Festa per la fine del Ramadan in carcere: la offre un pasticcere ebreo

reginacoeli

L’iniziativa di Sant’Egidio diventa occasione per un gesto di dialogo e riconciliazione. Il 21 agosto, la Comunità di Sant’Egidio ha organizzato la consuetafesta per l’Aid el Fitr, a conclusione del mese di Ramadan, nel carcere romano di Regina Coeli. Più di 80 detenuti di varie nazionalità sono usciti dalle sezioni di reclusione per incontrarsi nella sala biblioteca opportunamente preparata con i tappeti per la preghiera. L’immagine dei saluti tra amici e compagni di detenzione, che si incontravano dopo mesi, è stata commovente, ed ha aperto i festeggiamenti. Sono seguiti un discorso di saluto dei membri della Comunità di Sant’Egidio che da oltre 20 anni svolgono servizio in carcere, dell’amministrazione carceraria, del cappellano.

Ad animare la giornata una quindicina di membri del movimento Genti di Pace, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, che riunisce persone di lingue, etnie e religioni diverse. Youssef Etais, mediatore culturale per il carcere, marocchino, ha guidato la preghiera, moltopartecipata. Dopo la preghiera, il rinfresco a base di tramezzini, torte rustiche, patatine, dolci e bibite.

La novità di quest’anno è che il rinfresco è stato offerto da un pasticcere ebreo, Dolce Kosher, in via Fonteiana, che ha preparato il tutto seguendo rigorosamente la regola kosher, che è molto gradita anche ai musulmani.

Alla celebrazione dell’Aid di quest’anno hanno così partecipato cristiani, ebrei e musulmani, dimostrando che i credenti di diverse religioni possono collaborare per la pace e la concordia tra i popoli. A tutti è stato lasciato come ricordo un’immagine a colori sucartoncino, che conteneva anche gli auguri per l’Aid e tutti gli indirizzi per incontrare la Comunità di Sant’Egidio e il movimento Genti di pace una volta usciti, speriamo presto, dal carcere. (noodls)

Foto: digilander.libero.it

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