
All’anagrafe Giuseppe Mango, detto Pino, nato a Lagonegro (PZ) il 6 Novembre 1954 e spentosi a Policoro l’8 Dicembre 2014, Mango è stato uno dei nomi di spessore della musica italiana degli anni ‘80 e ‘90, mai troppo celebrato ma che comunque è riuscito a offrire un valore aggiunto al genere. Sua peculiarità è uno stile che fonde pop raffinato, soul, elettronica, R&B, rock ma soprattutto influenze etniche e world, grazie a una notevole estensione vocale da alcuni definita come “semi-falsetto”, uno stile che si guadagnò il nome di “pop mediterraneo”.
L’artista lucano mostra grandi doti di cantante e musicista sin da bambino, ascoltando soprattutto musica soul e rock e cantanti e gruppi come Aretha Franklin, Led Zeppelin, Deep Purple. Successivamente si avvicinerà alla musica di nomi come Prince, AC/DC e Peter Gabriel, che eserciterà sul cantautore lucano un’importante influenza per via delle sonorità etno-world. Dopo alcuni esordi non proprio felici, durante la seconda metà degli anni ‘70, sarà importante l’incontro con Mogol, Alberto Salerno e Mara Maionchi per la svolta artistica e per l’inizio di una carriera importante per Mango.
Nel 1983 presenta alla Fonit Cetra un provino, che però verrà messo in giacenza. Quel provino stuzzica Mogol che decide di contattare Mango per un incontro. Si tratta del primo abbozzo di “Oro”, uno dei cavalli di battaglia del musicista di Lagonegro e che originariamente si intitolava “Mama Voodoo”. Mogol decide di riscrivere il testo ed è così che nasce uno dei grandi classici del cantautore lucano. Noi oggi vogliamo traghettarvi nel 1987 e farvi riscoprire “Adesso”, uno degli album migliori di Mango. Dopo gli ottimi dischi “Australia”, del 1985, e “Odissea”, pubblicato l’anno successivo e che si avvale del contributo del grande organista Brian Auger, il musicista lucano comincia ad affinare il suo proprio stile personale che sarà determinante per la sua discografia.
“Adesso” è un album di cantautorato italiano che risente delle influenze soul-R&B elettroniche tipiche degli anni ‘80 e in cui a tratti si affacciano anche le influenze world che caratterizzeranno l’arte di Mango. Tra i brani degni di nota troviamo il super-singolo “Bella d’Estate”, che porta la firma del grande Lucio Dalla e che otterrà grande successo anche in Spagna, piazzandosi alle posizioni alte della classifica spagnola. Il pezzo, infatti, verrà inciso per il mercato spagnolo con il titolo “Flor De Verano”. Oltre questo brano degni di nota sono anche “Attimi” e “Abiti Nobili”, influenzati dall’elettro-funk anni ‘80, “Dal Cuore In Poi”, che a Sanremo 1987 si piazza diciottesima, “Sera Latina” e “Stella del Nord”. Questi ultimi sono due pezzi caratterizzati da atmosfere dense, elettro-latino il primo, il secondo originariamente intitolato “Goodbye My Love” e pensato per un album di inediti di Patty Pravo.
La voce di Mango, in “Adesso”, trova la sua massima espressione, è una vocalità originale, diversa dai canoni italici, graffiante, espressiva e che raggiunge note altissime, una timbrica che ben si sposa con l’R&B elettronico tipicamente anni ‘80 e che trae linfa vitale soprattutto dai suoni world mediterranei. Durante gli anni ‘90 Mango pubblicherà altri album di ottima caratura tra cui “Sirtaki”(1990) e “Come L’Acqua”(1992). Sono due lavori che rappresentano la summa della produzione artistica del musicista lucano, grazie a brani come “Nella Mia Città”, “Mediterraneo” e “Come Monna Lisa”. “Come L’Acqua” si avvale anche di grandi contributi di musicisti internazionali come Pino Palladino, Manu Katchè, Richard Galliano e Dominic Miller, quest’ultimo storico chitarrista di Sting.
Lo stile elegante, raffinato e sognante di Mango gli ha permesso di potersi fregiare del titolo di “alfiere del “Mediterranean Pop”. È stato un artista che avrebbe potuto meritare di più, ma che comunque è riuscito a dimostrarsi come un vero outsider della musica italiana, grazie a una discografia dal notevole standard qualitativo. Da menzionare, per quanto riguarda la sua ultima fase artistica, l’album “Disincanto”(2002), contenente un altro suo grande classico, “La Rondine”, pezzo struggente ricco di lirismo e atmosfere rarefatte capaci di fare viaggiare con la mente verso luoghi misteriosi e ricchi di incanto.
Purtroppo il cantautore di Lagonegro ci lascerà l’8 Dicembre 2014 durante l’esecuzione del suo classico “Oro”, avvenuta in occasione della manifestazione di beneficenza “Solidarietà e Integrazione: Insieme costruiremo un mondo a colori”, tenutasi al Palaercole di Policoro, in provincia di Matera. Per chi è desideroso di riscoprire l’arte di Mango, “Adesso” può rappresentare un ottimo punto di partenza, per via di canzoni interpretate con grandi doti e grazie anche all’affascinante voce dell’indimenticabile musicista lucano, una vocalità profonda, capace di regalare grandi brividi e entrare fino al cuore e all’anima.
Fonte foto: profilo Facebook Pino Mango, amore poesia e l’appartenenza
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