Parigi Nizza, lo scherzetto di Soler. Tirreno Adriatico, tutte le strade portano a Kwiatkowski

copertinaciclismo3Settimana molto importante per il ciclismo quella che giunge al termine con la Parigi Nizza e la Tirreno Adriatico, che hanno mostrato lo stato di forma dei big in vista della Milano Sanremo e che iniziano a portare gli uomini da corse a tappe verso Giro e Tour.

PARIS NICE

La corsa francese ha vissuto oggi l’ultima delle otto tappe, per cui meritano un applauso agli organizzatori capaci di disegnare percorsi molto avvincenti che hanno regalato una perenne incertezza.

La prima frazione (disputata il 4 marzo)  si è conclusa in volata con vincitore il francese Demare, nonostante un percorso che ha concesso speranze alla fuga fino a poco prima del finale; il podio viene completato da Izagirre e Laporte i quali sopravanzano velocisti più quotati come Alaphilippe e Wellens. Nella seconda frazione ad imporsi è l’olandese Groenewegen che surclassa Elia Viviani grazie ad una poderosa accelerazione che non ha mai messo in dubbio la sua vittoria, terzo il teutonico Greipel. Terza frazione in cui un percorso per finisseur consente ai tifosi di ammirare molteplici tentativi di attacchi nel finale con il gruppo si sfalda grazie anche ad Hivert, bravo ad attaccare ad una manciata di chilometri dal termine alzando per primo le braccia al cielo, secondo lo spagnolo Sanchez che si prende la vetta della classifica generale, terzo a sorpresa Di Gregorio.

La quarta frazione è uno spartiacque importante, 18.5 chilometri a cronometro che smuovono la classifica in maniera importante. Ad aggiudicarsi la tappa è l’uomo della Sky Poels che distanzia di 11” Soler e di 16” Alpahilippe. Sanchez paga 28” di gap ma riesce per pochi secondi a difendere la maglia gialla di leader della classifica generale, mentre i tre sul podio di giornata vanno a costituire il gruppo di avversari più rischiosi per lo stesso Sanchez. Quinta e sesta tappa, tra attaccanti e gruppo in rimonta, si risolvono con volate a gruppo sfilacciato e le conquistano Cousin e Molard, senza cambi di leadership in classifica.

La classifica cambia invece nel corso della tappa 7, quella di dura montagna, in cui la pioggia incessante ed il freddo trasformano i 175 chilometri di gara in una tappa epica e molto dura. La fuga tentata da alcuni ciclisti nei primi chilometri riesce a percorrere in testa tre quarti di tappa, ma sulla salita di Villars sur Var, la penultima di giornata, i pezzi da novanta iniziano a fare ritmo duro con conseguente sfaldamento del gruppo. Il leader Sanchez crolla all’imbocco dell’ultima salita, Valdeblore La Colmiane, mentre davanti è un vero tutti contro tutti. A spuntarla è Simon Yates, britannico del team MItchelton-Scott che attacca nel finale di salita riuscendo a scavare un solco profondo nei confronti dei suoi avversari, facendo sua in un colpo solo tappa e maglia di leader della classifica. Il secondo posto di giornata è del belga Teuns, mentre i fratelli Ion e Gorka Izagirre chiudono terzi e quarti, salgono sul podio della classifica generale alle spalle di Yates.

ciclismofoto1 marzoAlla partenza dell‘ultima tappa la sensazione è che la lotta sia tra Yates ed i fratelli Izagirre, distaccati dalla vetta della classifica di una decina di secondi. La tappa si corre ancora sotto la pioggia che bagna il percorso pieno di sali e scendi sin dal primo chilometro. Il ritmo della gara è molto duro e gli avversari ci credono, sulla penultima ascesa di giornata Yates cede inaspettatamente, mentre davanti Fraile, De la Cruz e Soler azzeccano la fuga buona per la vittoria di tappa. Sull’ultima salita Yates è in ritardo rispetto ai fratelli Izagirre che sembrano poter riprendere i fuggitivi e spartirsi la vittoria ma alcune cadute ed il ritmo del trio in testa fanno si che la fuga vada in porto. De la Cruz vince l’ultima tappa ( secondo Fraile) ma a festeggiare veramente in quel di Nizza è Soler (in foto in maglia gialla) che chiudendo terzo portando a termine l’insperato attacco dell’ultima tappa recupera 40” in classifica e per soli 4” di vantaggio su Yates vince la Parigi Nizza, terzo sul podio Gorka Izagirre.

TIRRENO ADRIATICO

Mancano due tappe alla conclusione della ”Corsa dei Due Mari”, ma dopo l’arrivo della terzultima tappa a Filottrano sembra che sia difficile togliere la vittoria al polacco Kwiatkowski.

