Si vota: colpite i delinquenti e gli incapaci

elezioni-politiche-20131«Nel futuro dell’Italia non ci può essere né chi l’aveva ridotta come quattordici mesi fa, né i populisti distruttivi che vogliono approfittare della rabbia della gente per distruggere tutto». Il riferimento del candidato premier Mario Monti è, in prima battuta, a Silvio Berlusconi che, come noto, gli passò la patata bollente della presidenza del Consiglio, quando l’Italia sembrava – sembrava? – cadere a rotoli, lo spread era lunatico ma piangeva sempre sopra i 500 punti base, e i cittadini vivevano – vivevano? –quotidianamente il dramma della disoccupazione – la Ue stima che toccherà il picco del 12% nel 2014 – se non quello delle “serate” dell’allora-capo dell’esecutivo; in secundis Monti stigmatizza il sovversivismo di Grillo, la retorica populista e demagogica, l’atteggiamento eversivo nei confronti delle istituzioni, e la personalità di un uomo che, stando ai sondaggi, rappresenterebbe il secondo o terzo partito in Italia.

Ma cos’è cambiato dal passaparola cui abbiamo assistito un anno fa, quando Silvio Berlusconi, eletto nel 2008, si ritirò volontariamente a favore del governo tecnico? Qualcuno ha notato la riduzione dello spread  – che peraltro è ancora più basso da quando lo stesso governo ha rassegnato le dimissioni –, la riconquista di credibilità nei rapporti internazionali e l’intesa fra le parti a sostegno di una fase di ripresa; sicuramente poco è stato fatto per i cittadini: molti di loro vivono nell’indigenza (non è una metafora), e non nutrono un particolare interesse per i conti dello stato – e delle banche –, quando i loro sono in rosso.

Il regalo migliore alla malversazione della malapolitica è l’astensionismo; siate spietati (o misericordiosi): il voto dell’elettore è un’arma attraverso cui punire il malfattore, o un segnale per dimostrare che noi, no, non abbiamo la classe dirigente che ci meritiamo, perché non siamo come loro. Recarsi alle urne domenica e lunedì non è solo un dovere civico: è la dimostrazione del più sano senso di responsabilità – che siate studenti o pensionati; disoccupati, esodati o dipendenti pubblici; che siate di destra o di sinistra; che abbiate a cuore gli interessi dell’alta società o quelli della classe operaia.

Non rinunciamo alla possibilità di esprimere la nostra preferenza – perché il preferibile, comunque vada, c’è sempre –, non a quella di dimostrare che noi ci siamo, e battiamo un colpo; anzi, due: il primo ai delinquenti, il secondo agli incapaci.

di Andrea Capati

Foto: ultimaora.net

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