Quando il populismo esagera. Bossi minaccia Monti

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«Monti rischia la vita, il Nord lo farà fuori» ha dichiarato Umberto Bossi durante un suo comizio a Piacenza, in risposta alla domanda se il Governo tecnico avrebbe proseguito nel suo lavoro dopo la scadenza del mandato.

Unanime lo sdegno dei suoi “neo-compagni” all’opposizione. Vendola, leader di Sinistra, Ecologia e Libertà, parla di «un linguaggio inaccettabile in un consesso civile. Bisogna smetterla di considerare folklore l’uso di un linguaggio violento e intollerante da parte del leader leghista». Francesco Boccia del Partito Democratico invece ritiene che «il signor Umberto Bossi è chiaramente incapace di intendere e di volere».

Il Senatùr si è difeso facendo notare che le sue parole sono state travisate dalla stampa: «Ho minacciato di morte Monti? È Monti che minaccia di morte noi… Ho detto che Monti nella testa dei padani non è ben visto perché ci porta la povertà e poi anche la mafia. I giornalisti travisano, non si smentiscono mai quelle teste di legno».

L’ostracismo del Carroccio nei confronti del Governo tecnico ha raggiunto livelli che superano la sana diatriba politica. Incurante delle parole di Napolitano che l’anno passato invitava i politici ad abbassare i toni.

La Lega ha sempre cercato di raggiungere le masse con discorsi altisonanti su come i problemi quotidiani che i loro elettori patiscono siano colpa di un male superiore, la famosa e decantata “Roma Ladrona” che ricorre spesso nei loro slogan e campagne elettorali. Anche in questa occasione Bossi non ha ritenuto di doversi scusare con il Capo del Governo.

Si spera che dopo questo episodio l’appello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a smorzare i toni sia veramente preso in considerazione. Perché un clima politico così esasperato non solo non fa bene al Paese ma, in un momento di crisi e sfiducia, potrebbe portare a scontri non solo verbali.

Matteo Testa

foto: qn.quotidiano.net

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