Memorabile accordo di libero scambio (ALS) concluso tra UE e India

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L’Unione Europea e l’India hanno concluso i negoziati per un accordo di libero scambio  epocale e di ampio respiro. La seconda e la quarta economia mondiale vedranno fortificati i loro legami economici e politici, in un momento carico di competizioni economiche e contrasti geopolitici, evidenziando un comune forte impegno per una collaborazione economica e commerciale rispettosa delle regole.

I beni e i servizi scambiati attualmente tra l’UE e l’India superano il valore di 180 miliardi di EUR all’anno, garantendo circa 800 000 posti di lavoro nell’Unione.

Con questo accordo le esportazioni di beni dell’UE verso l’India raddoppieranno entro il 2032 mentre le riduzioni tariffarie porteranno un risparmio di circa 4 miliardi di euro all’anno in dazi sui prodotti europei.

Si tratta dell’apertura più impegnativa dell’India in ambito commerciale, destinata ad offrire  importanti vantaggi competitivi all’industria europea, che potrà avere rapporti economici preferenziali con il paese più popolato al mondo (1,45 miliardi di persone). L’India, con un PIL annuo di 3 400 miliardi di euro, è anche l’economia con la crescita più rapida.

Ci saranno notevoli opportunità per tutte le imprese europee, che riceveranno riduzioni tariffarie mai concesse ad altre controparti commerciali.

Le tariffe sulle automobili scenderanno gradualmente dal 110% al 10%, mentre dopo cinque-dieci anni saranno totalmente eliminate per le parti di automobili. 

Saranno  sostanzialmente abolite anche le tariffe fino al 44% sui macchinari, il 22% sui prodotti chimici e l’11% sui prodotti farmaceutici.

Le piccole imprese dell’UE saranno guidate per cogliere al meglio le nuove possibilità di esportazione, con l’istituzione di idonei punti di contatto. Le PMI potranno contare su riduzioni tariffarie, rimozione di ostacoli normativi, trasparenza e stabilità.

Significativa è la riduzione delle tariffe agroalimentari

Vengono ridotte o eliminate le tariffe sulle esportazioni di prodotti agroalimentari dell’UE. Le tariffe indiane sui vini passeranno dal 150% al 75% all’entrata in vigore e subiranno ulteriori riduzioni fino al 20%. 

Le tariffe sull’olio d’oliva passeranno dal 45% allo 0% in cinque anni.

Nell’accordo saranno esclusi dalla liberalizzazione  settori agricoli europei sensibili, come carne bovina, pollo, riso e zucchero. 

Le norme rigorose dell’UE in materia di salute e sicurezza alimentare continueranno ad essere rispettate da tutte le importazioni dall’India. 

Un accordo a parte tra UE e India sulle indicazioni geografiche incrementerà la vendita  dei prodotti agricoli caratteristici UE in India, cancellando le imitazioni.

Le imprese dell’UE potranno contare su ingresso agevolato nel mercato indiano dei servizi, come quello finanziario e del trasporto marittimo. 

E’ prevista anche una rilevante applicazione dei diritti di proprietà intellettuale (PI), come diritto d’autore, marchi, disegni, modelli, segreti commerciali e privative per ritrovati vegetali, 

che faciliterà gli investimenti nei rispettivi mercati.

Un capitolo dell’accordo riguarda lo sviluppo sostenibile, che potenzia la protezione dell’ambiente, fronteggia i cambiamenti climatici, protegge i diritti dei lavoratori, difende l’emancipazione delle donne e offre una piattaforma per cooperazione e dialogo su questioni climatiche e ambientali collegate al commercio .

E’ prevista la firma di un memorandum d’intesa per l’istituzione di una piattaforma UE-India per cooperazione e sostegno nell’azione per il clima, da lanciare nel primo semestre del 2026. Nei prossimi due anni è programmato altresì un sostegno dell’UE di 500 milioni di euro per aiutare l’India a ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

I negoziati per un accordo di libero scambio tra UE e India erano stati avviati nel 2007, con sospensione nel 2013 e rilancio nel 2022. 

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “L’UE e l’India fanno la storia oggi, approfondendo il partenariato tra le più grandi democrazie del mondo. Abbiamo creato una zona di libero scambio di 2 miliardi di persone, con entrambe le parti destinate a guadagnare economicamente. Abbiamo inviato un segnale al mondo che la cooperazione basata su regole produce ancora grandi risultati. E, soprattutto, questo è solo l’inizio: costruiremo su questo successo e svilupperemo le nostre relazioni per essere ancora più forti.”

Illustrazione generata con ia

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