
All’Olimpico, davanti a 65mila spettatori, la Roma batte 2-0 lo Stoccarda e si gode una notte europea che le offre buone possibilità di accesso diretto agli Ottavi di finale.
Il 2-0 sullo Stoccarda, maturato al termine di una gara tesa e rimasta aperta fino ai minuti finali, vale tre punti decisivi nella penultima giornata della fase a gironi di UEFA Europa League e rilancia i giallorossi nella corsa alla qualificazione diretta agli ottavi.
Alla vigilia le due squadre si presentavano appaiate a quota 12 punti, immerse in un girone estremamente equilibrato, dove ogni dettaglio poteva fare la differenza tra l’accesso diretto agli ottavi e il passaggio dai playoff. Il match dell’Olimpico, inoltre, non aveva precedenti: Roma e Stoccarda non si erano mai affrontate prima in una competizione europea ufficiale. Novanta minuti senza storia alle spalle, ma con molto futuro in palio.
Un primo tempo di equilibrio e crescita
La Roma sceglie un 3-4-2-1, affidandosi a Ferguson come riferimento offensivo e alla qualità tra le linee di Soulé e Pellegrini, di nuovo capitano. Lo Stoccarda risponde con un 4-2-3-1 compatto, aggressivo, costruito su intensità e verticalità.
L’impatto iniziale è tedesco: possesso ordinato, ritmo alto, una prima conclusione di Mittelstädt che non impensierisce. La Roma osserva, prende le misure, poi comincia lentamente a guadagnare campo. Soulé accende la manovra con una conclusione alta e con un paio di ricezioni tra le linee che rompono l’assetto avversario. Pellegrini prova a cucire, cercando inserimenti e profondità.
Intorno alla mezz’ora lo Stoccarda costruisce la sua fase migliore: prima una conclusione di Führich dal limite, poi un’occasione ravvicinata di Leweling, entrambe neutralizzate da uno Svilar sempre attento. Il match resta in equilibrio, ma l’inerzia cambia nel finale di frazione.
La Roma chiude il primo tempo in crescita, sfruttando gli spazi che gli ospiti iniziano a concedere. Pellegrini costringe Nübel a una parata impegnativa, poi arriva l’episodio che spezza la partita: al 40’, su un inserimento perfettamente letto, Niccolò Pisilli attacca l’area e viene servito con precisione da Matías Soulé. La conclusione sotto la traversa batte il portiere tedesco e porta avanti i giallorossi.
È un gol che conferma una tendenza precisa: la Roma colpisce spesso nei minuti finali del primo tempo e lo fa con un centrocampista giovane, sempre più centrale nel suo sistema. All’intervallo è 1-0, al termine di una frazione equilibrata ma chiusa con maggiore lucidità dai padroni di casa. In tribuna, a osservare la scena, anche Francesco Totti, tornato all’Olimpico per la notte europea.
Ripresa all’insegna della resistenza
Lo Stoccarda rientra in campo con un atteggiamento aggressivo. Nei primi minuti della ripresa attacca con continuità, cercando profondità e calci piazzati. Undav si rende pericoloso più volte, Leweling prova dalla distanza, Assignon costruisce una delle occasioni più nitide con un diagonale bloccato in tuffo da Svilar.
La Roma risponde a tratti, soprattutto in ripartenza, ma il baricentro si abbassa progressivamente. La partita si trasforma in una lunga fase di resistenza: lo Stoccarda spinge, la Roma difende, gestisce, spezza il ritmo quando può. Le sostituzioni confermano questa lettura, con innesti mirati a reggere l’urto e a mantenere equilibrio.
Negli ultimi venti minuti la pressione tedesca diventa costante. Una conclusione ravvicinata di Demirović costringe Svilar a un intervento decisivo, mentre l’assalto finale schiaccia i giallorossi nella propria metà campo. Il risultato resta in bilico più per il punteggio che per il controllo emotivo: la Roma soffre, ma non perde lucidità.
Nel finale Pisilli firma la doppietta
Concessi cinque minuti di recupero, lo Stoccarda prova l’ultimo assalto. È in quel momento che la partita cambia definitivamente volto. Al 93’ la Roma non si limita a difendere: riparte, trova spazio, colpisce. Paulo Dybala serve ancora Pisilli, che attacca l’area con tempi perfetti e supera Alexander Nübel con freddezza.
È la doppietta che chiude la gara, ma anche il gesto che trasforma un secondo tempo di sofferenza in una vittoria piena, netta, definitiva.
Il valore del 2-0
Il successo permette alla Roma di restare pienamente in corsa per la qualificazione diretta agli ottavi di finale, evitando il passaggio dai playoff e rimettendo il proprio destino europeo nelle proprie mani. In una gara rimasta a lungo equilibrata, la differenza emerge nei momenti chiave, quando la Roma riesce a essere più concreta e a colpire appena l’avversario espone il fianco.
È una vittoria che pesa per la classifica, ma ancora di più per il modo in cui prende forma: dentro una partita complessa, contro un avversario organizzato, in una notte carica di tensione e attenzione.
Una vigilia ad alta tensione
Fuori dal campo, la partita è stata preceduta da una vigilia complessa sul piano dell’ordine pubblico. Nella serata precedente all’incontro, secondo le diverse ricostruzioni, un gruppo di tifosi tedeschi sarebbe stato aggredito in un pub di Trastevere da persone incappucciate. Due i feriti segnalati, uno dei quali colpito alla spalla.
Nelle ore successive si sono susseguiti controlli, cortei monitorati e interventi preventivi. Circa 1.500 tifosi dello Stoccarda hanno sfilato nel centro cittadino, mentre in diverse zone della capitale sono stati intercettati gruppi considerati a rischio. Alla barriera di Roma Nord sono stati fermati pullman con materiale potenzialmente pericoloso.
Per la serata dell’Olimpico è stato predisposto un imponente dispositivo di sicurezza, con centinaia di steward, un migliaio di agenti e navette dedicate per i tifosi ospiti. Al momento del calcio d’inizio, tuttavia, la situazione è rimasta sotto controllo, senza incidenti segnalati.
Ciò che resta
La notte dell’Olimpico si è mossa su due piani paralleli. Da un lato il campo, con una partita dura, lunga, risolta solo nel finale. Dall’altro la città, osservata e presidiata, attraversata da tensioni contenute ma costanti.
Alla fine resta il risultato. Un 2-0 che racconta una Roma capace di soffrire, di attendere e di colpire nel momento decisivo. Non solo una vittoria europea, ma una prova di maturità, dentro e fuori dal momento più fragile della partita.
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