I bambini fissano la “sclera” per leggere i segnali sociali

10469769_872767899408636_2669515615747500539_nLa ricerca nel campo delle Neuroscienze è spesso curiosa, stimolante ed affascinante come sempre. In uno studio sviluppato presso il Max Planck Institute per le Scienze Cognitive Umane di Lipsia (Germania) assieme al Dipartimento di Psicologia  dell’Università della Virginia (USA), a firma di Sarah Jessen e Tobias Grossman, è stata fatta un’interessante scoperta.

L’articolo è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS (Proceedings Of the National Academy of Sciences) nell’Ottobre 2014.

I ricercatori sostengono che i risultati ottenuti permetterebbero di fornire una base per la comprensione delle capacità socio-cognitive precoci negli esseri umani.

L’occhio ha un ruolo significativo nell’espressività di un volto ed ad esempio un occhio spalancato, mostrando una maggiore quantità di bianco della sclera, può indicare la paura o la sorpresa. Oppure quando l’occhio è semichiuso può esprimere felicità, gioia, riso.

Nello studio hanno utilizzato come strumento l’EEG (Elettroencefalogramma) per misurare l’attività cerebrale di bambini con solo 7 mesi di vita e sono stati usati i Potenziali Evocati (ERPs). Diamo qui anche una definizione di cosa sono i Potenziali Evocati.

I Potenziali Evocati sono esami che studiano le risposte del Sistema nervoso centrale ad uno stimolo sensoriale, analizzando le vie nervose che dalla periferia portano le informazioni verso il cervello. Sono esami non invasivi salvo in rari casi in cui si rende necessario l’uso di sottili aghi monouso e non producono effetti collaterali. In relazione all’organo sensoriale stimolato si possono ottenere: potenziali evocati somato-sensoriali (PESS), visivi (PEV) e acustici (PEA) (Fonte Wikipedia).

Ma cosa hanno scoperto i nostri neuroscienziati?

I bambini leggerebbero inconsapevolmente il bianco degli occhi (la sclera) per identificare i segnali sociali. Nello studio i bambini hanno indossato un caschetto EEG, come si vede nella foto in alto, e sono stati monitorati per un certo numero di minuti ma ancora comunque  non è chiaro se la capacità di distinguere inconsciamente tra i diversi segnali indicati dagli occhi esista nelle prime fasi di sviluppo.

Comunque come sostiene uno degli autori della ricerca, il dr. Grossmann, “il nostro studio fornisce la prova che glie esseri umani possiedono processi cerebrali specifici che consentono di rispondere in maniera automaticamente ai segnali degli occhi”.

Ed ancora :” il loro cervello ha chiaramente risposto agli stimoli sociali veicolati attraverso gli occhi, il che indica anche senza consapevolezza cosciente, i neonati sono in grado di rilevare segnali sociali sottili”.

I neonati che hanno partecipato all’esperimento erano seduti in braccio ai loro genitori durante le prove. Durante le prove sono stati utilizzati, come già detto, non solo occhi spalancati o semi.chiusi ma anche sguardi diretti ed indiretti.

Insomma questi bambini mostrano grandi capacità già nei primi mesi di vita, questo a conferma del forte sviluppo neuronale e plasticità che caratterizza il loro encefalo.

Ancora una piccola scoperta affascinante. Avanti così Neuroscienze.

Dr. Gherardo Tosi

Psicologo – Psicoterapeuta

00152 Roma

E.mail : tosighe@libero.it

Foto: University of Virginia

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