Una normale giornata alla Camera: il vaffa di La Russa, Fini colpito e Alfano lancia la tessera

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Ieri mattina è stato esaminato, alla Camera, il processo breve. La questione ha creato moltissime tensioni, sfociate in insulti verbali e aggressioni fisiche, come il lancio del giornale da parte di un membro del Pdl che ha colpito alla testa il Presidente Fini, o il lancio della tessera elettorale da parte di Alfano verso i banchi dell’opposizione. Tutto questo esprime il clima che si respira in questi giorni in aula e che ha costretto ieri Gianfranco Fini a sospendere e rinviare la riunione. Probabilmente si tornerà sull’argomento dopo martedì, perché in questa settimana si dovrà dare la priorità ad altre questioni. Tutto è iniziato mercoledì, dopo la bocciatura del processo verbale giudicato lacunoso dall’opposizione. Inizia una disputa accesa tra maggioranza e opposizione sulla questione verbale, così Fini la mette ai voti, che si concludono in parità, ma per la legge della Camera, in questo caso, viene respinta. I toni si infervorano sempre di più e Pdl e Lega accusano Fini di essere tutt’altro che imparziale. Dalle parole si passa ai gesti e oggetti volano per tutta l’aula, anche contro lo stesso Presidente. Uno spettacolo privo di esemplarità da parte della maggioranza e della classe politica in generale, soprattutto da parte del ministro della Difesa Ignazio La Russa, che mercoledì ha mandato a “quel paese” il Presidente Fini e Dario Franceschini che stava pubblicamente contestando alcuni suoi modi di fare tutt’altro che democratici. La Russa si sarebbe portato il dito alla bocca per zittire Franceschini e da questo momento avrebbe dato sfogo alla sua rabbia. Dall’opposizione le “richieste” di dimissioni per La Russa.

di Redazione

Foto: bloglive.it

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