Funerali di Michele Scarponi: l’aquila è in fuga per sempre

michele scarponiSi sono svolti  a Filottrano (Ancona) nel pomeriggio i funerali di Michele Scarponi, deceduto in un incidente pochi giorni fa. Il mondo del ciclismo, e non solo, lo ha tributato con un abbraccio immenso.

Questo articolo avrebbe dovuto raccontarvi del ciclismo e delle gare disputate nell’ultima settimana, del trittico delle Ardenne, un tris di gare nel Belgio privo di pavè. Questo articolo avrebbe dovuto parlarvi di Gilbert che vince l’Amstel Gold Race, di Valverde che sigla una storica doppietta vincendo Freccia Vallone e Liegi Bastogne Liegi. Questo articolo parte invece dal Tour of Alps, in Trentino, parlando di Michele Scarponi che nella prima tappa ha vinto con una delle sue azioni in salita. Circa una settimana dopo, il 22 aprile, Michele è rimasto vittima di un tragico incidente che non gli ha lasciato scampo. Il dispiacere ha oltrepassato i confini del suo sport per arrivare a toccare tutte le persone.

Scarponi era un campione, vincitore di un Giro d’Italia e di altre importanti gare. Scarponi era uno dei migliori gregari del mondo del ciclismo, che ha aiutato molte volte campioni come Nibali ed Aru a raggiungere vittorie al Tour de France, al Giro d’Italia o alla Vuelta de Espana. L’aquila di Filottrano, questo il suo soprannome, era amato da tutti per le sue doti umane di ragazzo semplice, simpatico, sempre disponibile con tutti; votato al sacrificio sul lavoro ma sempre sorridente e pronto a far ridere con le sue battute e la sua ironia leggera ma non banale tipica dei marchigiani. Il calcio, la pallavolo, il CONI tutto e molti altri sport hanno rispettato un minuto di silenzio in ricordo di questo ragazzo amato da sportivi e non. Il dispiacere ha raggiunto anche Frankie, la pappagallina del vicino di casa che lo accompagnava all’inizio dei suoi allenamenti posandosi sulla schiena, divenuta idolo dei tifosi grazie ai video che Scarponi postava su internet. Frankie l’altra mattina si è posata a lungo sul luogo dell’incidente quasi a vegliare sul suo amico.

Ieri i tifosi, i colleghi, i compaesani, hanno potuto salutare il feretro di Michele nel palasport di Filottrano, in più di 4.000 hanno portato un saluto a questo ragazzo di 37 anni, che lascia una moglie e due gemelli piccoli.

Oggi i funerali si sono svolti nel campo sportivo della sua Filottrano, paese di poco meno di 10’000 abitanti, che ha visto una folla di 7.000 persone partecipare alle esequie.  Erano presenti semplici tifosi che volevano salutare per l’ultima volta Michele, erano presenti i colleghi, corridori di altre squadre, ex colleghi e una folla immensa di persone straziate dalla tragicità di questo evento. Lo hanno ricordato in tanti, sportivi e non, che hanno rimarcato le sue doti umane prima che sportive. Lo ha ricordato Valverde, che dopo aver vinto la Liegi è scoppiato in lacrime dedicando la vittoria a Scarponi e devolvendo il premio alla famiglia. Lo ha ricordato uno dei suoi più grandi amici, Vincenzo Nibali, che ha vinto il Tour of Croatia dedicandolo a Scarponi. Lo hanno ricordato politici e personaggi famosi che avevano avuto modo di conoscerlo anche per poco tempo.

Il ministro dello sport Luca  Lotti ha rimarcato la necessità di non lasciare che questo incidente non induca a riflettere sulla necessità di rivedere il codice della strada per proteggere una categoria a rischio come quella dei ciclisti, e di iniziare a migliorare la cultura civica e stradale italiana in merito alla convivenza di più categorie di veicoli.

Di Michele ci resterà il suo carattere frizzante, spontaneo, sincero e allegro. Di Michele non scorderemo la grinta con cui affrontava le salite regalando a tutti i tifosi attacchi e fughe di grande spessore come nell’ultimo Giro d’Italia, quando scherzando qualcuno diceva che Nibali era riuscito a vincere perchè Scarponi non correva da avversario.

Di Michele ci resta un dolore dentro che per molto ci accompagnerà e coprirà questo sport con  un velo di malinconia profonda, di rabbia verso un destino imprevedibile e crudele. L’immenso abbraccio di centinaia di migliaia di persone ai funerali, nei social, in tv e in tutte le piazze ci lascia la triste consapevolezza che Michele lascia un vuoto incolmabile a cui forse non ci abitueremo mai, anche se tutto l’affetto emerso in questi giorni ci fa capire che probabilmente Michele resterà con noi più di quanto si possa immaginare, anche se sarà dura conviverci, ora che l’Aquila è in fuga per sempre, verso il suo ultimo traguardo.

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