Meditazione: come liberarsi dalle negatività

I cartoni animati utilizzano armi speciali per neutralizzare la negatività. In realtà non ci vogliono dei superpoteri per farlo, occorre solo una buona dose di pazienza ed una sana consapevolezza. Per il resto bisogna esercitarsi e provare a mettere in atto qualche consiglio che abbiamo preparato per voi.

Consapevolezza

Chi ci legge sa che alla base di un buon lavoro introspettivo c’è la consapevolezza. Da qui partiremo per capire da dove provengono le negatività.

Tre le opzioni: 

1) Dipendono da noi, quindi sono sotto la nostra responsabilità?

In questo caso dobbiamo chiederci come possiamo aiutare noi stessi ad allontanare l’energia negativa che ci divora.

Quando diamo enfasi ai nostri pensieri negativi alimentiamo l’intensità della frequenza negativa. 

Utile capire come è nata una emozione negativa per creare una disposizione diversa. 

Nel nostro cervello infatti si creano di solchi che sono le abitudini: quando li replichiamo ne ricreiamo l’abitudine.

Ci vuole tempo per fare un’altra traccia, ma dobbiamo sempre tornare sulla domanda: è mia responsabilità? 

Facciamo un esempio: avete notato che se pensiamo tutti i giorni a qualcosa che ci da fastidio (es un lavoro che non ci piace, un vicino che ci stressa ecc) creiamo la stessa chimica devastante?

Ciò accade perché portiamo con noi il fardello di tensione ed energia negativa che abbiamo maturato. 

Ergo: Quando parliamo di cose belle sentiamo leggerezza, viceversa quando parliamo di una cosa negativa il livello di energia si abbassa

2) Dipendono da “terze” persone? 

In questo caso dobbiamo chiederci se possiamo aiutare i “portatori sani” di negatività e sopratutto in che modo possiamo essere utili.

Se proprio ci troviamo davanti a situazioni impossibili, meglio scappare ed evitare di essere fagocitati dalle negatività altrui, anche perché ci assorbiranno tutte le nostre energie.

3) Dipendono da qualche Entità superiore?

In questo caso applicheremo la cosiddetta “Accettazione Radicale” che ci permette di accettare completamente qualcosa al di sopra delle nostre portate.

Come neutralizzare la negatività?

Riconosciamo la loro provenienza….

1) Le nostre negatività

A volte la nostra percezione, influenzata da stati emozionali pesanti, ci fa interpretare le situazioni in maniera distorta.

In questo caso, se visualizziamo il mondo da un punto di vista negativo ci auto convinciamo che tutto ciò che può andare storto, andrà storto e tutto ciò che può andare bene, andrà anch’esso male. 

Soluzione? Come dicevano i Depeche Mode “Enjoy the silence” : godetevi un po’ si salvifico silenzio.

Inteso non solo come silenzio verbale ma anche come “silenziamento mentale.

A ”volte il tacere evita di ricreare la situazione che ci angoscia.

Accade anche per un lutto e per altri eventi spiacevoli: parlarne spesso richiama alla memoria una tempesta emozionale che tuttavia non risolve il problema.

È altresì importante parlare con persone che riteniamo “utili”, nel senso che se ci sfoghiamo con chiunque corriamo il rischio di mettere ancora più fuoco sulla benzina. 

2) Le negatività altrui

Per quanto riguarda le negatività che imputiamo agli altri, dovremmo soffermarci e riflettere su una questione fondamentale.

La persona che reputiamo “negativa” è realmente tale o siamo noi ad avergli affibbiato tale etichetta?

E poi, quanta importanza diamo a quella persona? 

Quanto ci facciamo travolgere dalle sue parole e dalle emozioni che suscita in noi? 

Qualche aiuto dalla meditazione 

La meditazione è un ottimo alleato del processo di “positivizzazione”.

Il Dalai Lama diceva  “Quando pensi che tutto è colpa di qualcun altro, si soffre molto. Quando ti rendi conto che tutto ciò che è, scaturisce solo da te stesso, si impara sia la pace che la gioia.”

