Incontro con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri

Incontro

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Abbiamo avuto la possibilità di incontrarlo grazie all’iniziativa dell’Associazione Visione Roma. L’incontro si è tenuto nella splendida cornice del Fauno Urban Resort. Trattasi di uno splendido villino all’Aventino progettato negli anni sessanta dall’arch. Lucio Passarelli. Ha fatto gli onori di casa Claudio Minelli, Presidente dell’associazione organizzatrice dell’evento. Prioritariamente, Minelli ha illustrando al sindaco le iniziative del sodalizio da lui presieduto, attinenti ai problemi della Capitale.

Visione Roma – ha esordito Minelli – pone al centro del dibattito l’urbanistica, intesa come rigenerazione del territorio. Ha allestito su tale argomento un forum con il comune di Milano ed altri su alcuni interventi significativi. I prossimi saranno sulla riqualificazione delle carceri di San Vittore e di Regina Coeli. L’associazione condivide la necessità che debbano attribuirsi maggiori poteri a Roma Capitale. Anche (ma non soltanto) attraverso le procedure di modifica costituzionale attualmente all’esame del Parlamento.

Inoltre, all’attenzione di Visione Roma è il rapporto con le nuove generazioni in funzione educativa. A tal fine ha in essere percorsi formativi presso alcuni licei di Roma. L’associazione ha poi organizzato Il concorso fotografico per giovani dedicato al compianto Gianni Borgna. A margine dell’incontro sono infatti intervenuti i tre ragazzi vincitori del concorso, regalando al sindaco le foto da loro scattate.

Il sindaco concorda, Roma sta attraversando un periodo di miracolosa crescita

Detto ciò il presidente dell’associazione ha dato inizio alle domande. Roma – ha premesso – sta finalmente attraversando un periodo di crescita miracolosa. Ciò va principalmente a merito di chi la sta guidando, ma non solo. Si chiede, pertanto: «Riuscirà Roma a mantenere questa velocità, con la fine dei finanziamenti del Giubileo e del Pnrr?».

Il sindaco si è dichiarato d’accordo del fatto che la sua Giunta abbia contribuito in maniera rilevante al percorso di crescita della città. Lo ha fatto mettendo in campo tutte le risorse a disposizione e reperendone altre. Non solo Pnrr e Giubileo ma anche quelli inutilizzati delle precedenti amministrazioni. La riforma costituzionale può concorrere a proseguire tale percorso. Soprattutto, però, è contestualmente necessaria l’approvazione della legge ordinaria per la sua concreta attuazione.

Tale legge, attualmente in discussione alla Camera, dovrà prevedere delle apposite risorse per finanziare le nuove funzioni. Inoltre dovrà compensare il sotto finanziamento delle funzioni attuali. L’amministrazione sta premendo in tal senso anche collaborando alla sua stesura definitiva. Il sindaco si è dichiarato ottimista che questa scossa possa generare un meccanismo positivo e virtuoso anche per i prossimi anni.

Secondo il sindaco esistono sufficienti margini di tempo per la riforma costituzionale

Ha preso poi la parola il vice Presidente dell’associazione prof. Piero Sandulli. A suo parere, difficilmente il Parlamento sarà in grado di “partorire” la legge costituzionale su Roma Capitale. Quanto meno prima della fine della presente legislatura. Ha proposto pertanto di avviare un primo decentramento di poteri verso le municipalità, a Costituzione invariata. Operando, ad esempio, sulla base delle deleghe dalla Regione Lazio già previste dalla legge ordinaria. «In tal modo – ha proseguito – si potrebbe creare in tempi logici un primo livello di decentramento decisionale, verso le municipalità».

Il sindaco ha concordato sul fatto che le competenze di cui necessita Roma Capitale siano non tanto legislative ma tendenzialmente amministrative e finanziarie. Quest’ultime potrebbero già essere attribuite a Roma con legge ordinaria in base all’art. 114, Cost. La scelta “bipartisan” è stata però quella della riforma costituzionale. Ciò consentirebbe a Roma Capitale l’esercizio anche di competenze legislative.

