E i neuroni diventano quasi “reperti archeologici”

neuroniLa neurogenesi è  la capacità delle cellule nervose di riprodursi nel cervello umano e non. Fino ad oggi si pensava che ciò fosse possibile da quando l’individuo nasce fino in età adulta. Poi ognuno di noi, secondo l’ipotesi più accreditata, soprattutto dai neurobiologi, si “teneva” i propri neuroni fino alla morte. Ora però arriva una nuova conferma che ciò probabilmente non è vero.  

La scoperta, che riguarda in particolare l’ippocampo, è avvenuta grazie a una tecnica di datazione al carbonio-14  simile a quella usata in archeologia, sfruttando il fatto che la quantità di questo isotopo radioattivo in atmosfera – e fissato nel DNA dei neuroni – è costantemente aumentata nel secondo dopoguerra a causa dei test nucleari al suolo, per poi diminuire altrettanto costantemente dopo la loro messa al bando.  Secondo questa ricerca nel cervello umano adulto  (ippocampo) nascerebbero ogni giorno circa 1400 nuovi neuroni.

La pratica di testare al suolo gli ordigni nucleari è stata una delle più terribili della Guerra Fredda e ha provocato un numero non calcolabile di vittime umane e di danni all’ambiente. Tuttavia, ha anche portato qualche vantaggio potremmo  dire “secondario”, come dimostra lo studio pubblicato sulla rivista  “Cell”  (Giugno 2013) da un gruppo internazionale di ricercatori, guidati da K. L. Spalding. Questi ricercatori  hanno utilizzato la radioattività per stabilire che anche nell’essere umano, un numero significativo di neuroni dell’ippocampo, una regione cerebrale cruciale per la memoria e l’apprendimento, viene generato in età adulta. Questa  scoperta potrebbe mettere la parola fine al lungo dibattito sulla “questione della neurogenesi”, che è possibile quantificare nei topi ma non negli esseri umani a causa dell’invasività delle indagini necessarie.

L’abbondanza di questo isotopo radioattivo in atmosfera terrestre è aumentata a partire dal 1945 in seguito ai test nucleari che venivano effettuati al suolo, per poi diminuire costantemente dopo la loro messa al bando, in vigore dal 1963. Il carbonio entra nella catena alimentare attraverso le piante e viene fissato nel DNA ogni volta che si forma un nuovo neurone. I neuroni possono così essere datati come se fossero reperti archeologici.  Misurando la concentrazione di carbonio-14 nel DNA dei neuroni umani, si è dimostrato che più di un terzo di quelli dell’ippocampo vengono regolarmente rinnovati per tutto il corso della vita.

Dunque ogni giorno, nell’adulto, si aggiungono circa 700 nuovi neuroni per ogni ippocampo, con un ricambio annuale totale che si aggira intorno all’1,75 per cento e che declina solo leggermente con l’età. Questa è la prima prova sperimentale che la formazione di nuovi neuroni può contribuire alla funzione cerebrale anche in età adulta.

Dunque le Neuroscienze sono in continua evoluzione e a volte possono “scardinare” precedenti conoscenze date per scontate dai neurologi e dai neurobiologi. Fino a ieri si diceva che ” i neuroni  non si riproducono mai, nasci e muori con le stesse cellule cerebrali”. Da oggi sappiamo probabilmente che non è più così.

Dr. Gherardo Tosi

Psicologo Psicoterapeuta

00152 Roma

E. mail : tosighe@libero.it

Foto : dentroilfatto.altervista.com

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