Rieletto Napolitano, Grillo: “Colpo di Stato”

Napolitano_csmAl settimo scrutinio è stato rieletto Napolitano. Si crea così  un precedente storico: non era mai accaduto infatti  nella storia della nostra repubblica che un presidente venisse riconfermato al Colle.

Ecco la cronaca degli avvenimenti accaduti a apartire dalle 15 del pomeriggio:

Fuori da Montecitorio e in tutte le piazze d’Italia è il caos totale: i cittadini per la prima volta, gridano il nome di Rodotà, divenuto il “candidato” di bandiera su cui converge l’opinione pubblica da destra , inclusa  Casapound a sinistra,( di cui è stato in passato un esimio rappresentante). “Rodotà senza se e senza ma”, “Rodotà for president” “ no all’inciucio” sono alcuni degli slogan dei manifestanti. Per una volta tutti sono d’accordo e si assiste addirittura al rogo delle tessere dei militanti Pd, nauseati dalla linea politica adottata dai padri fondatori.

Sel, Fabrizio Barca e Grillo escono alla scoperta e affermano che il loro voto andrà al giurista cosentino, mentre Amato, l’altro dei “papabili” non sarà votato dalla Lega. Maroni è contrario a Prodi, Monti e Amato e invoca un presidente del Governo di “questi tempi”. Ignazio La Russa ,( Fratelli d’Italia)non voterà Napolitano, temendo un “governo d’ammucchiata” e la preferenza simbolica andrà a Ultimo, il capitano dei carabinieri che arrestò Riina. Grillo e il sindaco di Bari parlano addirittura di un “inciucione” tra Pd e Pdl e in questo momento l’ex comico sta per arrivare a Roma per sostenere ulteriormente il suo appoggio a Rodotà.  Grillo scrive che “è in atto un Colpo di Stato” e che è in pericolo la democrazia. Alle 1930 piazza Montecitorio sarà invasa dai grillini che, stando alle parole del vicepresidente della camere Di Maio (M5s) saranno egregiamente organizzati, in modo da evitare di intasare la piccola piazza.

Vendola afferma che il vero vincitore delle elezioni è Berlusconi, causa l’autogol della sinistra che continua a sbagliare mosse elementari, Bindi rassegna le sue dimissioni, Bersani ha affermato che dopo l’elezione del Presidente rassegnerà le dimissioni e Prodi infuriatissimo, ritira la sua candidatura.

Insomma il Pd si è frantumato, ma c’è chi giura come Matteo Renzi, che si tratta di nuvole passeggere e che la situazione si normalizzerà dopo l’elezione del Presidente.

Assisteremo alla nascita di una nuova forza politica di sinistra? Ancora non c’è nulla di certo, ma l’ipotesi sembra assai probabile. Certo è che la frattura fra l’ala renziana e quelle bersaniana sembra difficilmente risanabile.

Bersani chiede di votare Napolitano e si perde una larga fetta di elettorato, che probabilmente confluirà a Sel.

Alla resa dei conti si è confermato Napolitano che nonostante la stanchezza mentale e fisica, si è immolato per il bene dell’unità d’Italia. Di fatto siamo in una Repubblica presidenziale.

Intanto le reazioni fuori e dentro Montecitorio sono forti: Grillo continua a gridare al “golpe”, Grasso e Boldrini lo riprendono severamente, gli italiani non sembrano convinti, ma la “casta” ha decretato la continuità con il passato. La piazza è gremita di bandiere da Rifondazione comunista a quella del 5 stelle e la gente continua a chiedere Rodotà for president nonostante la vittoria di Giorgio Napolitano

Adesso ci si chiede:chi andrà a fare le consultazioni e come sarà formato il nuovo governo, dal momento che i segretari sono dimissionari? Anche questo è un mistero.  Se Napolitano non dovesse mettere d’accordo gli esponenti politici, dovrà necessariamente sciogliere le camere e indire nuove elezioni. Insomma siamo solo all’inizio della fine o stavolta sarà la fine dell’inizio? Ai posteri l’ardua sentenza

di Simona Mazza

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