30 anni di “Spirito Divino” di Zucchero

30 anni

Quest’anno ha celebrato i suoi 30 anni di pubblicazione uno degli album più importanti del cantautore e musicista emiliano Adelmo Fornaciari, in arte Zucchero, intitolato “Spirito Divino”. Inciso tra New Orleans, Los Angeles e Modena, questo disco ci offre una scaletta esplosiva di 10 brani a cavallo tra la tradizione cantautoriale italiana mediterranea e le vitalissime e grintose sonorità del blues, del soul, del funk e del rock.

Basta anche scorrere tra i crediti i grandi nomi altisonanti del rock e del pop internazionali e dintorni per capire le ambizioni di questo lavoro, e tra questi bisogna annoverare Stewart Copeland (noto batterista dei Police), Jeff Beck, Sheila E (negli anni ‘80 percussionista e batterista del mitico Prince), Clarence Clemons (storico sassofonista di Bruce Springsteen), Leo Nocentelli (del gruppo soul-funk anni ‘70 dei Meters), la sezione fiati della Memphis Horns e tra gli italiani Corrado Rustici, Rosario Jermano (storico percussionista del grande Pino Daniele), Luciano Luisi, Mino Vergnaghi, Emanuela Cortesi e Jenny B, questi ultimi tre tra i coristi.

Il rock-blues pervade le prime tre tracce iniziali, “Voodoo Voodoo”, “Datemi Una Pompa” e “O.L.S.M.M.(Organizzazione Laica per la Salvaguardia dei Matrimoni)”, quest’ultima quasi un brano “fratello” di “Solo Una Sana E Consapevole Libidine Salva Il Giovane Dallo Stress E Dall’Azione Cattolica”, a livello di arrangiamento e groove. Tra i lenti non può passare inosservata “Pane e Sale”, brano a cavallo tra la melodia italiana e il soul-gospel e che si avvale del testo del grande Francesco De Gregori (collaborò con Zucchero anche nella bellissima “Diamante”), mentre accende la voglia di ballare la trascinante “X Colpa Di Chi?”, tra il funk, il rock e il blues, divertissement non-sense che all’epoca fece la gioia di diversi network radiofonici italiani. Tuttora viene proposta da Zucchero nei vari concerti in Italia e all’estero. Imperdibili anche gli altri due lenti del disco, “Il Volo”, dalle atmosfere sognanti ed eteree, e “Così Celeste”, pezzo dalle atmosfere spirituali e natalizie e con i vocalizzi soul-gospel da brivido della fidata Lisa Hunt, spesso presente nei tour  di Zucchero degli anni passati. Dedicata al padre è “Papà Perchè”, con un testo malinconico, a dispetto della musica solare.

“Spirito Divino” permetterà a Zucchero di aggiudicarsi il premio “Disco dell’Anno” al Festivalbar del 1995, dominerà la classifica italiana per diverse settimane e otterrà grande successo in vari paesi all’estero, vendendo nel mondo complessivamente tre milioni di copie, oltre che ottenere le varie certificazioni platino e diamante. Insieme ad album come “Rispetto”(1986), “Blue’s”(1987) e “Oro, Incenso e Birra”(1989), “Spirito Divino” si conferma come uno dei migliori lavori del musicista di Roncocesi, un album capace di trovare un azzeccato punto di incontro tra il cantautorato tricolore e tutte le varie forme di black-music, grazie alla vocalità graffiante di Zucchero, una vocalità da blues-man.

Ancora oggi, a distanza di 30 anni, riesce a mantenere intatto il suo fascino e il suo ascolto si può consigliare a chi è in cerca di musica italiana dal sapore internazionale, la stessa che ha permesso a Zucchero, nel corso della sua carriera, di collaborare con grandi nomi come Miles Davis, Eric Clapton, Sting, Paul Young, Joe Cocker e Luciano Pavarotti, tutti artisti che hanno contribuito a estendere la popolarità del musicista emiliano anche oltre i confini nazionali italiani.

Fonte foto: pagina Facebook dell’artista

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