Paolo Conte – Paris Milonga (1981)

paolo conte

Nato ad Asti, il 6 Gennaio del 1937, Paolo Conte è uno dei più importanti e innovativi esponenti del cantautorato italiano. Il suo stile attinge principalmente dal jazz, dallo swing, dal  blues, dalla musica francese (in Francia diventerà uno degli artisti italiani maggiormente apprezzati lì) e dalle sonorità sudamericane (come nei primi 3 album). “Paris Milonga” è il suo quarto album ed è quello in cui la sua genialità comincia a trovare la sua massima espressione.

Dopo aver scritto vari brani per diversi artisti italiani (la celebre “Azzurro”, cantata da Adriano Celentano, porta la firma del cantautore astigiano) e essersi diviso tra la professione di avvocato e quella della musica, Paolo Conte esordisce discograficamente nel 1974 con l’album a suo nome, abbandonando l’attività forense e dedicandosi a tempo pieno a quelle discografiche e concertistiche. Notevoli negli anni ‘70 brani come “Wanda”, “Bartali”, “Un Gelato Al Limon”, “Onda Su Onda”, quest’ultima portata al successo da Bruno Lauzi.

paolo conte

Noi oggi vi vogliamo parlare di quello che è uno dei suoi album per eccellenza, appunto “Paris Milonga”. Sono presenti musicisti come il chitarrista Jimmy Villotti , con il quale Paolo Conte instaurerà un sodalizio che durerà anni e al quale dedicherà il brano “Jimmy Ballando”, Lele Melotti, batterista che è stato in quei periodi al fianco di vari nomi della musica italiana, e Bruno Astesana, proveniente dal mondo del jazz tricolore.

Tra le tracce degne di nota si ricordano “Alle Prese Con Una Verde Milonga”, uno dei suoi pezzi più intensi e in cui viene citato il musicista argentino Atahualpa Yupanqui, e “La Vera Musica”, omaggio all’arte di creare musica nei suoi mille modi e nelle sue molteplici accezioni. Non può passare inosservato il singolo “Via Con Me”, una delle hit più importanti di Paolo Conte, un brano swingante impreziosito da una bella parte di vibrafono (sostituita successivamente dal sax nelle esecuzioni live degli anni dopo). I legami con la Francia e la sua cultura vengono espressi in “Madeleine”, ma non sono da meno brani come “Un’Altra Vita”, pezzo denso di poeticità e con un ottimo tema pianistico eseguito impeccabilmente da Paolo Conte, la malinconica e jazzata “Parigi” e lo swing vintage e al fulmicotone di “Boogie”, quasi come un film in musica arricchito da una brillante e vigorosa sezione fiati.

“Paris Milonga” si ritaglia un importante spazio tra i più significativi dischi del cantautorato italiano, quello aperto a influenze internazionali, in questo caso jazz, blues e swing, un lavoro in grado di stupire per arrangiamenti, sonorità e per la penna raffinata di Paolo Conte, che sia liricalmente, che musicalmente, riesce a dare vita a dipinti in musica dai colori vivi e multiformi. Tutte caratteristiche mutuate da un’altra grande passione del cantautore piemontese: la pittura. “Paris Milonga” consacra definitivamente la genialità dell’Avvocato della musica italiana, una genialità che verrà fuori anche nelle produzioni successive, capaci di lanciare Conte anche a livello internazionale, soprattutto in Francia, dove la sua musica troverà una seconda patria.

In Italia il cantautore piemontese riceverà anche numerosi riconoscimenti, alcuni da parte del Club Tenco, che gli conferirà sei targhe e un premio, e da parte del Premio Chiara nella sezione “Le parole della musica” , oltre che la cittadinanza onoraria nel 2021 nel comune di Scurzolengo (AT), per il contributo apportato all’arte e alla musica italiana. Parallela alla musica è anche la sua passione per la pittura, che nel 2007 gli varrà una laurea ad honoris causa da parte dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. La musica di Paolo Conte è capace di stuzzicare e soddisfare i palati più fini, quelli desiderosi di un cantautorato italiano aperto alle influenze internazionali, soprattutto quelle jazzistiche, e desiderosi di immagini evocative, liriche e suggestive, capaci di raccontare i sentimenti in maniera originale e mai scontata, oltre che far viaggiare con la mente verso luoghi sconosciuti e lontani.

Fonte foto: pagina Facebook dell’artista

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