Allora iniziamo ad apportare alcune modifiche all’interno di noi stessi, e potremmo subito vedere cambiamenti positivi nella nostra vita.

1) Allontaniamo i pensieri negativi ed iniziamo a sostituirli con pensieri positivi.

2) Superiamo i condizionamenti del passato

3) Creiamo una nuova desiderata realtà nella nostra immaginazione e manifestiamola nel mondo esterno. 

4) Quando sentiamo che nella mente sta sorgendo un giudizio (o qualche altro pensiero tossico), cominciamo a respirare e noteremo subito un cambiamento.

Iniziamo espirando profondamente, tirando in dentro lo stomaco e sentiamo che l’intero giudizio è già stato buttato fuori.

Poi inspiriamo profondamente aria fresca per due o tre volte.

Ci sentiremo subito come nuovi: la vecchia abitudine non ce l’ha fatta a prender piede.

5) La preghiera in solitudine, intesa come attimo di raccoglimento può servire per modificare il processo della nostra chimica interiore; d’aiuto anche lo sport per scaricare la tensione e persino lavorare.

Insomma occorre in ogni modo sfruttare l’energia negativa in senso positivo. 

6) La rabbia a volte è utile se la trasformiamo in energia positiva!

Così come una sana competizione si può trasformare in una leva a nostro favore.

7) infine…. Impariamo ad ignorare.

Ignorare non è una forma di vendetta o un modo per far sentire inferiore l’altro, è solo un modo per proteggerci

Conclusioni

Piccola storia

Una volta Buddha stava andando da una città all’altra con alcuni dei suoi seguaci. Questo episodio accadde nei primi giorni; mentre erano in viaggio raggiunsero un lago, si fermarono lì e Buddha disse ad uno dei suoi discepoli: “Sono assetato, prendimi un pò di acqua da quel lago.” Il discepolo si diresse lì.

Quando arrivò si accorse che giusto in quel momento un carro trainato da un bue stava attraversando il lago con il risultato che l’acqua si fece molto fangosa e torbida. Il discepolo pensò: “ Come posso dare da bere al Buddha quest’acqua torbida?” Così tornò indietro e disse al Buddha: ” L’acqua lì è molto fangosa, non penso sia il caso di berla.”

Dopo circa mezz’ora Buddha chiese ancora allo stesso discepolo di tornare indietro al lago per prendergli dell’acqua da bere. Il discepolo ubbidiente si diresse lì e anche questa volta trovò l’acqua fangosa; ritornò e informò il Buddha. Dopo un pò Buddha chiese nuovamente al discepolo di tornare al lago; il discepolo trovò il lago pulito e l’acqua assolutamente pura. Il fango era sceso verso il fondo e l’acqua in superficie sembrava perfetta per essere presa.

Così raccolse dell’acqua in un ricipiente e la portò al Buddha che la guardò e poi, rivolgendosi al discepolo disse: ” Guarda cosa ha

 reso l’acqua pulita, Hai lasciato fare…e il fango si è depositato da solo…e tu hai potuto prendere l’acqua pulita.  Anche la tua mente è così! Quando è disturbata lasciala stare, dagli un pò di tempo e si calmerà da sola. Non devi sforzarti per calmarla, accadrà, senza sforzo.

Questa accade perché finché i nostri pensieri sono agitati vedremo sempre nel fango, difficilmente troveremo chiarezza.

I rapporti interpersonali sono una fonte enorme di soddisfazione e felicità, ma sono anche la principale causa d’insoddisfazione e infelicità. Non dovremmo sorprenderci dal momento che tutti i fenomeni e le situazioni hanno due facce, di solito contrapposte. Quindi, una delle chiavi per la felicità consiste nell’imparare a ignorare parole, atteggiamenti e comportamenti di molte persone.

(Tratto da Hammer in the rock-Osho)

di Simona Mazza e Carlo Lesma

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