Canonizzazione dei due Papi con polemiche per il caso Orlandi

papiRoma – Secondo la stampa vaticana, sono circa 800mila i fedeli accorsi nella capitale per la canonizzazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII e non appena Papa Francesco ha proclamato santi i due Papi, leggendo la formula in latino, si è scatenato l’entusiasmo collettivo.

Ma ecco come si è svolta la giornata.

Alle 9,30 sono stati aperti i varchi di Piazza San Pietro, per consentire ai pellegrini, (la maggior parte di essi hanno dormito nelle zone antistanti), di entrare nel colonnato. In men che non si dica, tutti gli spazi a disposizione sono stati occupati dai fedeli. Mentre lungo tutta la via della Conciliazione sono stati posizionati diversi maxischermi per permettere a tutti i partecipanti di assistere all’evento.

Molti fedeli hanno partecipato alle veglie di preghiera presso le chiese romane, dove hanno cantato e pregato tutta la notte. Il gruppo giù folto era composto dai pellegrini polacchi, accorsi in massa per celebrare la canonizzazione del loro amatissimo Papa.

Durante la notte circa 30 persone sono state colte da malore e accolte dai volontari della Croce Rossa.

Per garantire la sicurezza, sono stati dispiegati 26 mila volontari e 10mila uomini delle forze dell’ordine; 16 presidi medici e 77 ambulanze.

Alle 9,45 il Papa ha fatto ingresso sul sagrato, mentre le delegazioni, composte da 24 tra capi di Stato e sovrani, dieci capi di governo, tra cui il Presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy e consorte, prendevano posto.

Francesco è arrivato in piazza San Pietro, dopo aver percorso il sagrato della basilica in processione, mentre poco prima il presidente Napolitano si era intrattenuto con il Pontefice “dimissionario” Ratzinger. Presente anche il Sindaco di Roma, Marino, arrivato in Vaticano con l’immancabile bicicletta e il Premier Matteo Renzi, accompagnato dalla moglie e dall’arcivescovo tedesco Geogre Gaenswein, prefetto della Casa Pontificia.

Al Pontefice sono stati consegnati i reliquiari dei due santi: uno è stato portato da Floribeth Mora Diaz, la costaricana guarita miracolosamente per intercessione di Giovanni Paolo II, contenente una piccola ampolla di sangue per Papa Wojtyla, quello per Papa Roncalli, un pezzo di pelle.

Subito dopo la lettura con cui è stata proclamata la canonizzazione, Bergoglio è corso ad abbracciare Benedetto XVI, poi la funzione è proseguita.

Francesco ha soprattutto sottolineato le caratteristiche dei due Pontefici, definendo Wojtyla “il Papa delle famiglie” e Giovanni XXIII “il Papa della docilità allo spirito”. Ha altresì voluto insistere sul coraggio di questi due “Papi e dalle sofferenze, che hanno pertanto dato”testimonianza alla Chiesa e al mondo della bontà di Dio, della sua misericordia”. Poi ha proseguito “sono stati sacerdoti, vescovi e papi del XX secolo. Ne hanno conosciuto le tragedie, ma non ne sono stati sopraffatti. Più forte, in loro, era Dio; più forte era la fede in Gesù Cristo Redentore dell’uomo e Signore della storia; più forte in loro era la misericordia”.

A “disturbare” l’atmosfera di festa, in maniera silenziosa e civile, è stata la protesta di alcuni esponenti a sostegno di Emanuela Orlandi, la giovane cittadina vaticana, scomparsa all’interno delle mura leonine il 22 giugno 1983. Dopo più di 30anni, da quel giorno amici e i parenti aspettano ancora di avere chiarezza sulla misteriosa scomparsa. Ricordiamo che la famiglia Orlandi non hanno mai avuto risposta, né durante il pontificato di Giovanni Paolo II, né nei successivi; mai sono stati ricevuti dai Pontefici, né tantomeno sono state prese in considerazione le firme raccolte per la petizione “Verità per Emanuela Orlandi”. orlandi

Oggi in via Traspontina, una centralissima strada nei pressi di Borgo Pio, è stata fatta calare l’immagine assai nota della 15enne scomparsa, tra l’indifferenza dei passanti interessati soprattutto alla santificazione dei Papi piuttosto che a conoscere i segreti oscuri che, in questo caso, macchiano la cosiddetta integrità del Vaticano.

di Simona Mazza

 

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