Videogiochi. I funghetti di Super Mario erano allucinogeni

Nella nostra vita ne abbiamo sentite ormai di tutti i colori riguardo ai videogiochi. Avrebbero ispirato stragi, omicidi, pazzie e follie individuali. Ad ogni pazzia compiuta da un mediorentale, dietro c’erano le motivazioni ideologiche, le ragioni di quelle compiute dagli occidentali, invece, sono da ricercarsi nell’eccessivo uso di Pac-Man e soci.

L’allarme sociale è da sempre una prerogativa dei media, e sempre a dispetto di un mezzo d’espressione di gran voga: una volta il rock, poi il metal, oggi i videogiochi.

Ultima news: i videogiocatori non sanno distinguere la realtà dalla finzione

Ci sarebbero tutti i presupposti per saltare dalla poltrona della nostra astronave, leggendo una panzana simile. Eppure non è l’ultima: giocare non aiuta a sviluppare le capacità cognitive, come si è sempre pensato. Morale della favola: si tratta di un’esperienza vuota, fine a sé stessa.

Insomma giocare ad un quiz sulla tv ti fa regredire a scimmia violenta, giocare allo stesso quiz su carta stampata invece ti fa diventare un genio. Questa non la beviamo, come disse quello che la faceva in mare.

Ma soprattutto, dove sta scritto che un gioco debba per forza essere educativo, o non violento? Qualcuno si è mai chiesto se Arancia Meccanica fosse educativo, o se Apocalypse Now incitasse alla pace ed alla fratellanza?

E’ tempo che i videogames godano dello stesso rispetto, nel dubbio, diffidate da tutti quelli che ne parlan male.

Il consiglio del mese di Videogiocando: accaparratevi Gears of War 5, costi quel che costi (i capolavori non hanno prezzo), dopodichè, buona strage di alieni a tutti!

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