La nuda verità di Mariaceleste de Martino

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È in libreria “Libertà e patate, la mia rivoluzione”: tutta la storia della giornalista Rai punita dall’Ordine per aver posato nuda in un calendario benefico.

Oggi, di fronte alla sospensione dalla professione annuncia nel suo libro: “Io non mi piego. Vado avanti.”

La nuda verità di Mariaceleste de Martino, nuda come la verità. È in libreria per le Edizioni Galassia Arte “Libertà e Patate, la mia rivoluzione”, l’atteso libro-denuncia, con prefazione del ballerino Branko Tesanovic, in cui la giornalista Rai racconta tutta, ma proprio tutta la verità, intorno alla vicenda che da un anno a questa parte sta facendo scalpore nell’ambiente: la punizione da parte dell’Ordine dei Giornalisti per aver posato nuda dieci anni fa per un calendario benefico in cui si denunciavano gli orrori della società.

A maggio 2011 Mariaceleste de Martino viene nominata Commissario d’esame per la prova d’accesso all’Albo dei giornalisti professionisti con tanto di conferma sulla Gazzetta ufficiale. Cinque giorni dopo arriva la sospensione da parte dell’Ordine nazionale seguita dall’avvio di un procedimento disciplinare da parte dell’Ordine del Lazio. Il dito viene puntato contro un fatto avvenuto dieci anni prima, che come conferma il regolamento dell’Ordine è caduto in prescrizione. 

Nel 2002, de Martino realizzò un calendario (foto di Riccardo Schicchi), forte e provocatorio, destinato a sottolineare l’assurdità dei mali del mondo: violenza, terrorismo, guerra, e anche il potere dei media, il cui ricavato fu devoluto ai bambini afghani. 

Mariaceleste ha fatto ricorso contro l’Ordine dei Giornalisti del Lazio che, invece,  ha deliberato di sospenderla dalla professione per 12 mesi, il massimo della pena prima della radiazione.  

Da quell’episodio de Martino ha cominciato una lunga battaglia, tuttora in corso, per il rispetto dei diritti e dei doveri, contro ogni censura in nome della libertà di espressione e di pensiero, che da sempre caratterizza tutta la sua esistenza.

“Punita per essere una precorritrice”, esclama Mariaceleste de Martino. “Il mio libro è quanto mai attuale, facendo riferimento anche alla Primavera araba e alle proteste di nudo tra le quali quelle della famosa blogger egiziana e di una nota giornalista russa contro la censura del regime.

“Io non mi piego e ho il coraggio di battermi, e soprattutto ho la forza di non stare zitta. Vado avanti. Questo è un evento storico. “Mi rivolgerò al tribunale internazionale, al Parlamento europeo, alla legge e all’opinione pubblica del mio Paese di origine. Mi appellerò alle Nazioni Unite. È una questione di diritti umani e di Libertà di espressione e la mia non è altro che una denuncia pubblica delle violenze del mondo espressa nella maniera più violenta che potessi pensare. E ogni tentativo di censurare la mia protesta è un’inaccettabile forma di repressione”.

Nelle pagine del suo libro, de Martino conferma di sentirsi e di essere giornalista a tutti gli effetti e, come tale, pone delle domande: per esempio, per il caso di ‘Piero Marrazzo e i Trans’ l’Ordine dei giornalisti ha aperto un procedimento disciplinare? E nei confronti di Silvia Rocca che faceva interviste e conduceva dei telegiornali nuda? E cosa dire a Enrico Lucci che in un’intervista a Irene Pivetti la seguiva a carponi indossando solo un perizoma?

”Libertà e patate, la mia rivoluzione” è la storia di una giornalista che non si vende e non vende né compra notizie, che non accetta di fare carriera in cambio di nulla, che vive la ricchezza di pensare con la propria testa, che reagisce al sistema di una società spesso perbenista, bigotta e ipocrita, che si ribella a un mondo del lavoro che spesso non è meritocratico e non offre opportunità e sogni, e che si

spoglia nuda per urlare la sua indignazione, per dimostrare che piuttosto che accettare l’antico gioco del “bunga bunga” è pronta a vivere la sua vita nutrendosi di “Libertà e patate”, (che riprende il motto del rivoluzionario francese André Chenier), per non accettare luridi compromessi. Una donna che usa l’arma potente della parola e che adopera la penna come una spada per scrivere scomode verità. Attraverso uno spogliarello, un calendario di nudo, e altre iniziative forti e incisive come un pugno nello stomaco, Mariaceleste de Martino con tenacia e tagliente ironia è felice di essere se stessa, non mollando mai con coraggio e integrità. “Come donna comando io il mio corpo – dice de Martino, che per combattere per i suoi principi si mostra anche nuda in pubblico, “ma mai nel letto del capo”. “Ho scelto Branko Tesanovic in quanto ballerino perché penso che solo chi danza abbia il diritto di ‘sfruttare’ il proprio corpo come mezzo di lavoro”- spiega de Martino – “Il corpo diventa arte e gli si fa onore mostrandolo con la forza della fisicità per comunicare senza il bisogno delle parole, come il giornalismo visivo fatto di immagini che parlano da sé”.

“La parola NUDO provoca delle espressioni sulla faccia delle persone molto diverse da quelle che può suscitare il binomio “nudo-stupro” oppure “nudo-violenza”. E non penso abbia dato fastidio il nudo del mio calendario” riflette de Martino. “ma gli argomenti che ho affrontato. I media italiani non mostrano abbastanza il dolore che causano gli eventi odiosi che vengono riportati. Io sono di cultura anglosassone e quindi molto diretta e schietta e per me il nudo ha tanti significati, oltre a quello sessuale. Nel mio progetto “Libertà e patate” non vi è nulla, ma proprio nulla di erotico o pornografico”.

L’AUTRICE

Mariaceleste de Martino è una giornalista professionista iscritta all’Albo dal 1992. Nata a New York City, americana di quattro generazioni, ha lavorato per varie testate giornalistiche nazionali e internazionali, tra le quali l’Associated Press, Radio Vaticana, L’Opinione, Mediaset, e ABCNews. Attualmente lavora in Rai nella redazione Esteri di Televideo. È stata docente di lingua inglese tecnico-scientifica alla facoltà di Medicina al corso di laurea e diagnostica per immagini all’Università di Tor Vergata, a Roma. Ha pubblicato tre libri: Lulu, quello che non capiscono i grandi, con la prefazione di Brigida Stagno, (Faligi Editore, 2009); Maccaturo, un fazzoletto per la vita, (Sogno Edizioni, 2010), con la prefazione di Heather Parisi; 81 punti di rottura, (Edizioni Haiku, 2011), con la prefazione di Jane Alexander.  

info: edizionigalassiaarte.it – mariacelestedemartino.com

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