Il sindaco non ritiene che l’esercizio di tali competenze possa avere un effetto negativo. Soprattutto perché il testo concordato attualmente in Parlamento prevede poche competenze legislative. Roma, infatti, sarà un comune plus, ma resterà a far parte della Regione Lazio e della Città metropolitana. Avrà autonomia finanziaria così come definito dalla legge ordinaria di cui si è fatto cenno. Su tali basi – secondo il sindaco – esistono ancora sufficienti margini per l’approvazione della modifica costituzionale entro la fine della presente legislatura.

Turismo e investimenti, secondo il sindaco, hanno generato un incremento esponenziale del pil

Gabriele Gandelli, tesoriere e responsabile di settore dell’associazione ha rilevato che negli ultimi tre anni si è assistito nella città a un sensibile sviluppo del settore industriale. In particolare del settore aerospaziale (satelliti per comunicazioni, ed intelligenza artificiale). Ha chiesto pertanto al sindaco proposte su come attrarre i capitali per lo sviluppo industriale complessivo. Soprattutto quali siano le azioni del Comune in concerto eventualmente con il Governo, la Regione e la UE.

Il sindaco ha fatto presente che gli investimenti, aumentati in modo esponenziale, hanno portato un incremento significativo del Pil. L’incremento è stato generato anche dalla crescita turistica. Anche nei prossimi anni l’amministrazione ha impostato una serie di investimenti pubblici e favorito quelli privati (urbanistica ecc.). In tal senso si stanno impostando le progettazioni – che il governo richiede – per ottenere altri finanziamenti pubblici. A breve partiranno i cantieri di tutta la metro C sino a Farnesina. Al Tecnopolo Tiburtino, Roma Capitale vuole affiancare il Rome Technopole di Pietralata.

Il Comune sta già allestendo degli incubatori dove si sostengono le PMI e le Start up. Sono/saranno ubicati a S. Maria della Pietà, Tor Bella Monaca e Corviale. L’amministrazione vuole però realizzare dei grandi hub, dove le nuove imprese possano fruire di conoscenze, assistenza, finanziamenti, anche grazie ad economie di scala, ecc. Sul sistema industriale il riferimento principale è e resterà lo Stato e non la Regione. Così come per altre questioni rilevanti (ad es. l’importo del biglietto del tram). Per questo è necessario che la legge ordinaria preveda materie da trasferire al Comune a prescindere dalle attuali competenze regionali. Soprattutto sono necessarie fonti statali di finanziamento.

Notevole il recupero dell’evasione fiscale, in particolare TARI

Giovanni Masia, consulente aziendale ha sottolineato come il Bilancio 2026 – 2027 abbia previsto un sensibile recupero di arretrati. Altri recuperi sono giunti dal contrasto all’evasione delle principali voci di entrata tributaria ed extra – tributaria. Sono quelle derivanti da IMU, TARI e violazioni al codice della strada. Tutto ciò per supplire alla mancanza delle risorse finanziarie straordinarie (Pnrr e Giubileo 2025), per il prossimo triennio.

Ha chiesto perciò se il livello di spesa da destinare ai servizi per il bilancio comunale 2026 possa essere perseguito da un’azione interna alle strutture dell’amministrazione. E, in proposito, quali siano le strategie a cui l’amministrazione pensa per una soluzione strutturale della questione.

Il sindaco ha confermato che, per quanto riguarda le entrate, Roma Capitale ha investito sulle risorse interne. Ciò ha generato un recupero notevole dell’evasione. Risultati notevoli (300 mln Euro) si sono avuti nel recupero della TARI. Il processo va incrementato. È però difficile gestire questo know-how senza una conoscenza del panorama economico-produttivo della città.

