
Quartieri di Roma. L’assessore al decentramento, in conferenza stampa, ha reso nota la nuova suddivisione territoriale di Roma Capitale. L’ultima risaliva al lontano 13 settembre 1961, grazie a una delibera del Commissario Straordinario Francesco Diana. Tuttora, la numerazione che si legge in alto a destra, sulle insegne stradali cittadine, segue quella suddivisione.
In realtà, con quella delibera, Diana dette una nuova denominazione a cinque territori detti “suburbi” e ad altri territori dell’agro romano. Istituì così solo altri diciassette quartieri (Pietralata, Don Bosco, Primavalle, ecc.). Quelli che sulle insegne stradali sono numerati dal XIX al XXXV. L’Agro romano, a sua volta, fu suddiviso in zone, al posto della precedente dizione “condotte sanitarie”.
Storicamente, quindi, i primi quindici quartieri di Roma vennero istituiti oltre un secolo fa (20 agosto 1921). Comprendevano aree all’epoca ancora non completamente urbanizzate (Flaminio, Parioli, ecc.), esterne ai “rioni” storici della Città Eterna. Le aree ancora più esterne vennero chiamate “suburbi”. Dato il tempo trascorso, la toponomastica cittadina aveva necessariamente bisogno “di fare un tagliando”.
I confini dei quartieri terranno ora conto di quelli dei rispettivi municipi
Nel redigere la nuova suddivisione toponomastica del territorio, l’amministrazione comunale ha ritenuto necessario tener conto di un nuovo elemento. Il fatto che, nel tempo, erano state istituite le circoscrizioni comunali, oggi Municipi. I confini dei Municipi erano stati sovrapposti a quelli dei rioni, quartieri e suburbi senza tener conto dei confini di quest’ultimi.
Inoltre, nelle Commissioni parlamentari è attualmente in discussione una proposta di legge costituzionale che equiparerà Roma alle Regioni a statuto ordinario. Di conseguenza gli attuali Municipi, molto probabilmente, diverranno comuni a sé stante della nuova Regione Roma. Per definire la nuova suddivisione cittadina, quindi, Roma Capitale ha ritenuto di partire dai territori municipali. Attribuendo le nuove denominazioni ai singoli Municipi, uno per uno ed interne agli stessi.
Aboliti i ‘suburbi’ e le ‘zone’ dell’Agro Romano
Sono stati, quindi, aboliti gli ultimi “suburbi” rimasti (sei) e le “zone dell’Agro Romano” (ben 59). È stata invece introdotta una nuova classificazione: la “zona funzionale”. Vi sono rientrate le ville storiche (Borghese, Pamphilj, Ada, ecc.), i parchi, i tre aeroporti cittadini, i campus universitari e altro.
Nelle “zone funzionali” sono comprese, soprattutto, tutte le aree agricole e poco edificate esterne al GRA. Per le quali le norme urbanistiche attuali prevedono il mantenimento dell’attuale destinazione. Alla fine dell’operazione rimangono i 22 rioni storici, immutati nei loro confini. Fanno parte tutti del I Municipio-Centro Storico. In esso sono stati istituiti anche 5 quartieri (Mazzini, Della Vittoria, Eroi-Trionfale ecc.) e una zona funzionale (Parco di Monte Mario).
Ora ci saranno 22 rioni, 327 quartieri e 104 zone funzionali
Sono stati quindi costituiti complessivamente ben 327 quartieri e 104 zone funzionali. Quest’ultime occupano oltre il 42% del territorio comunale. Ben 130 nuovi quartieri si estendono oltre il GRA. In essi risiedono attualmente 780.000 romani su 2,9 mln complessivi.
Chi scrive sapeva di vivere nel Suburbio Gianicolense ma ora ha scoperto di abitare nel Quartiere Villini. È sicuramente una denominazione con un maggior senso di appartenenza. Per scoprire tutte le nuove suddivisioni, il lettore può indagare nel sito istituzionale di Roma Capitale. Ivi sono contenute tutte le informazioni più dettagliate, suddivise per singolo Municipio.
Foto di Alexander Naumann da Pixabay
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