Wintersun, non solo metal

La carriera di Jari

I Wintersun nascono in Finlandia nel 2004 da un’idea solista di Jari Mäenpää, cantante e chitarrista, già noto membro della band folk-metal Ensiferum e da quest’ultimi licenziato quando decise di dar vita al proprio progetto. Da subito la strada per l’autore sarà lunga e complessa giacché la decisione di dedicarsi da solo alle proprie musiche renderanno il suo lavoro, fra composizione e montaggio, alquanto travagliato, come da lui stesso ammesso in una recente intervista (metalpit.it). Passano infatti diversi anni fra la pubblicazione degli album: Wintersun (2004), Time I (2012), The Forest Seasons (2017); sebbene tutti pubblicati con l’importantissima etichetta Nuclear Blast.

La musica

Definire la musica dei Wintersun non è facile, se non entro il termine generico di “metal”. Jari Mäenpää ha alle sue radici interessi per le colonne sonore e per la musica tradizionale (quest’ultima maturata con l’esperienza negli Ensiferum) le quali diventano uno sfondo coinvolgente ed efficace per la sua potente voce pulita e le sonorità distorte. Proprio la volontà di creare un suono ricco, composto da numerosi elementi, ha reso l’opera dell’autore un processo lungo, prima dovuto alla povertà dei mezzi impiegati e poi per la ricerca personale nel tentativo di fare sempre di più.

Ritmiche elaborate e chitarre distorte si intrecciano efficacemente con tessiture di arpeggi e pad ambientali che contribuiscono a creare uno spazio enorme. Le tracce melodiche non sono semplici ma i passaggi chitarristici non appaiono mai come eccessivamente virtuosistici, capaci di arricchire l’armonia senza rubare la scena al cantante. La voce, potente, ricca di pathos, non è mai eccessiva, in grado di dialogare con varia asprezza oppure di scandire urla composte; sempre al centro ma mai solitaria, protagonista del luogo creato dalla musica, quando c’è la si adora e quando non c’è non vediamo l’ora che torni.

I testi

I Wintersun, come altri gruppi metal, sono particolarmente interessati a quegli aspetti introspettivi che più avvicinano l’uomo alla natura o si soffermano a riflessioni profonde. La canzone Time è uno sguardo al tempo che passa ma ha, invero, più chiavi di lettura: But tonight I feel so alone and I know that you are forever gone. Oh time, don’t fade away when I need you here. Oh please don’t leave me now (Ma stanotte mi sento così solo e so che tu te ne sei andato per sempre. Tempo! Non sparire lontano quando ho bisogno che tu sia qui. Ti prego, non lasciarmi adesso). Mentre Winter si sofferma più verso una riflessione che confronta l’essere umano con le stagioni: Washed away by the frozen stars, feel the burning coldness of the falling snow and one day when everything is gone, the trail in the snow disapears, Am I finally home (Lavato dalle gelide stelle, sento il freddo bruciante della neve che cade e un giorno, quando ogni cosa sarà andata e il sentiero nella neve scomparso, finalmente sarò a casa).

Metal

Ascoltando i Wintersun ci si rende conto di come il metal non sia un genere di facile catalogazione bensì una delle possibili varianti in un universo musicale in continua evoluzione. Nelle canzoni di questo gruppo si susseguono e si intrecciano numerosi elementi provenienti da influenze anche molto distanti fra loro: musica tradizionale finlandese e orientale, colonne sonore, death metal, orchestrazioni romantiche). Sicuramente è una buona proposta per chi chiede più timbri al metal classico, per chi cerca suoni più chiari fra le grandi e tipiche distorsioni o per chi ama l’immagine introspettiva e solitaria dei paesaggi nordici

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