Il sindaco è disponibile ad ampliare l’informazione alimentare ai cittadini

Ha preso poi la parola Gianfranco Piccioni, vicepresidente del Consiglio del Cibo di Roma e responsabile del settore alimentazione di VR. Ha riconosciuto al sindaco il merito di aver posto l’agricoltura e il cibo al centro del proprio programma. Si chiede allora: «Perché non provare, nell’ottica della difesa dei produttori, ad allestire eventi importanti sul cibo, ad esempio, sullo slow food?». Ha chiesto inoltre di attuare l’esistente piano alimentare, finalizzato all’educazione al cibo di qualità, allestendo appositi spazi educativi per i cittadini.

Il cibo – secondo il sindaco Gualtieri – è un tema molto affascinante. Attiene alla salute e non soltanto alla filiera della produzione agricola. Si è dichiarato disponibile a raccogliere l’idea della formazione alimentare. Tale funzione va recuperata senza prestare ascolto a dottrine sostanzialmente antiscientifiche. Roma Capitale sta perseguendo questo obiettivo anche con il nuovo bando sulle mense scolastiche. «Migliorare la qualità delle mense scolastiche significa migliorare l’alimentazione di centinaia di migliaia di ragazzi/bambini».

Le nostre segnalazioni sulle politiche abitative, della formazione professionale e del lavoro

Giunto il nostro turno per porre domande al sindaco, ci siamo voluti riallacciare al discorso sul nuovo ruolo istituzionale di Roma Capitale. Abbiamo segnalato due settori che necessiterebbero di maggiori poteri in capo all’attuale comune. Nel merito: le Politiche abitative e le Politiche della Formazione e del Lavoro. Roma Capitale, infatti, non gestisce tutti gli alloggi popolari del suo territorio. Quelli dell’ATER (di competenza regionale), infatti, costituiscono i due terzi del totale. Inoltre, li gestisce in base al regolamento per l’assegnazione degli alloggi della Regione Lazio, valido per comuni insignificanti rispetto a Roma.

Analogamente gli studentati universitari, attualmente gestiti dall’ente regionale Disco Lazio. La modifica delle norme tecniche di PRG che autorizza la realizzazione di cubature in aree di riqualificazione/recupero è un merito di questa amministrazione. Essa consente l’acquisizione di una quota di alloggi da destinare a social housing. Ma ciò non basta: diversamente non ci sarebbero in graduatoria migliaia di famiglie in attesa di alloggi popolari.

Stesso discorso, nel settore delle politiche della Formazione e del Lavoro, Roma Capitale non gestisce l’intera filiera. La ex-Provincia infatti gestisce i finanziamenti pubblici destinati alla Formazione Professionale per delega della Regione. Così come la gestione del Centro per l’Impiego di Roma pur essendo la Capitale il polo occupazionale di attrazione di tutta la Regione.

Conclusione dell’incontro

Il sindaco ha risposto che con il testo di riforma costituzionale saranno attribuite a Roma anche delle competenze normative, in particolare quelle regolamentari. Uno dei settori principali che saranno regolamentati è quello concernente l’edilizia residenziale pubblica (ERP). Oltre alla potestà regolamentare, quindi, passerebbero al Comune anche l’ATER e gli studentati.

Ha premesso però che oltre alle competenze, a Roma Capitale servono le risorse. Per la parte ERP servono risorse pubbliche per reperire 20.000 alloggi popolari. Per il social housing (ERS), a canone d’affitto intermedio, servono 30.000 alloggi. Altri 20.000 dovranno essere messi in affitto a canone di mercato libero. Anche le altre questioni segnalate, concernenti le politiche della formazione e del lavoro dovranno e potranno essere risolte con la legge ordinaria e la potestà regolamentare.

L’incontro si è concluso con un breve rinfresco offerto dall’associazione organizzatrice. Ad esso, però, il sindaco non ha partecipato, dichiarandosi a dieta.

Foto di Jonni da Pixabay

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

Per inserire il commento devi rispondere a questa domanda: *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.