La bellezza femminile alla Shanghai Fashion Week

sfw2014È proprio da Milano che si aprono le danze a Shanghai. Se c’è una cosa di cui possiamo essere fieri – senza stare sempre a piagnucolare! – è proprio la bravura del giardino dell’Impero nelle manifatture e nelle creazioni artistiche.

Dopo gli studi alla Marangoni, accademia dedicata allo studio dello stile e della moda, Ji Cheng – che di lavoro voleva fare l’insegnante – ha trovato fortuna come designer. E piace così tanto non solo nel suo Paese! Proprio lei apre la Shanghai Fashion Week 2014, portando sulla passerella una donna particolarmente dolce e sensuale, che di orientale mantiene la struttura dell’abito ma non l’essenza, portata ad essere metropolita per una donna padrona del mondo. La sua linea ricorda il periodo hippy su outfit cinesi.

E se l’America del sud sta cominciando a spendere, non scherza nemmeno la Cina che fomenta la fama dello stile acquistando capi provenienti soprattutto dall’Occidente. Molte le maison italiane che investono nel mercato cinese, che sa apprezzare la particolare bravura dei designer italiani e la scelta clinica dei materiali.

Particolare attenzione al dettaglio ma soprattutto alla funzionalità degli abiti viene portata in runway da Rico Lee. Anche quest’anno partecipa alla Settimana della Moda cinese vestendo le modelle di estetica fresca nascosta nell’utilità stessa del vestito: Lee infatti dopo dieci anni di esperienza come design ha preferito focalizzare la ricerca in tessuti e particolari che riuscissero a rendere più facile la vita quotidiana della donna.

E se Cheng di italiano ha l’istruzione artistica e Lee usa il motto “La funzione rende bella la vita”, per Renato Nucci la bellezza è un dono ricevuto alla nascita. Nato in una famiglia di ingegneri a Trieste, cresciuto a Parigi, subito l’apprezzamento e la scelta del bello quasi oggettivo l’ha portato ad essere un’illustre fashion designer e anche questa volta sceglie Shanghai come campo di battaglia. Lo studio dei tessuti italiani, lo stile bon ton parigino e il suo fiuto per il business hanno fatto del brand – che tra l’altro ha il suo nome – un’icona per l’industria della moda a livello internazionale partendo già dai lontani anni ‘70 quando ancora di Nucci si sapeva ben poco. La sua donna oggi è forte, dolce dentro ma a cui piace mostrarsi dark fuori. Sulla passerella il trucco scuro infatti viene accostato ad abiti dai colori floreali, organza e seta.

Non può mancare l’ecosostenibile che assimilato ad altri materiali diventa DECOSTER. Fondato nel 2000, oggi veste una donna a cui piace il relax, la vita fatta acqua e sapone, delicata. Dello stile cinese fanno parte sicuramente le stampe che ormai troviamo in ogni collezione del brand e che sono diventate strumento di riconoscimento del marchio. Sicuramente uno stile senza tempo, che ha poco di oltreoceano ma carico di emozioni che sappiamo orientali, come una raffinatezza rassicurante nell’abito che ultimamente abbiamo visto in molte collezioni sia uomo o donna.

di Mauro Stano

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