La partenza è avvenuta il 7 marzo con una cronometro a squadre nel Lido di Camaiore di 21.5 chilometri che viene vinta dalla BMC, con l’italiano Caruso che veste la maglia di leader della classifica in quanto ha tagliato il traguardo per primo, seconda e terza posizione per Mitchelton-Scott e Team Sky. La prima tappa vive subito il primo colpo di scena: una caduta mette fuori gara Cavendish, sicuro protagonista in volata, che riesce a rialzarsi e finire la tappa, anche se giungerà fuori tempo massimo, con il volto insanguinato ed il corpo pieno di ferite che lo costringono ad una visita in ospedale. La tappa numero due è dedicata alle ruote veloci, la vince tedesco Kittel, secondo il campione del mondo Sagan e terzo l’italiano Nizzolo; la maglia di leader passa sulle spalle di Bevin, compagno di squadra di Caruso.

La terza tappa si conclude sulla dura ascesa alla città di Trevi, che tra tanti big pronti a darsi battaglia premia l’outsider  Roglic. Lo sloveno a 2500 metri dal traguardo innesta il turbo e se ne va da solo verso il traguardo, vani tutti i tentativi di inseguimento. Adam Yates ( fratello di Simon, quello della Parigi Nizza) chiude secondo e Benoot completa il podio. Bevin non regge il ritmo dei migliori nel finale ed è Thomas del Team Sky che indossa la maglia blu del leader della classifica.

La quarta frazione è la più lunga della Tirreno Adriatico 2018 grazie ai suoi 219 chilometri ed è quella di montagna, con la salita finale di Sassotetto lunga 10 chilometri. Data l’importanza della tappa il gruppo controlla con scrupolo il manipolo di uomini che tenta di andare in fuga, tra cui va segnalato il 23enne italiano Nicola Bagioli che è andato in fuga in tutte le tappe vestendo la maglia di leader della classifica dei gran premi della montagna. All’inizio dell’ascesa di Sassotetto i big escono allo scoperto e davanti Majka, Bennet ed Aru provano a fare la differenza guadagnando qualche metro sugli avversari, mentre nelle retrovie clamorosamente Froome inizia a perdere terreno, apparso visibilmente ancora lontano dalla condizione ottimale. In casa Sky piove sul bagnato e, dopo la crisi di Froome, ad annientare i sogni di vittoria ci si mette anche un guaio meccanico per il leader della generale Thomas  con conseguente estromissione dalla lotta per la difesa la maglia. Il trio di testa si vede raggiunto dalo spagnolo Landa, apparso sin da subito più forte ed infatti che sorpassa negli ultimi metri tutti gli avversari  giungendo solo al traguardo ed alzando le braccia al cielo dedicando la vittoria a Scarponi, il podio è completato da Majka e Bennet; Caruso della BMC riconquista la leadership della generale grazie ad una strenue difesa nel finale ma soprattutto grazie all’incidente occorso a Thomas.

2foto ciclismomarzoQuinta tappa con l’arrivo posto a Filottrano, paese in provincia di Ancona dove viveva Michele Scarponi, il campione di ciclismo tragicamente scomparso poco meno di un anno fa e di cui oggi si è voluto celebrarne il ricordo e l’affetto che ancora tutti i colleghi ed i tifosi tributano all’indimenticabile Aquila di Filottrano. La tappa sembra una classica per la presenza di muri a ripetizione che rendono il percorso adatto a uomini come Sagan, Vanavermaet e Kwiatkowski. Ad animare i tentativi di fuga sono principalmente gli uomini Astana, l’ex squadra di Scarponi, che con Cataldo prima e Lutsenko poi tentano di conquistare la vittoria in una tappa che per loro ha un valore doppio. L’azione più importante è però ad opera di Yates (in foto copertina), che a 3,5 chilometri dal traguardo attacca guadagnando 20” sufficienti per presentarsi al traguardo da vincitore per distacco, mentre alle sue spalle Sagan e Kwiatkowski completano il podio. Kwiatkowski guadagna la maglia blu di leader della classifica e pone una seria ipoteca sulla vittoria finale. Al termine della Tirreno Adriatico 2018 rimangono due tappe, quella di domani con arrivo per velocisti a Fano e la classica cronometro finale di 10 chilometri sul lungo mare di San Benedetto del Tronto; la tappa con arrivo a Fano essendo per velocisti non concede spazio a chi vuole recuperare in classifica mentre la cronometro finale è troppo breve per poter attaccare Kwiatkowski (in foto sul podio con le miss) che è comunque un buon ciclista a cronometro.  Caruso e Landa, che inseguono il leader con 3” e 23” di ritardo potrebbero non avere più spazio per colmare il gap.

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