Maddalena o dell’amore

maddalena

Il tema è una riflessione del tutto laica su “scritture” che sono nel bagaglio culturale di tutti: credenti, atei, indifferenti. La riflessione riguarda il sesso e l’amore e la notevole differenza che sul punto separa il vecchio dal nuovo testamento.

Il Vecchio Testamento

Nella Bibbia il materiale è ampio e variegato: si parla di sesso, di amore, di perversione, di omosessualità, di nozze, e perfino di stupri. Non è facile peraltro capire bene cosa intenda mettere in chiaro il compilatore del testo, che ora appare come mera narrazione, ora come asserto etico diretto, ora come rimando ad altre regole della vita sociale.

Le storie di Isacco o di Ruth sono racconti sentimentali

Il cantico dei cantici è un inno alla bellezza dell’amore carnale (e ce ne vuole di inventiva interpretativa per farne un testo sacro…)

L’episodio di Lot che offre le figlie ai sodomiti per saziarne gli accesi appetiti e salvare i giovani maschi che sono nella sua casa, con la conseguente sanguinosa vendetta degli angeli, non è né una condanna dell’omosessualità, né un disprezzo della femminilità, ma una difesa del sacro rispetto dell’ospitalità.

Così la condanna di Onan, che disperdendo lo sperma impediva la fecondazione della vedova del fratello, non è una condanna del coitus interruptus o della masturbazione, ma un richiamo alla legge sul cosiddetto levirato.

Insomma, a voler trarre una regola di condotta dall’antico libro c’è di che confondersi.

Dubbi e perplessità percorrono la storia del magistero delle Chiese, fra condanna del sesso fuori del matrimonio, proibizione dei metodi anticoncezionali, ambiguità sulla omosessualità, definizione delle deviazioni contro natura, procreazione responsabile e via dicendo (o supponendo).

Il Nuovo testamento

Ma ecco che arrivano i Vangeli. E qui la curiosità e l’interesse dei lettori, fedeli o non, si manifesta in interrogativi insistiti: ma Gesù condannava il sesso libero, i costumi concessivi, l’omosessualità?

In realtà nei vangeli, di sesso, di amore passionale, di forme del rapporto, si parla ben poco.

Quando Gesù salva l’adultera dalla lapidazione le dice “va e non peccare più” il peccato cui allude è l’adulterio, non come atto sessuale ma come insulto all’istituzione familiare.

E quando dice della Maddalena “le sono perdonati i suoi peccati” non allude ai piaceri dispensati ma alla prostituzione come mercato, come fonte di corruzione, come correità per gli adulteri.

In tema di norme proibitive in genere Gesù rimanda alla Torah e non sembra voler apportare sostanziali variazioni; ne rispetta i dettami quali il testo e il costume hanno cristallizzato. Non li può smentire senza compromettere il suo messaggio, la presa sui suoi seguaci, la comprensione della parte più alta della sua predicazione.

Insomma non gli è necessario formulare un minicodice sul comportamento sessuale. Una volta affermati i principi di amore per il prossimo, di considerazione degli umili e degli oppressi (gli ultimi saranno i primi), di rispetto dei disprezzati (pubblicani e prostitute vi passano avanti nel regno dei cieli Matt 21-28) la strada è tracciata.

E a questo punto mi soffermo su un aspetto dimenticato: Gesù ha parlato una sola vola di amore passionale, amore coinvolgente, di amore che implica e supera l’eros.

Maddalena

Tutti e quattro Vangeli narrano l’episodio in cui Gesù è ospite di un ricco mercante e una prostituta di nome Maddalena (quante confusioni ha generato questo nome ricorrente) versa sui suoi piedi i profumi più pregiati e costosi.

Si tratta di una prostituta di alto rango che sacrifica alla sua devozione cose d’un valore altissimo tanto da sollevare la meraviglia e anche la riprovazione dei presenti. Ma, mentre in Marco, Matteo e Giovanni il gesto sta a simboleggiare i riti della sepoltura e con essi la premonizione della morte (così dicono gli esegeti), in Luca ha un significato più semplice: è un gesto d’amore espresso nell’unico modo che le è concesso.

Lo intende perfettamente Gesù che, dopo aver stigmatizzato il perbenismo e l’avarizia dei presenti, si esprime con la frase “le sono perdonati suoi peccati perché molto ha amato”. Quel molto non significa “frequentemente o assiduamente” ma intensamente, profondamente, e non può quindi riferirsi a qualcosa di attinente al meretricio ma alla qualità dell’amore. Un amore che è ad un tempo abbandono e donazione; donazione di quel che possiede non potendo far dono di sé al santo e al profeta.

E’ una delle pagine più toccanti, umane ed alte, che sia mai stata scritta.

Al confronto il celebratissimo cantico dei cantici è un lungo ed ampolloso manuale erotico.

Foto di Mario da Pixabay

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