
Il 29 Ottobre è venuto a mancare, in seguito a un’infezione polmonare, all’età di 80 anni, uno dei più grandi innovatori della scena musicale napoletana e italiana degli ultimi 60 anni: il grande James Senese. Nato a Napoli, il 6 Gennaio 1945, era figlio di James Smith, soldato afro-americano della 92nd Infantry Division, e di Anna Senese. Era la fine della Seconda Guerra Mondiale e il padre venne rischierato nel capoluogo campano in seguito allo sbarco di Salerno. Ed è proprio in quel contesto che nasce James Senese. James Smith, dopo 2 anni, abbandonò la famiglia e il figlio crebbe con il nonno Gaetano e la madre nel quartiere di Miano. James Senese respira musica sin da bambino, grazie ai dischi di swing, jazz, boogie-woogie portati dai soldati americani durante la guerra. A 12 anni riceve dalla madre, come regalo, un sassofono, e saranno gli album di grandi artisti jazz come John Coltrane e Miles Davis a forgiare il suo suono e a farlo crescere musicalmente.
Nel 1961 conobbe l’amico Mario Musella, grande voce italiana di ispirazione soul, con il quale fonderà gli Showmen, gruppo che portò le sonorità soul e R&B nella musica italiana, dopo alcune brevi esperienze in band come Gigi & I Suoi Aster e Vito Russo e i 4 Conny. Il gruppo di Mario Musella e James Senese inciderà un album nel 1968 e un paio di singoli tra cui “Un’Ora Sola Ti Vorrei”, brano del 1938 che fu negli anni ‘90 coverizzato da Giorgia su consiglio del mitico e indimenticabile Pino Daniele, “Sto Cercando”, “Tu Sei Bella Come Sei”, “Gloria, Ricchezza e Te” e un’ottima rilettura soul della poesia di Salvatore Di Giacomo “Marzo”.
La band si scioglie dopo pochi anni e dopo la breve esperienza con gli Showmen 2, James Senese fonda, insieme a Franco Del Prete, il gruppo jazz-rock-fusion dei Napoli Centrale. E noi oggi, con la nostra macchina del tempo della musica, vogliamo portarvi nel 1975 parlando del primo album eponimo della band. ll disco fonde testi in napoletano con sonorità black, lanciando messaggi dal forte impatto sociale. Il sax di James Senese è il protagonista assoluto, è come un’estensione della sua voce graffiante e ricca di soul, un sax che porta tutta la rabbia, il dolore e il blues dell’indimenticabile musicista partenopeo. Le condizioni critiche dei braccianti agricoli vengono denunciate nel singolo “Campagna”, mentre la problematica dell’emigrazione e dello spopolamento dei paesi viene trattata in “A Gente ‘E Bucciano”. La corruzione, i giovani che scappano, gli ultimi e i deboli vittime del potere sono invece trattati in “Viecchie, Mugliere, Muorte e Criaturi”, ma non è da meno nemmeno “O’ Lupo S’Ha Mangiato A’ Pecurella”, un altro pezzo di critica al sistema politico.
James Senese si può fregiare del titolo di “re del Neapolitan Power”, corrente nata a Napoli negli anni ‘70 che mescola la lingua e la musica napoletana con varie sonorità della black-music, un movimento che ha aperto la strada a grandi artisti della scuola partenopea come Edoardo Bennato, Pino Daniele, Enzo Avitabile, Teresa De Sio ed Enzo Gragnaniello, tanto per citare alcuni nomi, un vero esempio di sincretismo che ha dato voce ai disagi e delle popolazioni di Napoli e del Meridione, grazie a una contaminazione sonora dal grande impatto artistico e che tuttora continua a fare proseliti, basti pensare a nomi come i Nu Genea, Bassolino o i Pellegrino & Zodyaco, tra i nuovi portavoce della scena napoletana capace di unire tradizione e modernità. Il sassofonista napoletano vanta anche collaborazioni di primo piano con artisti come Gil Evans, Ornette Coleman, Lester Bowie, Bob Marley (per il quale ha aperto i concerti nel 1980, insieme a Pino Daniele), Art Ensemble Of Chicago, Tullio De Piscopo, Roberto Simone della Nuova Compagnia di Canto Popolare, tra gli altri.
La produzione solista di James Senese inizia nel 1983 con l’album omonimo, per poi proseguire con “Il Passo del Gigante”(1984) e “Alhambra”(1988). Nel 1990 James venne insignito dagli statunitensi, durante un concerto all’Apollo Theatre di New York, del titolo di “Brother In Soul”, appellativo riservato in genere a pochi artisti, e l’anno successivo pubblicò l’ottimo album “Hey James”, lavoro di soul napoletano verace e intimista dedicato al padre, seguito dall’altrettanto pregevole “Ngazzate Nire”, opera in cui torna più agguerrita che mai la sua rabbia per le storture della società contemporanea. La sua produzione prosegue con lavori ineccepibili fino a questo 2025, con la pubblicazione dell’album “Chesta Nun é A Terra Mia”, suo vero testamento artistico.
Grande merito di James Senese è stato quello di aver saputo unire due mondi, gli States e il Mediterraneo, grazie a una musica che ha rifiutato l’oleografia e ha composto e scomposto Napoli con le varie forme di black-music, mostrandosi sempre attento al mondo che lo circondava, denunciandone le varie problematiche senza mai risultare retorico. Il suo è stato un suono cosmopolita, rispettoso della tradizione, ma allo stesso tempo proiettato verso il presente e il futuro, musica che ha ispirato tanti artisti, ieri come pure oggi.
Fonte foto: pagina Facebook dell’artista
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