ONU, il Consiglio di Sicurezza condanna gli attacchi dell’Iran

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ONU. Da qualche tempo sembra che tutti siano diventati grandi esperti di diritto internazionale. A partire dai “Soloni” delle grandi testate televisive e giornalistiche, sino ai più assidui frequentatori dei bar sport. Questa improvvisa erudizione mediatica coincide – a dire il vero – con una profonda crisi dello strumento giuridico di cui trattasi. Tanto da far affermare al nostro Ministro degli Esteri che: “il diritto internazionale vale fino a un certo punto”.

Abbiamo già trattato questo aspetto del panorama politico internazionale in precedenti articoli. Sottolineando che al giorno d’oggi siano soltanto due le fattispecie del diritto internazionale dalle quali non si può prescindere. La prima: i trattati internazionali se ratificati dalle parti. La seconda: le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Quest’ultime perché, una volta adottate, non possono essere disattese.

Nessun valore, dunque, hanno i pareri dei consulenti delle varie agenzie della stessa ONU, quali le Albanese di turno. E nemmeno le esternazioni del Segretario Generale, spesso soggette a clamorosi dietro-front, come vedremo poi. Anche le risoluzioni dell’assemblea generale, essendo privi di cogenza, valgono soltanto come semplici “raccomandazioni”.

La risoluzione ONU n. 1287 del Consiglio di Sicurezza

Detto ciò, al cronista desta estrema sorpresa che sia passata assolutamente inosservata l’ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU. Nonostante i fiumi di parole solitamente sversati dai media sulla materia. Trattasi della risoluzione del CdS ONU n. 2817 che condanna gli attacchi dell’Iran contro i Paesi del Golfo Persico e la Giordania. Inoltre, con il medesimo atto, l’ONU chiede a Teheran di interrompere immediatamente tutte le operazioni militari nella regione.

La risoluzione è stata approvata superando il possibile diritto di veto di Russia e Cina e ottenendo i restanti 13 voti favorevoli. Pertanto, è uno dei pochi recenti atti di diritto internazionale che ha valore cogente. Tanto più che la risoluzione è stata adottata previo parere favorevole dell’Assemblea Generale ONU. Con una maggioranza di 135 Stati sul totale di 193. Praticamente il 70% del totale.

Cosa sancisce, in sostanza, la risoluzione n. 2817? Praticamente che la Repubblica Islamica dell’Iran, in quanto Stato aggressore dei Paesi del Golfo (e della Giordania) è fuori dal diritto internazionale. Inoltre, richiama il diritto all’autodifesa previsto dalla Carta ONU. Quindi, i Paesi del Golfo hanno tutto il diritto di reagire militarmente agli attacchi dell’Iran.

Silenzio assordante dei media italiani sul voto anti-Iran all’ONU

Come accennato, solo il Corriere della Sera ha riportato quanto sopra, con un articolo del suo corrispondente da New York. E, dopo qualche giorno, tale articolo sembra addirittura scomparso. Andreotti diceva che “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”. Non vorremmo perciò che tale “dimenticanza” sia dovuta a un fine ben preciso da parte dei media italiani. Quello di poter continuare ad accusare Israele e gli Stati Uniti – e non l’Iran – di violazione del diritto internazionale.

Israele, invece, pur non essendo citata nella suddetta risoluzione, potrebbe fruire comunque del diritto di reagire agli attacchi dell’Iran. È una svolta di non poco conto, quella (del Consiglio di Sicurezza) dell’ONU. Crolla il “teorema” dei cosiddetti Pro-Pal. Dopo decenni di orientamento anti israeliano dell’ONU (mai però recepito con atti cogenti del CdS), ora il “cattivo” non è più Israele ma l’Iran. Cioè il finanziatore dei terroristi di Hamas, degli hezbollah libanesi e degli Houthy yemeniti.

Alla svolta si è accodato anche il Segretario Generale Guterres, sinora notoriamente filopalestinese. Cioè anti israeliano. Inoltre, gli Stati Uniti tornano a emergere dopo decenni come lo Stato che condiziona il massimo organismo internazionale. Russia e Cina – come nella precedente risoluzione concernente Gaza – non si sono sentiti politicamente autorizzati ad esprimere il proprio diritto di veto. Saranno gli USA, così come per Gaza, – quindi – a decidere quale sarà il futuro dell’Iran e del traffico commerciale nel Golfo Persico.

Foto di Vilius Kukanauskas da Pixabay

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