile.

Nei primi anni ‘80 muove i suoi primi passi artistici esibendosi in vari disco-club della Capitale. Grazie all’incontro con Al Festa e Claudio Giusti forma il gruppo Metropole, con il quale incide il suo primo singolo “Miss Manhattan”(testo di Enrica Bonaccorti), pezzo di chiara impronta soul-funky-jazz che verrà proposto nelle discoteche e stampato anche in Canada. Successivamente pubblica il brano “Love Has Found You”, in cui utilizzerà per la prima volta il nome d’arte Mike Francis, ma sarà l’incontro con i fratelli Pietro e Paolo Micioni, produttori italo-disco, a farlo decollare artisticamente, grazie alla pubblicazione dell’album di esordio “Let’s Not Talk About It”(1984), contenente il grande successo mondiale “Survivor”.

Noi oggi vi parleremo del suo secondo disco, intitolato “Features” e pubblicato nel 1985. Il lavoro conta sui contributi di ottimi musicisti italiani come Agostino Marangolo, Carlo Pennisi, Dino D’Autorio, Davide Romani (allora ex-membro del gruppo soul-disco bolognese/newyorchese Change) e ai cori troviamo Charlie Cannon ed Amii Stewart, tra gli altri. Tra i pezzi degni di nota come non citare “Features Of Love”, traccia che parte con un preludio arioso e poi decolla grazie a un groove trascinante, e la cover del classico di Bill Withers “Lovely Day”, che Mike Francis impreziosisce con la sua voce calda, profonda e sussurrata e un arrangiamento incisivo con ottimi arpeggi chitarristici.

Ottime anche “You Can’t Get Out Of My Heart”, l’altra cover presente “I’m Not In Love”(dal repertorio dei 10cc) e “Together”, brano che fu inciso con Amii Stewart, un pezzo dall’inebriante e gioioso arrangiamento funky-disco, qui però presente in versione solista.

Grazie alla sua musica dal grande respiro internazionale e alla sua voce rassicurante Mike Francis otterrà grande successo all’estero, soprattutto nelle Filippine e in vari stati dell’Asia Orientale, dove lì verrà acclamato come grande star, forte anche dei vari concerti tenuti in quei paesi. L’artista fiorentino risulterà credibile e convincente anche cantando in italiano negli ottimi album “Mike Francis In Italiano”(1991), “Francesco Innamorato”(1994) e “Misteria”(1998), in cui nei primi due si avvale rispettivamente dei testi di Mogol e Pasquale Panella, già parolieri del grande Lucio Battisti.

Nonostante il 30 Gennaio del 2009 il tumore al polmone ce l’abbia portato via, ci piace pensarlo ancora vivo tra noi, con la sua voce e la sua musica suggestive e vogliamo dargli il giusto spazio che avrebbe meritato in vita.

Mai giustamente celebrato in Italia, ha invece ottenuto grande successo fuori dai confini italiani, liberando il pop nostrano dai logori stereotipi cuore/amore e pizza/mandolino, oltre che conferirgli un’ impronta e un sound internazionali e personali al tempo stesso, senza mai essere manieristico.

A lui va anche il merito di aver tenuto a battesimo artisticamente grandi voci italiane come Rossana Casale (che è stata sua corista nel pezzo “Let Me In”) e Giorgia (anche lei sua corista).

“Features”, nel 2022, ha avuto una ristampa in vinile blu e insieme al precedente “Let’s Not Talk About It” è un ottimo punto di partenza per celebrare l’arte dell’indimenticabile Mike Francis.

Foto di Klaus P. Rausch da Pixabay

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